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Sai quali mostri stanno attaccando i tuoi figli?

WYKORZYSTANIE SEKSUALNE

Victoria Denisova | Shutterstock

Catholic Link - pubblicato il 20/05/22

Una pubblicità che colpisce

di Andrés D’Angelo

Una campagna pubblicitaria di occhiali e lenti dell’impresa Multiópticas lancia un divertente avvertimento su ciò che accade ai nostri figli quando passano molto tempo di fronte agli schermi.

Cosa sono i mostri?

Vi siete mai chiesti perché tutte le culture umane hanno universalmente paura dei “mostri”? Sembra che sia una traccia della nostra vita nomade o semiselvaggia: quando vivevamo nella natura, allontanarci dalla luce (il fuoco) era la morte quasi sicura per i bambini.

Logicamente, gli animali selvaggi si tenevano lontane dal fuoco, ma una volta che un bambino si allontanava dalla protezione che gli davano la luce e il fuoco era una preda sicura per gli animali, che potevano facilmente ucciderlo. Per questo tutti i bambini del mondo, quasi senza eccezioni, hanno una paura istintiva di avventurarsi di notte nelle zone buie.

I mostri erano allora quello che si trovava al di là del circolo della luce protettrice, della sicurezza del fuoco della casa. Noi genitori tendiamo a dire ai bambini “Non avere paura, i mostri non esistono”, e non è sbagliato farlo, per dar loro più sicurezza man mano che crescono.

Due errori molto comuni con i mostri

Il primo errore che commettiamo noi genitori è dire ai bambini che i mostri non esistono e stop. Per i bambini, i mostri sono terribilmente reali, visto che derivano da una paura istintiva, e per quanto li tranquillizziamo momentaneamente dicendo che non esistono continueranno ad averne paura, per molti motivi non collegati al tema di questo articolo.

È importante sapere che la paura dei mostri è normale, e dobbiamo aiutare i bambini a superarla, con la compagnia, la comprensione e l’affetto da parte nostra.

L’altro errore è credere che i mostri non esistano. E non mi riferisco ovviamente ai mostri che vediamo in questa pubblicità, o a quelli del film Monsters Inc. della Pixar.

Mi riferisco ad altri mostri, su cui questa pubblicità un po’ giocosa può aiutarci a riflettere. Il fatto è anche senza fantascienza o film dell’orrore, il mondo è pieno di mostri, e questi mostri stanno dietro ai nostri figli, in piena vista, e la cosa peggiore è che spesso siamo noi stessi a dar loro acesso alla nostra vita, alle nostre case e ai nostri figli.

I mostri che assillano i nostri figli

La pubblicità dice che i bambini non perdono più il sonno per i mostri, ma per l’uso degli schermi. Uno degli effetti della luce blu emessa dagli schermi è quello di alterare il ciclo del sonno.

Per questo, i bambini dormono meno e male, oltre poter soffrire di secchezza degli occhi, irritazione e un lungo eccetera che la gente di Multiópticas si incarica di elencare, concentrandosi su quello che accade agli occhi dei bambini esposti per molto tempo agli schermi.

Ma è l’unico pericolo dei bambini che stanno per molto tempo davanti a uno schermo? Può essere che ci siano più mostri di quelli che si vedono a prima vista, e che quei mostri continuino a lavorare davanti ai nostri occhi? Io penso di sì, e ve ne racconterò vari di quelli che si possono vedere facilmente.

Il mostro dell’esposizione agli schermi

Abbiamo già detto che gli schermi influiscono sulla vista dei nostri figli, ma è l’unica cosa su cui hanno delle conseguenze? Secondo studi recenti, i bambini esposti agli schermi prima dei due anni hanno un livello più basso di attenzione, presentano difficoltà di linguaggio, difficoltà cognitive, aumento dell’impulsività e mancanza di controllo emotivo.

C’è un mostro nella stanza di cui nessuno parla. Quando tempo devono trascorrere i bambini davanti a uno schermo? Prima dei due anni, ZERO. Niente.

Non fa bene in alcun modo. Tra i due e i cinque anni, la media è di un’ora al massimo, e sotto la supervisione di un adulto. Tra i 5 e i 12 anni un’ora, sempre sotto la supervisione di un adulto.

Dai 12 ai 16 non più di 90 minuti quando è necessario per svolgere lavori scolastici, ma in modo recreativo non più di mezz’ora di quei 90 minuti, con un controllo speciale sulle reti sociali da parte dei genitori.

