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María Coronel, la donna che sfigurò il suo corpo per sfuggire alle molestie del re

MARIA FERNANDEZ CORONEL

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Sandra Ferrer - pubblicato il 30/04/22

La storia di una donna che ha fondato uno dei conventi più emblematici di Siviglia, in cui si venera il suo corpo incorrotto

La violenza e gli abusi contro le donne non sono purtroppo frutto della modernità.

Per secoli si sono trovati esempi di azioni contro le donne perpetrate da uomini di qualunque classe sociale. María Coronel divenne senza volerlo l’oggetto del desiderio di un re che non le dava tregua.

Il sovrano in questione era Pietro I, chiamato il Crudele o il Giustiziere, in base al fatto che le cronache fossero affini o contrarie alla sua persona. Insieme al fratello, è stato il protagonista di una delle lotte fratricide più note del Medioevo spagnolo.

Prima che iniziasse la contesa, María Coronel viveva relativamente estranea agli intrighi di palazzo, anche se la sua famiglia era collegata alla corte.

Figlia di Alfonso Fernández Coronel ed Elvira Alonso de Biedma, era nata verso il 1334. Suo padre era ufficiale giudiziario di Siviglia, e apparteneva al consiglio privato dell’allora re Alfonso XI.

María e le sue due sorelle crebbero in un ambiente privilegiato e ricevettero un’ottima istruzione a corte. Lei, Aldonza e Mayor si sposarono con uomini di alto lignaggio con matrimoni concertati com’era abitudine all’epoca e per la sua classe sociale. Per lei venne scelto Juan de la Cerda, discendente del re Fernando III il Santo.

La vita tranquilla della famiglia Coronel venne stroncata nella primavera del 1350 dalla morte del re. Uno dei suoi figli salì al trono come Pietro I, e iniziò un’accesa disputa tra lui e i suoi fratellastri. Le fazioni che si crearono intorno ai protagonisti coinvolsero tutti i nobili e gli aristocratici vicini alla corte.

La famiglia di Maria, che si era schierata contro Pietro I, subì le conseguenze peggiori. Nel 1353 suo padre venne giustiziato, e la stessa sorte toccò quattro anni dopo a suo marito.

María Coronel si trovò allora improvvisamente in una situazione complicata, che peggiorò quando l’uomo che aveva fatto giustiziare i suoi cari mostrò di volerla per sé.

María fuggì inizialmente in un eremo, e in seguito si rifugiò nel convento di Santa Clara di Siviglia. Pietro I, ossessionato dalla sua bellezza, l’inseguiva senza sosta. Le suore riuscirono a nasconderla in un fosso coperto con tavole e terra, su cui, secondo la leggenda, crebbero rapidamente erbe selvatiche che aiutarono a occultare il nascondiglio.

Non disposto a lasciarsi abbindolare da una donna, il re continuò a recarsi al convento per incontrarla. In una di quelle occasioni, riuscì a sorprenderla in una delle stanze del convento. María cercò di liberarsi di lui, ma quando arrivò nelle cucine si sentì messa alle strette.

Senza pensarci due volte, e prima che il re abusasse di lei direttamente sul posto o la portasse via con sé, prese una pentola di olio bollente e se lo lanciò sul corpo. Anziché assisterla, nauseato vedendo la deformità del suo volto, il re la lasciò lì e se ne andò.

Il 14 marzo 1369, in quella nota come la battaglia di Montiel, Pietro venne sconfitto dal fratello Enrico, che conquistò il trono. Il nuovo re, Enrico II, restituì a tutti coloro che lo avevano sostenuti i beni confiscati loro. María Coronel era tra quanti beneficiarono di questa politica.

Dopo aver recuperato i suoi beni, decise di erigere un monastero in una delle proprietà del padre. Alle religiose clarisse che vi si insediarono donò parte dei suoi possedimenti perché potessero vivere serenamente.

Andò anche lei a vivere con loro, professando come religiosa e ricoprendo il ruolo di prima madre badessa in quello che da allora è noto come Real Monasterio de Santa Clara, in cui condusse una vita pia fino alla fine dei suoi giorni.

Non si conosce la data esatta della sua morte, ma secondo la tradizione è il 2 dicembre 1411. A metà del XVII secolo, durante i lavori nel coro della chiesa in cui era stata sepolta, il corpo di María Coronel venne trovato incorrotto.

Da allora, ogni 2 dicembre il corpo viene esposto e venerato con grande devozione dai fedeli, che accorrono a osservare i resti mortali segnati dalle ferite che lei stessa si inflisse per sfuggire alle molestie del re.

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