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Ti considerano ipersensibile? non è un difetto, anzi!

IPERSENSIBILITA', DONNA, IPERSENSIBILE,

Mangostar | Shutterstock

Silvia Lucchetti - pubblicato il 23/04/22

Recenti studi hanno valutato come un quinto delle persone presenti caratteristiche tali da farle considerare ipersensibili. L'ipersensibilità, una volta ritenuta un aspetto sfavorevole della personalità, viene oggi valutata in termini non patologici, e se ne evidenziano i punti di forza

Nella comune accezione attribuire ad una persona la caratteristica dell’ipersensibilità assume un significato sfavorevole, in quanto al termine vengono associate qualità negative come l’essere timidi, introversi, strani, fragili. Quando non addirittura “sbagliati”. Ne parla la dottoressa in psicologia Ana Maria Sepe su psicoadvisor.com .

Persone Altamente Sensibili

Si ritiene che le High Sensitive People (Persone Altamente Sensibili) rappresentino circa un quinto della popolazione, anche se molte di loro non sono consapevoli di esserlo.

Elaine Aron, psicologa e ricercatrice americana, ha aperto la strada per comprendere meglio questa condizione, giungendo alla conclusione che essa non può essere considerata né una anomalia né una patologia.

La persona ipersensibile ha un funzionamento cerebrale diverso

Una persona altamente sensibile ha un funzionamento cerebrale diverso da quello degli altri, sulla base sia di una condizione genetica iniziale che di un certo tipo di educazione e formazione successive.

Infatti la configurazione genetica di queste persone le rende più ricettive alle influenze ambientali, specialmente nel delicato periodo infantile.

Le caratteristiche

Per descrivere le caratteristiche neurobiologiche e psico-comportamentali di questi soggetti la studiosa ha coniato l’acronimo DOES, le cui lettere stanno per le iniziali di Depth (Profondità), Overstimulation (Sovrastimolazione), Emphasis (Enfasi), Subtelietes (Sottigliezze).

Profonda

Persona “profonda” perché osserva ogni cosa, riflette, fa ampi collegamenti con il passato ed elabora intensamente ogni evento, sulla base di un più analitico processamento delle informazioni da parte di centri cerebrali sottocorticali come l’insula (un’area specifica del cervello).

Sovrastimolata

Persona “sovrastimolata” in quanto il carico della maggiore attenzione che presta ad ogni dettaglio la stanca prima, inducendola ad evitare contesti relazionali stressogeni per cui rischia di passare per un soggetto sociopatico (una persona che ha difficoltà ad entrare in relazione con gli altri).

Enfatica

Persona “enfatica” nel senso di una spiccata empatia per una maggiore attività dei neuroni specchio. Persona “sottile”, iper-attenta agli stimoli esterni (luci, colori, odori, rumori) e alle risonanze interne delle esperienze personali e altrui, sulla base di una “suscettibilità” collegata ai giudizi espressi nei suoi confronti nell’infanzia.

I vantaggi e gli svantaggi dell’essere ipersensibili

Tale maggiore reattività sembra debba attribuirsi ad un funzionamento più alto della media dell’amigdala, una piccola formazione al centro del cervello che costituisce “la centralina delle emozioni”.

L’ipersensibilità fa vivere tutto intensamente

Questo è il motivo per cui le persone altamente sensibili vivono così intensamente, tanto da sentirsene inondate, non solo tristezza, rabbia e paura, ma anche la gioia. Essere ipersensibili comporta vantaggi e svantaggi.

Più empatia e profondità

Rispetto al primo versante si registra una maggiore profondità nell’elaborare i problemi, la spiccata empatia che permette di afferrare le importanti sfumature presenti nei rapporti sociali, la capacità di cogliere gli aspetti positivi delle esperienze traendone insegnamento ed esempio.

Suscettibilità e senso di affaticamento

Per quanto attiene gli aspetti sfavorevoli i principali riguardano la suscettibilità, l’affaticamento da eccessiva stimolazione con la conseguente necessità di maggiori tempi di recupero, la sensazione di sentirsi sopraffatti dall’ambiente esterno e dal contesto relazionale per la scarsa capacità di regolare la propria empatia.

Questo spiega il motivo per cui queste persone risultano svantaggiate in una cultura come quella attuale che non valorizza la sensibilità, e che invece esalta la competizione aggressiva, la velocità, e in definitiva la superficialità.

Focalizzare l’attenzione

Quali consigli dare a queste persone per raggiungere serenità e stabilità?

Dal punto di vista dell’igiene interiore è necessario imparare a riconoscere la pressione delle emozioni, non fare propri i giudizi negativi percepiti negli altri su di sé, focalizzare l’attenzione evitando di disperderla su troppi dettagli.

Stabilire confini precisi

Inoltre non lasciarsi coinvolgere eccessivamente – a causa della spiccata empatia – stabilendo precisi confini fra sé e gli altri, prestare attenzione a pensieri parassiti ed energivori che sottraggono risorse da investire più fruttuosamente.

Da ultimo il messaggio più importante: ricordarsi di essere unici e sentirsi orgogliosi per la capacità di cogliere ed apprezzare quei colori dell’esistenza che sfuggono ai più: i cosiddetti “normosensibili”.

Tags:
cervellopersonalitàpsicologiasensibilità
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