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Trovata la Preghiera del Signore su una croce corrosa del XVI secolo

terahertz imaging

Nicolas Jacquet

J.P. Mauro - pubblicato il 02/05/22

Un team di esperti ha usato le immagini per analizzare lo strato corrosivo, che ha rivelato più di quello che si poteva percepire a occhio nudo


Gli esperti che analizzavano una croce funeraria francese sono riusciti ad andare oltre secoli di corrosione per rivelare l’iscrizione originaria. Usando una tecnologia chiamata a immagini terahertz, sono stati in grado di osservare una chiara rappresentazione della Preghiera del Signore scritta in latino.

Il team ha suggerito che la tecnologia impiegata possa essere molto utile per l’analisi degli artefatti storici.

Il lavoro è stato condotto da un team interdisciplinare di scienziati del Georgia Institute of Technology, in collaborazione con il Georgia Tech-Lorraine. In un rapporto del Georgia Tech, gli esperti hanno spiegato che le immagini terahertz erano state scelte come mezzo di analisi per la loro natura non distruttiva, elemento particolarmente importante considerando quanto fosse diventata delicata la croce.

La croce

L’oggetto in questione è un esempio di “croce d’assoluzione”, una croce funeraria medievale comune in Francia, Germania e Inghilterra nel XVI secolo. Aurélien Vacheret, direttore del Musée Charles-de-Bruyères, il museo che ha prestato la croce al Georgia Tech, ne ha spiegato la funzione.

“Questo tipo di croce riporta in genere iscrizioni di preghiere o informazioni sul defunto”, ha dichiarato. “Si pensa che l’obiettivo fosse cercare l’assoluzione di una persona dal peccato, favorendone il passaggio al cielo”.

Le immagini terahertz

Il processo dell’analisi terahertz è iniziato sottoponendo la croce a brevi scariche di radiazioni elettromagnetiche terahertz, che viaggiano su piccole onde di luce. Alcuni di questi fasci luminosi rimbalzano sullo strato corrosivo, ma altri riescono a penetrarlo. Il team misura poi la differenza nel tempo necessario perché le onde luminose rimbalzino per determinare lo spessore dello strato corrosivo.

Le onde che penetrano sono le più decisive al momento di stabilire come sia il piombo sotto la corrosione. Quando tornano allo scanner, riportano immagini del piombo, che possono essere raccolte per formare un’immagine totale. Il processo è piuttosto lento, e il team ha dovuto scattare immagini ogni 50 micron (circa mezzo millimetro).

Il risultato dell’analisi ha rivelato un’iscrizione sorprendentemente leggibile del Pater Noster, la forma latina della Preghiera del Signore. Le immagini terahertz hanno inoltre mostrato parti dell’iscrizione che non avrebbero potuto essere viste a occhio nudo. Il team lo ha potuto confermare quando ha rimosso lo strato corrosivo durante il restauro.

Il professor David Citrin, alla guida del progetto, ha commentato al Georgia Tech

“In questo caso, siamo riusciti a verificare il nostro lavoro in seguito, ma non tutti gli oggetti di piombo possono essere trattati in questo modo. Alcuni sono grandi, altri devono rimanere in situ e altri ancora sono troppo delicati. Speriamo che il nostro lavoro apra allo studio di altri oggetti plumbei che potrebbero racchiudere dei segreti sotto gli strati corrosivi”.

Il team di Citrin aveva già utilizzato le immagini terahertz su dipinti del XVII secolo, e attualmente sta aiutando ad analizzare vasellame romano antico. Ha anche notato che le immagini terahertz si continuano a sviluppare e hanno un enorme potenziale per documentare alcune delle scoperte archeologiche più delicate.

Il rapporto completo si può leggere su Nature.

Tags:
archeologiacrocestoria
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