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L’ottimismo “realistico” che fa bene alla salute

OTTIMISMO, FIDUCIA, CAVALLO

PeopleImages.com - Yuri A|Shutterstock

BenEssere - pubblicato il 06/05/22

Secondo gli studi, coloro che affrontano la vita in maniera positiva sono più in salute e superano meglio gli interventi chirurgici. Ecco come è possibile aumentare il nostro buonumore…

Il violinista Jones, personaggio dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters (poi ripresa da Fabrizio De André in un intero album), viene descritto come un uomo che è riuscito a godere di una vita piena, morto «con una risata spezzata, mille ricordi
e nessun rimpianto». Nonostante Jones non sia riuscito a portare a termine alcuni obiettivi personali, ha sempre guardato positivamente alla vita trasformando il tempo sottratto alla cura dei suoi campi nell’opportunità di farsi ascoltare con il suo violino: credeva che il futuro gli avrebbe riservato occasioni e situazioni positive.

BAMBINI, PRATO, SORRISI

L’ottimismo realistico

La ricerca psicologica ha mostrato l’importante funzione dellottimismo definito realistico, ossia basato su convinzioni positive circa il modo con cui si può reagire agli stimoli ambientali e sociali.

Questa forma aiuta a tenersi in salute e, se si deve seguire un percorso riabilitativo o sottoporsi a un intervento chirurgico, facilita la ripresa, così come contribuisce a un buon invecchiamento.

Gli ottimisti resistono meglio allo stress e perseverano maggiormente nel raggiungere i propri obiettivi; inoltre è più probabile che abbiano successo nel lavoro.

L’ottimismo irrealistico

Diverso, invece, è l’ottimismo definito irrealistico, e cioè la tendenza a pensare che gli eventi che ci capitano saranno per lo più favorevoli: è nocivo, induce a pensare in maniera “magica”, distaccata dalla realtà e aumenta la possibilità di valutare inadeguatamente i rischi di una situazione;
inoltre può costringere le persone a mostrarsi costantemente ottimiste, anche quando questo non è possibile.

Gli effetti negativi del pessimismo

Come l’ottimismo irrealistico, anche il pessimismo ha ricadute negative sulla salute e sulla qualità della vita: la ricerca evidenzia che gli individui pessimisti sono meno capaci di fare fronte alle difficoltà della vita quotidiana, cadendo più spesso in malattie e incappando più facilmente in stati depressivi.
Ogni persona può essere collocata in una delle due categorie ed essere definita, in un certo grado, ottimista o pessimista.

Si può imparare ad essere ottimisti?

Coloro che si reputano pessimisti potranno, leggendo queste righe, chiedersi: «È possibile imparare l’ottimismo»? Non esiste una risposta univoca, così come non esiste una formula magica in grado di modificare le nostre credenze, ma un valido supporto è offerto dallo psicologo Martin Seligman e dal suo modello “Abcde”.

Il modello ABCDE

Il modello in questione propone una tecnica utile a esercitare il pensiero positivo. Come?

Prendendo coscienza dei pensieri e delle emozioni sperimentati nelle diverse situazioni
che affrontiamo quotidianamente nella nostra vita.

Ogni lettera del modello corrisponde a un passaggio. Ecco quali sono, nello specifico, i diversi passaggi (e una piccola guida per applicare questo modello nella quotidianità):

A – Adversity (avversità),

è l’evento avverso, che quindi genera una determinata reazione emotiva. Prova a descriverlo minuziosamente: stabilisci quando, dove e che cosa è accaduto così da focalizzarti sul problema. Per esempio: sono caduto da cavallo mentre facevo lezione di equitazione; oppure, stavo facendo una passeggiata nel bosco con
il mio istruttore e sono stato distratto dal rumore proveniente da un cespuglio…

B – Beliefs (credenze),

sono le credenze e le convinzioni suscitate in noi in seguito all’evento. Quando ci capita qualcosa di spiacevole, infatti, connotiamo l’evento in maniera negativa e generiamo pensieri che possono attivarsi automaticamente quando accadono altri eventi simili. Prova allora a pensare al vero motivo per cui hai avuto un determinato pensiero in quel momento e a quali convinzioni hanno fatto sì che insorgesse. Nell’esempio
precedente: sono avvilito; ho provato vergogna; non sono portato, è meglio che pratichi un altro sport; il cavallo ce l’ha con me..

C – Consequences (conseguenze),

si tratta delle conseguenze derivanti dalle nostre reazioni emotive e comportamentali a seguito dell’evento. Analizza le emozioni che hai sperimentato e come queste abbiano influenzato le tue azioni in quella situazione.
Nell’esempio della caduta da cavallo: non prendo più lezioni di equitazione
perché credo di essere incapace, ho provato vergogna perché alcune persone mi hanno visto cadere e non voglio che accada nuovamente…

D – Disputation (discussione),

è la fase in cui si “discutono” le nostre credenze e le conseguenze che esse hanno avuto al fine di eliminare quelle negative. Tenta di
provare che tali credenze siano errate, che l’evento può essere capitato per diversi motivi e
che anche se la causa è la peggiore possibile non si tratta necessariamente di una catastrofe.
Nell’esempio: sono un “cavaliere” alle prime armi; il cavallo potrebbe essersi spaventato perché ha sentito un rumore; con la pratica posso migliorare…

E – Energization (energizzazione):

è il passaggio finale, il risultato del processo compiuto fino ad adesso. In questa fase, prova a valutare come sono cambiate le tue convinzioni e qual è il tuo stato emotivo attuale. Sfrutta questa energia per progettare piani a breve, medio e lungo termine per modificare ulteriormente le credenze distruttive che riconosci in te stesso.

Proviamo a cambiare musica

Applicando all’esempio: voglio continuare a prendere lezioni di equitazione; l’equitazione mi piace e proverò a fare progressi;
sono motivato a continuare ad allenarmi; può capitare a tutti e non mi devo vergognare per episodi simili; posso chiedere consigli al mio istruttore…

“Mi prendo la responsabilità”

Questa tecnica rende ognuno di noi protagonista del proprio vissuto e responsabile dei propri cambiamenti.
Prova ad adottarla nella quotidianità e valuta le differenze nel tuo modo di affrontare gli eventi della vita. Vedrai che sarà tutta un’altra musica, proprio come quella del violinista Jones.

ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL NUMERO DI LUGLIO 2021 DI BENESSERE, QUI IL LINK PER ABBONARSI ALLA RIVISTA

Tags:
benessereemozioniottimismopsicologia
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