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I 13 santi patroni della Gmg 2023 di Lisbona (FOTO)

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Photo Courtesy of La Fondazione Chiara Badano

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 20/05/22

Da san Vincenzo alla beata Chiara Luce Badano: scopriamo i 13 protettori dell’evento che richiamerà giovani di tutto il mondo

La preparazione di ogni Giornata Mondiale della Gioventù, la sua realizzazione e il dinamismo che si inaugura con l’incontro di giovani di tutto il mondo con il Papa sono affidati a patroni, cioè a sante e santi canonizzati o con il processo di canonizzazione in corso. 

Per la GMG Lisbona 2023, (che si svolgerà tra l’1 e il 6 agosto), il Comitato Organizzatore Locale ha indicato 13 santi patroni – donne, uomini e giovani – che “hanno dimostrato che la vita di Cristo riempie e salva i giovani di ogni epoca”, come afferma il Cardinale Patriarca, nati nella città che accoglie la GMG o che, nati in altre aree geografiche, sono modelli per i giovani.

JMJ 2016
La penultima GMG, nel 2016, a Cracovia in Polonia. L’ultima è stata nel 2019 a Panama.

La presentazione dei patroni

I santi patroni della GMG Lisbona 2023 sono presentati dal Card. Manuel Clemente, Patriarca di Lisbona per la loro importanza, che indica i principali riferimenti storici di ciascuno, nonché  pastorale e spirituale la preparazione e realizzazione della prossima Giornata Mondiale della Gioventù. 

Vergine Maria

“Fuori categoria” è la patrona per eccellenza della prossima Giornata Mondiale della Gioventù: la Vergine Maria, la giovane donna che ha accettato di essere la madre del Figlio di Dio incarnato. Colei che si alzò e andò in fretta verso la montagna, per incontrare sua cugina Elisabetta, portandoLe Gesù che aveva concepito. Così insegna ai giovani tutti i tempi e luoghi a portare Gesù agli altri che Lo aspettano, ora come allora! Di seguito i 13 santi patroni.

Statue-of-the-Virgin-Mary

1) San Giovanni Paolo II

Patrono dell’evento di Lisbon a023, è San Giovanni Paolo II, al quale è dovuta l’iniziativa delle Giornate, che ha raccolto e animato milioni di giovani dei cinque continenti. La prima GMG è nata dopo il successo dell’incontro promosso da Wojtyla nel 1985 a Roma, nell’Anno Internazionale della Gioventù. La prima edizione si è svolta nel 1986, sempre a Roma.

2) San Giovanni Bosco

Santi e Sante Patroni sono tutti i santi che si dedicarono al servizio dei giovani; in modo speciale san Giovanni Bosco, che san Giovanni Paolo II ha dichiarato “Padre e Maestro della gioventù“. Ai formatori ha proposto il suo “sistema preventivo”, di attualità permanente: “State con i giovani, evitate di peccare, con la ragione, la religione e la gentilezza. Diventate santi, educatori di santi. I nostri giovani sentano di essere amati”.

3) San Vincenzo 

La Gmg conta anche sulla protezione di San Vincenzo, diacono e martire del IV secolo, perseguitato e fatto assassinare dall’imperatore Diocleziano. Come patrono della diocesi di Lisbona, accoglierà e rafforzerà tutti con la sua carità e testimonianza evangelica.

4) I santi di Lisbona: sant’Antonio

La Giornata, che si svolgerà a Lisbona, avrà il sostegno celeste di alcuni santi di Lisbona, partiti da questa città per annunciare Cristo. Come Sant’Antonio, nato intorno al 1190, che si è recato, già da francescano, prima in Marocco e subito dopo in Italia, e poi bel Sud della Francia, e infine di nuovo in Italia, convertendo molte persone al Vangelo che viveva e predicava. È morto a Padova nel 1231 e un anno dopo era già stato canonizzato, tanto forte era la certezza della sua santità. Il Papa Leone XIII lo ha definito “il santo di tutto il mondo”.

WEB SAINT ANTHONY OF PADUA JESUS Public Domain

5) San Bartolomeo dei martiri

Sempre da Lisbona, secoli dopo, San Bartolomeo dei martiri, domenicano e arcivescovo di Braga, partì per Trento, dove ha preso parte all’ultima fase (1562-63) del Concilio che ha riformato la Chiesa, avvicinando i pastori alle pecore, come il Vangelo richiede e su cui tanto insiste Papa Francesco. San Bartolomeo, durante il Concilio e anche in seguito, è stato decisivo in questo senso e ancora oggi motiva tutti noi.

