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Il silenzio di Maria, una forza di pace

SANTA MARIA DEL SILENCIO

stamsilencio.com

padre Carlos Padilla - pubblicato il 21/05/22

La Vergine ha ascoltato nella sua anima tante volte la voce di Dio: “Non temere, Maria, aspetta”. E ha aspettato. La Parola di Dio si è fatta carne in Lei

Maria rimaneva in silenzio. Ha imparato a farlo fin da bambina. Tacere non è tanto facile. Diceva San Giovanni Crisostomo: “Se le nostre opere offrissero una testimonianza autentica, non sarebbe necessario ricorrere tanto alle parole”.

Maria resta in silenzio. È un silenzio pieno di luce. Maria tace, perché ha imparato a fare silenzio fin da bambina. Per ascoltare, per accettare, per guardare con la luce negli occhi.

Maria ha ascoltato nella sua anima tante volte la voce di Dio: “Non temere, Maria, aspetta”. E ha aspettato. La Parola di Dio si è fatta carne in Lei

Si è fatta voce in difesa dei poveri. Si è fatta perdono pronunciato con forza, si è fatta misericordia in braccia umane, si è fatta comprensione in uno sguardo che risollevava chi era caduto.

“Non temere, aspetta”

Non so custodire il silenzio di Maria. Lei tace, aspetta, perché una voce le dice “Non temere, Maria, aspetta”.

E lei ha saputo aspettare con pazienza di Madre, di figlia. Ha saputo aspettare per vedere cosa accadeva, perché i progetti di Dio non coincidono sempre con i miei piani.

SILENCE

Maria ha imparato da bambina a rimanere in silenzio e non lo ha mai dimenticato. Non ha mai perso l’innocenza del suo primo silenzio, del suo primo “Sì”.

Quanto mi costa accogliere i progetti di Dio in silenzio! Quanto mi costa non ribellarmi, gridare, protestare, esigere, quando Dio mi chiede l’impossibile!

È ingiusto, Gli dico. Perché io? Non resto in silenzio, non accetto progetti diversi dai miei. Non so ripetere le parole di Maria: “Si compia in me secondo la Tua Parola”.

A Dio tutto è possibile. La Parola si è fatta carne a Nazaret. E la Parola si è fatta silenzio sul Calvario.

Perché il silenzio è necessario

SILENCE

A volte credo di dover dire qualcosa. Sento che gli altri mi devono ascoltare. Devono sapere, capire. Non taccio, non resto in silenzio come Maria. Mi manca la fede cieca in un Dio provvidente.

Dio mi ha fatto una promessa e a me costa credere che non tutto vada come mi auguro. Ho bisogno di sentire le parole che ascoltava Maria: “Non temere, Maria, aspetta”.

Voglio credere che Lui, con il Suo braccio potente, con la Sua misericordia, spianerà il cammino lungo il quale mi guida e mi darà la forza.

Ho bisogno di fare silenzio per ascoltare la Sua voce, perché non emerga l’amarezza.

Le mie grida affogano la speranza, uccidono l’allegria e fanno nascere l’amarezza. I miei silenzi mi rendono mite e umile.

Ho bisogno di quel silenzio che si scontra con le grida di chi odia, con i colpi dei violenti, con la rabbia di chi non conosce la misericordia.

Imparare da Maria

Guardo il silenzio di Maria e resto stupito. In lei non c’è ribellione, mentre in me ci sono rabbia e odio. Grido, rimprovero, esigo.

La croce supera sempre le mie forze. Non sono mai preparato a prenderla su di me. Gesù mi chiede solo di confidare. Di implorare misericordia nel cuore, in silenzio.

Vorrei imparare a guardare la croce come Maria, a baciarla con i suoi baci, ad accarezzarla con le sue carezze, a contemplarla con il suo silenzio.

Cruz da Unidade Schoenstatt

Vorrei imparare a toccare le ferite. Quelle degli uomini, le mie stesse ferite, con tenerezza, con delicatezza.

Vorrei imparare ad abbracciare i fallimenti senza rabbia e capire che ci sono vie che oggi ancora non conosco.

Ho bisogno di rimanere in silenzio per ascoltare il mormorio di Dio nella mia anima. Per sentire il suo abbraccio che mi sussurra “Non temere, aspetta”.

E io mi alzo disposto ad aspettare. In silenzio, aspettando, sapendo di non essere solo. Maria mi sostiene in silenzio.

E io la abbraccio e la bacio rimandendo in silenzio. Le parole non servono. Bisogna solo imparare ad amare con i gesti.

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