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L’uomo che combatte stregoneria e voodoo per aiutare a spezzare le catene della malattia mentale

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Grégoire Ahongbonon

Agnès Pinard Legry - pubblicato il 29/04/22

Da più di 30 anni, Grégoire Ahongbonon viaggia per tutta l'Africa Occidentale per aiutare la gente che soffre di malattie mentali

Con un sorriso generoso, un volto sereno e un atteggiamento calmo e pacifico, Grégoire Ahongbonon guarda ciò che lo circonda con sguardo gentile e curioso. Ha imparato a rallentare e a cercare di vedere al di là delle apparenze. Negli ultimi 30 anni, ha viaggiato per tutta l’Africa Occidentale per aiutare la gente che soffre di disordini e malattie mentali.

Il 70enne del Benin potrebbe passare inosservato con il suo giubbetto multitasche e gli occhiali rettangolari, ma è una di quelle persone che lavorano giorno dopo giorno per costruire un mondo migliore, più giusto e fraterno, “per costruire il Regno di Dio qui e ora”, spiega con tutta l’umiltà che lo caratterizza.

Quando lo si guarda negli occhi, si possono quasi vedere i volti delle 2.000 persone – i “dimenticati tra i dimenticati” – che ha aiutato, insieme all’Associazione San Camillo de Lellis, fondata nel 1991 per accogliere le persone con disordini mentali e che ha centri in Benin, Costa d’Avorio, Burkina Faso e Togo.

Potremmo vederci il volto di Janvier, un giovane che ha trascorso sette anni incatenato dai genitori prima di essere liberato da Ahongbonon e dai membri dell’associazione.

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Le catene di Janvier.

Si potrebbe anche vedere il volto di un altro ragazzo che ha scoperto il giorno prima della Domenica delle Palme del 1994. Una donna era andata a cercare Ahongbonon, avendo sentito che si prendeva cura delle persone affette da malattie mentali, perché aiutasse suo fratello. Quando sono entrati in casa, però, ha scoperto un uomo con le braccia e le gambe incatenate su un pavimento umido in una stanza malamente illuminata. Quando ricorda quell’episodio, gli occhi di Ahongbonon si offuscano, assenza odio ma con profonda tristezza. “La sua carne era piena di vermi”, dice. Salvato e curato, è morto qualche giorno dopo. “Ma è morto con dignità, senza più catene”, dichiara.

Ahongbonon ha tante storie come queste da raccontare: l’Associazione ha ora 21 centri di accoglienza e riabilitazione, e ogni mese offre cure mediche gratuite a più di 20.000 persone con malattie mentali. Molte vite sono state salvate dall’azione, dall’abnegazione e dall’inesauribile energia di Ahongbonon.

“Loro stessi hanno aiutato molto”, dice, non volendo prendersi il merito di niente. “All’Associazione, vogliamo che si rimettano in piedi per aiutare a costruire un mondo migliore”, dice. “Li guariamo e li reintegriamo. Ho visto infermiere che soffrivano di disturbo bipolare venire in aiuto ai pazienti… È straordinario”.

Grazie all’Associazione, la lotta di Ahongbonon va ben al di là del fatto di fornire aiuto medico alle persone con malattie e disordini mentali. Combatte anche contro voodoo, animismo e stregoneria, che danneggiano gravemente molte società africane. Considerate vittime di stregoneria o di malefici, le persone affette da malattie mentali in genere sono isolate e legate per non “contaminare” gli altri e potersi “purificare”. “L’ignoranza sta esigendo il suo prezzo in Africa”, denuncia Ahongbonon.

Energico e attivo, Ahongbonon ha anche sperimentato profondi problemi psicologici, al punto da avere pensieri suicidi. Dopo aver lasciato molto presto la scuola, ha provato a cercare fortuna in Costa d’Avorio, dove ha iniziato a lavorare come gommista avviando anche una piccola compagnia di taxi. Quando la sua attività stava prosperando, però, Grégoire, all’epoca 26enne, ha dovuto affrontare una crisi improvvisa, e tutti i suoi taxi sono stati temporaneamente confiscati. Pieno di debiti, ha perso gli amici e si è ritrovato più isolato che mai.

Mentre stava pensando al suicidio, però, all’improvviso ha avuto un risveglio provocato dalla sua fede, e da quel momento ha lavorato con il massimo impegno.

“Ogni volta che il Signore ci appare in un modo che ci illumina, ci abbaglia in un modo nuovo, e ci fa vedere nuove vie”, dice. “All’inizio non è stato facile andare in prigione, incontrare tutte quelle persone che avevano commesso dei crimini, ma se si vuole vivere il Vangelo, non si sceglie ciò che si vuole. C’è qualcosa dentro di te che rivela ciò che vuole. Il carcere è diventato la mia Galilea”.

Ahongbonon dice che le persone affette da malattie mentali sono gli ultimi degli ultimi. “Sono persone che non esistono più. Vengono picchiate, gettano pietre contro di loro, sono insultate”, dice. “Non viene dato loro un posto nella società”.

Riconciliare le famiglie

“Queste malattie creano molta divisione nelle famiglie”, dice Ahongbonon. “Il paziente spesso delira, e quindi può insultare e maledire i suoi parenti. Ma non dimentica mai quello che la sua famiglia gli fa in cambio: le catene, l’isolamento…”

L’Associazione San Camillo de Lellis ha tre missioni: assistenza medica, reintegrazione nella società e riconciliazione delle famiglie. “Dobbiamo cambiare la mentalità della gente con le azioni, non con grandi discorsi”, afferma, testimoniando la sua esperienza: “Dico spesso che se la stregoneria esistesse davvero, sarei il primo ad essere colpito. Non posso credere in Dio e aver paura di uno stregone. Sono un tabernacolo che cammina; ho Dio in me tutto il tempo. Qualunque cosa mi accada è quello che deve accadermi”.

Il suo impegno e il suo operato sono stati ricompensati con vari premi internazionali, tra cui ilGeneva Prize for Human Rights in Psychiatry nel 2021, ma Ahongbonon non prova alcun orgoglio personale al riguardo. “La mia preghiera quotidiana è ‘Come posso compiere la volontà di Dio?’ Chiedo a Dio di aiutarmi a fare non ciò che voglio io, ma quello che vuole Lui”, sottolinea.

“Puoi donare solo quello che Dio ti dà. E quando Dio ti dà qualcosa, non ti fai indietro. Più dai, più Lui ti darà, ma se lo tieni per te, non ti darà niente. E allora devi dare tutto”.

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