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Francesco deve prendere posizione sulla guerra – Il Portogallo più vicino alla legalizzazione dell’eutanasia – & altro… 

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i.Media per Aleteia - pubblicato il 10/05/22

Ogni giorno, Aleteia offre una selezione di articoli scritti dalla stampa internazionale sulla Chiesa e le questioni principali che preoccupano i cattolici nel mondo. Le opinioni e i punti di vista espressi in questi articoli non sono quelli degli editori.

Martedì, 10 maggio 2022

1. Per fermare la manipolazione russa, Papa Francesco deve rendere chiara la posizione del Vaticano sull’Ucraina

2. Il Portogallo più vicino alla legalizzazione dell’eutanasia

3. Il Governo cileno pensa a un’indagine sugli abusi clericali

4. L’Europa riconosce i progressi vaticani nel campo della sicurezza finanziaria

5. I giovani non religiosi superano cattolici ed evangelici nelle grandi città brasiliane 

1. Per fermare la manipolazione russa, Papa Francesco deve rendere chiara la posizione del Vaticano sull’Ucraina

A due mesi dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, la Chiesa Ortodossa Russa non ha perso una sola opportunità per affermare che il Vaticano è dalla sua parte nel conflitto, sostengono quattro accademici cattolici in un articolo d’opione su NCR. I ripetuti appelli alla pace di Papa Francesco sono stati finora interpretati dal Patriarcato di Mosca come un sostegno alla giustificazione russa della guerra, secondo la quale la pace nel Donbass era minacciata dagli estremisti ucraini e doveva essere ripristinata da un’operazione militare russa. Negli ultimi mesi, molti eventi sono stati usati dalla Chiesa Ortodossa Russa per asserire che la Santa Sede era dalla parte degli “invasori”. Tra questi, la visita del nunzio papale in Russia e l’incontro in videoconferenza tra Francesco e Kirill. È vero che alcune delle parole di Papa Francesco possono confondere, soprattutto quelle della sua intervista al Corriere della Sera, in cui si è chiesto se l’“abbaiare della NATO alla porta della Russia” non abbia spinto Putin a dichiarare guerra all’Ucraina, oltre ad affermare che “in Ucraina il conflitto è stato creato da altri”. I quattro accademici co-autori dell’articolo sostengono che impegnarsi per la pace non basta, dicendo che Papa Francesco deve far capire chiaramente da che parte sta per evitare di fare il gioco altrui.

NCR, inglese

2. Il Portogallo più vicino alla legalizzazione dell’eutanasia

L’introduzione di un nuovo disegno di legge sull’eutanasia in Portogallo sembra sempre più probabile dopo l’insediamento del nuovo Parlamento, risultato delle elezioni del 30 gennaio. Dopo essere stata respinta per pochi voti in Parlamento nel 2018, la legge a favore dell’eutanasia è stata approvata nel gennaio 2021. Il Presidente Marcelo Rebeso de Sousa, che si oppone all’eutanasia, ha tuttavia inviato il testo alla Corte Costituzionale, che ha invalidato la bozza per la soggettività di definizioni come “sofferenza intollerabile”, “danno permanente” e “malattia letale”, che avrebbero dovuto giustificare l’uso di questa misura. Il Presidente, vicino alla Chiesa cattolica, ha posto il veto anche a una nuova versione del disegno di legge. Secondo la bioeticista Ana Sofia Carvalho, la nuova definizione proposta nell’ultima bozza rimane “molto strana” e non fa che peggiorare le cose. “Quando dicono che si applica solo a malattie serie, incurabili e irreversibili che portano a una sofferenza molto intensa, si adatta a qualsiasi tipo di cancro”, ha messo in guardia parlando alla radio cattolica Renascença

The Tablet, inglese

3. Il Governo cileno pensa a un’indagine sugli abusi clericali

Dopo che un sacerdote gesuita di spicco – Felipe Berrios – è stato accusato di recente di aver abusato sessualmente di un’adolescente all’inizio degli anni Duemila, il Presidente cileno Gabriel Boric ha annunciato che sta prendendo in considerazione l’ipotesi di aprire un’indagine nazionale sulla Chiesa cattolica. La nuova accusa arriva quando la Chiesa cilena è già scossa dalle rivelazioni degli ultimi anni relativi ad abusi e coperture – il caso più tristemente famoso è quello dell’ex sacerdote Fernando Karadima. In un resoconto diffuso nel maggio 2021, i Gesuiti in Cile hanno riconosciuto che 64 persone sono state abusate a livello sessuale, 34 di loro da bambini o adolescenti, da 11 dei loro chierici, su cui l’ordine ha indagato tra il 2005 e il 2020. Nella loro dichiarazione sulle nuove lamentele, i Gesuiti sperano in “un processo rapido e trasparente, e particolarmente attento alle vittime”.

Crux, inglese

4. L’Europa riconosce i progressi vaticani nel campo della sicurezza finanziaria

L’autorità antiriciclaggio dell’Unione Europea, Moneyval, considera che il suo rapporto annuale sul Vaticano sarà ora soggetto a controlli regolari, accogliendo una serie di riforme recenti da parte di Papa Francesco. La vaticanista Maria Antonietta Calabrò, però, nota che il rischio di abuso all’interno del sistema da parte di “insiders” esiste ancora, e che l’organizzazione ritiene che il Vaticano non sia ancora perfetto in questo campo, con un “evidente riferimento” alle attuali procedure legali sul caso del palazzo di Londra. Il rapporto sottolinea anche una certa lentezza, nonché “una mancanza di risorse sia dei servizi giudiziari che di quella dell’ autorità repressiva”, che non hanno “investigatori finanziari abbastanza specializzati”. I risultati del progresso sono comunque considerati nel complesso “incoraggianti”.

Just Out, italiano

5. I giovani non religiosi superano cattolici ed evangelici nelle grandi città brasiliane 

“Non ho religione, sono sempre stato leale a questo fatto. Credo in tutto, in primo luogo in Gesù, l’unico Dio onnipotente. Credo anche nelle entità, che mi hanno aiutato molto e mi aiuteranno ogni volta che ne avranno la possibilità… Credo nelle energie, nell’universo…” La 21enne Mariana Oliveira Viana, residente a Rio de Janeiro (Brasile), descrive così le sue convinzioni. Mariana è una delle migliaia di giovani brasiliani che si definiscono “senza religione”. Secondo un rapporto del 2022 dell’istituto di sondaggi Datafolha, nella fascia di età tra i 16 e i 24 anni, il 14% degli intervistati non si identifica con alcuna religione, rispetto al 26% che si identifica come evangelico e il 49% come cattolico. A San Paolo e Rio de Janeiro, due delle città più grandi del Paese, il gruppo dei “senza religione” aumenta a circa il 30% e 34% rispettivamente. BBC Brasil ha anche consultato tre sociologi per spiegare cosa significhi “senza religione”, visto che non vuol dire senza fede o spiritualità. Si tratta fondamentalmente di un fenomeno urbano e giovanile, che si concentra sul fatto di distanziarsi dalle istituzioni religiose e di avere un concetto più fluido di spiritualità, mescolando molte convinzioni.

BBC Brasil, portoghese

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