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Gesù prima di entrare nella tua vita ti mostra ciò che ti manca

TIBERIADE, GESU',

Annalisa Jones | Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 21/04/22

Il Signore prima di entrare nella nostra vita ci rende innanzitutto consapevoli di ciò che ci manca. Finché non abbiamo chiara la nostra sete non avremo chiara nemmeno l’acqua che può dissetarci.

Vangelo di venerdì 22 aprile 2022

Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No».  Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi la sopravveste, poiché era spogliato, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso or ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore.
Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce. Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.

(Giovanni 21,1-14)

Gesù appare ai discepoli sul mare di Tiberiade

L’ultima apparizione del Risorto che ci racconta l’evangelista Giovanni sembra ricollegarsi al nostro immaginario sugli inizi della sua vita pubblica quando proprio in una scena molto simile guadagnò alla causa Pietro e i suoi compagni:

«Figlioli, non avete nulla da mangiare?»

Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci.

Qual è la tua sete?

Sembra interessante come il Signore prima di entrare nella nostra vita ci rende innanzitutto consapevoli di ciò che ci manca. Finché non abbiamo chiara la nostra sete non avremo chiara nemmeno l’acqua che può dissetarci.

Ecco perché Gesù parte dalle nostre mancanze per dare ad esse finalmente una soluzione insperata. Giovanni davanti a questa scena intuisce subito che è Gesù, infatti solo Lui può dirci la drammatica verità sulla nostra vita e allo stesso tempo chiederci un gesto di fiducia:

Pietro si getta nel mare di Tiberiade per andare incontro a Gesù

Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi la sopravveste, poiché era spogliato, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri.

Per non essere cristiani zoppi

La Chiesa è sempre la commistione di questi due aspetti: l’intuizione di Giovanni e le azioni di Pietro. La contemplazione e l’azione. L’amore e la decisione. La Verità e la responsabilità. Tenerci solo una cosa di questo binomio significa essere cristianamente zoppi. 

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