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Dobbiamo vantarci, ma solo nel nostro Dio

VOLTO DI CRISTO, MARIA, CROCE

KYNA STUDIO|Shutterstock

MIENMIUAIF - MIA MOGLIE ED IO - pubblicato il 22/04/22

Vantarsi non è mai bello, tranne in un caso: se ci vantiamo in Cristo, il nostro Dio incarnato, morto e risorto per noi. Dobbiamo vantarci di quel che ha fatto per noi, di quello che Lui ci permette di diventare, del male che ha distrutto per noi. Io mi vanto del mio Dio, perché effettivamente è meraviglioso.

Di Giuseppe Signorin

Leggo nell’Imitazione di Cristo: «Il tuo vanto sia in Dio».

E allora me ne vanto, più di quanto si vantino del loro cugino Elio e le storie tese in quella ormai vecchia canzone, Mio cuggino.

Il mio Dio è incredibile, altro che il cugino di Elio e le storie tese, il mio Dio è tanto incredibile che la gente tende a non credergli, eppure lui è così, è incredibile di suo, non ci si può fare niente.

Il mio Dio è meraviglioso, lascia di stucco, è sconvolgente, manda un ladro in Paradiso in extremis, perché in fondo era un buon ladro, e poi ha per madre una delle sue figlie – la più bella delle sue figlie -, e parla per bocca dei lattanti, confonde i superbi, mischia le carte, con lui non sai mai che cosa può capitare, mille anni sono come un giorno e viceversa.

Il mio Dio, se avesse un’auto, avrebbe una Panda, che tanto è Dio e non ha bisogno di darsi un tono, farebbe colpo anche in una Panda.

E poi ha inventato lui gli inventori della Panda, e di tutte le altre auto, e questo è niente perché il bello deve venire, qui siamo in esilio, e possono capitare cose terribili, non fingiamo che va tutto bene o che andrà tutto bene, cascasse pure il mondo, noi siamo stati creati per qualcosa di più, è normale che la vita ogni tanto ci stia stretta.

Sarebbe grave il contrario: uno completamente a suo agio, in questo mondo, bisognerebbe chiedergli che problemi ha.

Il mio Dio sarà tutto in tutti, quando lo raggiungeremo fuori da questo tempo, e ci sarà pace perfetta, saremo addirittura felici delle gioie degli altri, roba da matti, io che invidio pure il mio gatto, che gli basta una superficie morbida e un po’ di sole per raggiungere la beatitudine.

Il mio Dio, esteticamente, non posso dire che sia al livello di mia moglieperché magari è nei paraggi, però mia moglie è opera sua e quindi è stato bravissimo, c’è da fargli i complimenti.

Il mio Dio un giornosi è incarnato, è diventato una sua creatura, un uomo, ma un uomo veramente, non un supereroe, come se io scrivessi una storia e amassi così tanto i personaggi di quella storia da volerci entrare dentro nei panni di uno di loro, uno esattamente come loro, per salvarli da un pericolo di cui solo io, che ho imbastito il tutto, posso comprendere fino in fondo la portata.

Il mio Dio mi ama alla follia, farebbe un sacco di brutte figure, per me, anzi, le ha già fatte, lo hanno crocifisso come blasfemo, lui che è Dio e quindi è qualcosa di tecnicamente impossibile: Dio non può essere blasfemo.

Il mio Dio è risorto e invece di farsi un volo in cielo come Superman e magari un selfie per immortalare il momento, si è cotto un po’ di pesce, alla brace, mi pare, e lo ha mangiato insieme ai suoi vecchi amici, come se niente fosse.

Il mio Dio è arrivato a dire: «Chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi». Qui si è superato. Volere che le proprie creature compiano opere più grandi di quelle del Creatore. E Redentore.

Perché poi ci sarebbe tutto quel discorso che il mio Dio è uno e trino, tre persone distinte ma un solo Dio, Padre Figlio e Spirito Santo, ma abbiamo un’eternità davanti per esplorare il Mistero e provare a capirci qualcosa.

Per oggi mi ha gasato già parecchio vantarmene.   

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