Dopo i 16 anni, al massimo 2 ore. Vedremo poi il mostro delle reti sociali, ma dobbiamo tener conto del fatto che gli schermi provocano dipendenza, soprattutto dai “Mi piace”, e che i nostri figli hanno bisogno di questa guida per poter formare le proprie abitudini.

Il loro cervello è in formazione, soprattutto durante l’adolescenza, ed è importantissimo avere un controllo sul tempo che i bambini trascorrono davanti agli schermi.

Il mostro della pornografia

La pornografia è uno dei mostri che noi adulti non vogliamo vedere. Non vorremmo che i nostri figli fossero esposti a quel veleno, ma favoriamo loro tutti i mezzi perché vi accedano dalla sicurezza della loro stanza.

Dare a un preadolescente o a un adolescente (8-17 anni) un cellulare e una connessione illimitata e non controllata a Internet è la via sicura perché diventino dipendenti da questa piaga. Secondo il sito Internet FightTheNewDrug.com, i bambini sono esposti alla pornografia a partire dai 10-11 anni.

Per chi ha un accesso illimitato a un cellulare, quell’età può scendere a 8 anni. Gli effetti della pornografia sull’intimità dei bambini sono gravissimi. Se la pornografia distrugge la vita degli adulti, possiamo immaginare facilmente cosa fa nella mente dei bambini.

Il mostro delle reti sociali

I bambini, soprattutto i preadolescenti e gli adolescenti, hanno bisogno dell’attenzione e dell’approvazione dei coetanei, e le reti sociali sono una vetrina gigante in cui vengono esposti a problemi e pericoli di ogni tipo.

Pur sapendo che le reti sociali sono tossiche per gli adolescenti, come si deduce da uno studio realizzato dal Wall Street Journal, Instagram ha continuato a diffondere informazioni false sull’impatto della rete sociale su bambini e adolescenti.

I bambini non hanno la maturità necessaria per valutare e contrastare i rischi dell’esposizione alle reti sociali, e hanno bisogno di guida, sostegno e controllo da parte nostra per evitare di cadere nell’enorme quantità di pericoli all’orizzonte, come grooming, sexting, ghosting, cyberbullismo…

Non è oggetto di questo articolo spiegare ciascuno di questi termini e pericoli (lo farò in un contributo futuro), ma bisogna sapere che esistono e che se gli adulti hanno serie difficoltà ad affrontarli, ciò è ancor più vero per bambini e adolescenti.

Il mostro della disunione familiare

Intorno agli schermi si nascondono molti mostri, ma il peggiore di tutti è forse quello della disunione familiare, che intendo come il rito accettato per cui gli adulti hanno sempre degli schermi a portata di mano.

Controllano in continuazione i gruppi di WhatsApp, le reti sociali, i portali di acquisti online e un lungo eccetera. Se diciamo ai nostri figli di non stare tutto il giorno attaccati al cellulare ma noi non riusciamo a separarcene, stiamo fallendo come genitori ed educatori.

“Il migliore educatore è l’Esempio”, si dice, e quale miglior esempio che limitare il nostro uso degli schermi? Se voglio che mio figlio stia solo mezz’ora al cellulare ma poi io ci passo quattro ore davanti, è logico e normale che mio figlio si senta tradito.

La nostra prima priorità dev’essere il coniuge, poi i figli e nient’altro. Non muore nessuno se non guardo Instagram per vari giorni, ma i nostri figli perdono la madre o il padre ogni volta che guardiamo lo schermo.

Come combattere questi mostri nascosti?

Il modo più semplice per combatterli è generare le condizioni per far sì che la nostra sia una casa in cui prevalgano le attività che non coinvolgono gli schermi, e non uno spazio di attesa finché non sarà il momento di usarli di nuovo.

Dobbiamo cercare di far sì che i nostri figli vogliano stare in casa, proponendo attività come lettura, sport all’interno o all’aria aperta, pittura, musica, cucina, giochi da tavola e tante altre cose che ci aiuteranno a capire cosa piace ai nostri figli, cosa li rende felici e li aiuta a crescere come persone.

Chiediamo al Beato Carlo Acutis, patrono di Internet, di aiutarci a far sì che gli schermi siano un modo per crescere nella virtù e nella santità e non l’esatto contrario!

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

Tags:
genitori e figlipubblicitàschermi
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