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Ancora non credi alla resurrezione? hai il cuore indurito

DUREZZA DI CUORE, CUORE, MANO;

fs24 | Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 22/04/22

L’evangelista Marco ci dice che i discepoli non credettero subito perché avevano il cuore indurito. Se il Vangelo ce lo riporta è forse per dirci che anche da credenti ognuno di noi combatte sempre con la propria incredulità.

Vangelo di sabato 23 aprile 2022

Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni. Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere.
Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere.
Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato.
Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura».

(Marco 16,9-15)

La durezza di cuore dei discepoli

Se il Vangelo fosse stato scritto solo per darci dei buoni esempi allora avrebbe dovuto epurare molti racconti e molti dettagli, e tra di essi queste due affermazioni che leggiamo nel racconto della resurrezione dell’evangelista Marco.

“Non vollero credere”

Il primo riguarda l’incontro con laMaddalena:

Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni. Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere.

Increduli come noi

Il secondo è questo:

Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere.

Combattere l’incredulità e la durezza di cuore

L’incredulità dei discepoli è davvero scandalosa. I primi a non crederci sono proprio loro. E se il Vangelo ci riporta questa loro fatica è forse per dirci che anche da credenti ognuno di noi combatte sempre con la propria incredulità. Essa, anzi, rappresenta il primo argomento del Risorto:

“Li rimproverò per la loro incredulità”

Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato.

Avevano il cuore indurito come il nostro

L’evangelista Marco ci dice che non credettero subito perché avevano il cuore indurito. È di questo cuore indurito che dovremmo preoccuparci, infatti se funziona il cuore funziona anche il dono della fede, ma se non funziona il cuore nemmeno il dono della fede può fare molto.

Solo Gesù può “riattivare” il nostro cuore

Per questo il primo dono che dovremmo chiedere a Gesù è riattivare il nostro cuore, rompendo la corazza che gli abbiamo messo attorno. 

#dalvangelodioggi

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