Insieme alla celebrazione della santa Messa, che padre Pio stimava come il dono più grande che Dio abbia fatto all’umanità, egli considerava di grande importanza la recita del santo rosario. Definiva la corona del rosario come «la mia arma».
“Potente contro il demonio”
Per padre Pio, infatti, il santo Rosario era «un’arma potente per mettere in fuga il demonio e superare le tentazioni, per vincere il cuore di Dio, per ottenere grazie dalla Madonna».
Come in un giardino di rose
L’attaccamento alla recita del rosario gli dava l’impressione di camminare in un giardino di rose. I suoi rosari quotidiani erano numerosissimi: occupavano il tempo notturno e di giorno durante gli spostamenti e nei pochi ritagli di tempo lo si vedeva spesso con la corona del rosario in mano.
Le richieste alla Madonna
Il Rosario era il mezzo con il quale padre Pio ringraziava la Madonna per la sua assistenza continua. E allo stesso tempo chiedeva nuove grazie per continuare la sua missione di salvare e portare a Dio le anime.
La testimonianza di Padre Raffaele
Chi ha conosciuto il padre lo ricorda sempre con la corona del rosario tra le mani. Padre Raffaele D’Addario afferma:
La “confessione” di Padre Pio
Per quanto riguarda il numero dei rosari recitati vi è una testimonianza di padre Carmelo Durante, il quale il 6 febbraio 1954 chiese a padre Pio quanti rosari avesse recitato durante la giornata. La risposta del padre ha dell’incredibile.
“Padre quanti ne recita?”
E per togliere ogni dubbio se parliamo di rosario di solo cinque poste o di tutte e quindici sentiamo quanto riportato dalla Cronistoria del convento. Leggiamo:
Non vi è dubbio che una tale quantità di rosari non si può spiegare se non con l’aiuto della grazia di Dio.