6) San Giovanni di Brito

Un secolo dopo, un altro giovane lisbonese, San Giovanni di Brito, gesuita, è partito verso l’India per proclamare Cristo. Inarrestabile nell’annuncio e nei viaggi difficili, si vestiva e parlava in modo da poter raggiungere tutti i gruppi e classi. È stato martirizzato a Oriur nel 1693.

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7) Beata Giovanna del Portogallo

Sono patroni della Gmg di Lisbona anche alcuni beati, sempre di origini lisbonesi. La prima, Giovanna del Portogallo, figlia del re Alfonso V. Avrebbe potuto diventare regina in diversi regni d’Europa, ma ha preferito unirsi a Cristo e alla sua passione, scegliendo la vita di clausura all’età di diciannove anni. È morta ad Aveiro, nel convento delle Domenicane, nel 1490. La chiamiamo Santa Giovanna Principessa e lei ci sospinge verso scelte radicali.

WEB-SAINT-MAY 12-JOANA DE PORTUGAL Public Domain

8) Beato Giovanni Fernandes

Nel 1570, Giovanni Fernandes, un giovane gesuita, fu martirizzato al largo delle Isole Canarie mentre si recava in Brasile come missionario. È stato uno dei quaranta martiri di quel tempo, guidati dal beato Ignazio di Azevedo. Erano partiti in risposta alla chiamata missionaria e certamente hanno contribuito in cielo alla missione che non sono riusciti a compiere sulla terra

9) Beata Maria Clara del Bambino Gesù

Più tardi, Maria Clara del Bambino Gesù, una giovane aristocratica nata nei dintorni della capitale. Divenuta orfana, ben presto decise di diventare la “madre” dei dimenticati. In un momento in cui era ufficialmente proibito, era riuscita a fondare una congregazione religiosa dedicata a questa missione (Francescane Ospedaliere dell’Immacolata Concezione). Fino alla morte, avvenuta nel 1899, ha affrontato ogni opposizione, ripetendo: “Dove c’è bisogno di fare il bene, che sia fatto!”.

10) Beato Pier Giorgio Frassati

Oltre a questi giovani lisbonesi che “sono partiti” come la Madre di Gesù, sia nella geografia del mondo che nella geografia dell’anima, per portare Cristo a tanti altri, aggiungiamo alcuni santi patroni di altre origini, ma dello stesso Regno. Come il beato Pier Giorgio Frassati, che fino alla sua morte a Torino nel 1925, all’età di ventiquattro anni, ha colpito tutti con il dinamismo, la gioia e la carità con cui ha vissuto il Vangelo, sia scalando le Alpi che servendo i poveri. San Giovanni Paolo II lo ha definito “l’Uomo delle Otto Beatitudini“.

11) Beato Marcello Callo

Con la stessa giovinezza e generosità, contiamo sul beato Marcello Callo, nato a Rennes e morto nel campo di concentramento di Mauthausen nel 1945. Fu scout e poi “giocista” (Gioventù Operaia Cattolica) e, quando all’età di 22 anni fu chiamato ai lavori forzati in Germania, è partito con la ferma intenzione di continuare l’apostolato in quelle durissima condizione. Ecco perché fu trasferito nel campo di concentramento dove poi sarebbe morto.

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12) Beata Chiara “Luce” Badano

Alla Gmg ci sarà anche la protezione di due giovani beati che “sono partiti”, nonostante la malattia immobilizzasse il loro corpo, ma non il cuore. Come Cristo inchiodato alla croce, che proprio da lì è partito verso il Padre e ci ha salvati tutti con la vita donata. È con Cristo abbandonato sulla croce che ha voluto identificarsi la beata Chiara Badano, giovane focolarina, quando all’età di 16 anni fu sorpresa dalla malattia. Morì due anni dopo, nel 1990, irradiando sempre la gioia luminosa che gli è stata riconosciuta nel nome di “Luce”, che Chiara Lubich gli aveva dato.

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13) Beato Carlo Acutis

L’anno successivo, nel 1991, nasceva il beato Carlo Acutis, morto di leucemia a Monza, all’età di quindici anni. La sua breve vita è stata piena di grande devozione mariana ed eucaristica, che la dimestichezza con il computer gli permise di diffondere, anche durante la malattia. Ha fatto della sua sofferenza un’offerta ed è partito felice.

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