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I leader cristiani dibattono sul coinvolgere il Patriarca Kirill o ostracizzarlo

WAR IN UKRAINE

paparazzza | Shutterstock

John Burger - pubblicato il 21/04/22

Sembra improbabile che il Patriarca di Mosca intervenga contro la guerra in Ucraina. Un processo per eresia potrebbe aiutare?

Che pensino che il leader ortodosso russo abbia qualche influenza sul Presidente Vladimir Putin o siano semplicemente all’ultima spiaggia, vari leader cattolici e di altre denominazioni cristiane stanno implorando il Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia di convincere il suo amico al Cremlino a fermare la strage in Ucraina.

Alcuni leader nella Chiesa di Kirill stanno sostenendo l’indipendenza da Mosca, e un sacerdote è arrivato a raccogliere firme per una petizione chiedendo un processo per eresia eccesiastica per Kirill, che ha sostenuto l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin.

Ci si aspetta che l’Ucraina assista a un’intensificazione della sofferenza nei giorni santi che portano alla Pasqua ortodossa.

Martedì le forze russe hanno lanciato una nuova campagna, cercando di assicurarsi le regioni ucraine orientali di Donetsk e Luhansk, dove i separatisti sostenuti dal Cremlino hanno ingaggiato una guerra per l’indipendenza dal 2014. I militari russi hanno raggiunto uno degli ultimi bastioni della resistenza ucraina a Mariupol, la città portuale meridionale che darebbe a Mosca un ponte terrestre che collega il Donbass con la Crimea occupata dai Russi. Il sindaco di Mariupol ha stimato che le vittime nella città assediata potrebbero essere più di 20.000.

Riferendosi alla morte dei civili e alla sofferenza dell’Ucraina in generale, i vescovi cattolici scozzesi sono stati tra gli ultimi a far sentire la propria voce per chiedere a Kirill di aiutare a porre fine alla sofferenza.

In una lettera firmata dal presidente della Conferenza Episcopale di Scozia, il vescovo Hugh Gilbert, i vescovi del Paese hanno esortato questa settimana Kirill a intervenire presso Putin per “mettere fine alla tragedia dell’Ucraina”, ha riferito The Tablet. I presuli hanno sottolineato che “la bellezza e la forza” della fede ortodossa includono il suo “messaggio di pace”.

Mercoledì, il Consiglio Mondiale delle Chiese (WCC) ha diffuso il suo secondo appello a Kirill, chiedendogli di usare la sua autorità spirituale per chiedere un cessate il fuoco in Ucraina per la Pasqua ortodossa.

“La gente ha perso la fiducia e la speranza nei politici, in un possibile negoziato pacifico e nel cessate il fuoco”, ha affermato padre Ioan Sauca, segretario generale del WCC, in una lettera del 19 aprile.

P. Sauca ha espresso preoccupazione per presunti piani in corso “per attaccare le chiese durante le celebrazioni della notte di Pasqua per diffondere ancor più terrore, paura, accuse reciproche e demonizzazione”.

Papa Francesco ha fatto appello al leader ortodosso russo in occasione di un incontro online con Kirill a marzo, respingendo le giustificazioni dell’invasione come una “guerra santa”, dicendo che non si può parlare in questo modo.

Un incontro personale di cui si era parlato prima dell’invasione di Putin il 24 febbraio è stato accantonato, ma l’agenzia Reuters all’inizio di questo mese ha riferito che il Vaticano stava ancora considerando un incontro del genere, che sarebbe solo il secondo tra i leader cattolico e ortodosso. L’agenzia ha citato due fonti vaticane dicendo che è possibile che la visita di Papa Francesco in Libano a giugno ne affianchi una a Gerusalemme per incontrare Kirill. 

“Una fonte ha affermato che il viaggio sembrava quasi certo, mentre l’altra ha detto che era una possibilità”, ha riferito la Reuters l’11 aprile.

Il Consiglio Mondiale delle Chiese

Poco dopo l’inizio dell’invasione, padre Sauca ha inviato una lettera aperta a Kirill, esortandolo a mediare per poter fermare l’attacco.

Sauca, sacerdote ortodosso rumeno, ha tuttavia resistito alle richieste di espellere il Patriarcato di Mosca dal Consiglio Mondiale delle Chiese per il suo apparente supporto alla guerra – o almeno per il fallimento nel condannarla, dicendo che una decisione di questo tipo esulerebbe dal comitato centrale del WCC.

Interpellato sulla sua opinione personale, p. Sauca ha affermato che “le cose in questo momento sono molto complicate, e viviamo in un punto di svolta nella storia. Come molti altri soffro molto, soprattutto come sacerdote ortodosso, essendo consapevole che sia in Russia che in Ucraina le Chiese ortodosse hanno molti fedeli. E gli eventi tragici, la grande sofferenza, morte e distruzione sono in profonda contraddizione con la teologia e la spiritualità ortodosse, con quello che i nostri antenati e le nostre madri ci hanno mostrato con la loro vita personale”.

“Non smetterò di esprimermi contro qualsiasi aggressione, invasione o guerra; continuerò ad essere profetico, ma farò del mio meglio per far sì che il WCC sia quello che deve essere e per tenere aperto il dialogo”, ha proseguito p. Sauca. “Perché se escludiamo quelli che non ci piacciono o con cui non siamo d’accordo, con chi parleremo, come potremo avanzare verso la riconciliazione e la pace giusta e duratura?”

Profonde critiche

Le critiche per il fallimento del WCC nell’allontanare la Chiesa Ortodossa Russa derivano da fonti come il teologo ceco Pavel Cerný, che a marzo ha scritto che la Chiesa Ortodossa Russa ha cercato a lungo di usare il WCC per i suoi scopi. Cerný ha citato il sostegno di Kirill alla guerra e ha affermato che “alla Chiesa Ortodossa Russa non dovrebbe essere permesso di continuare ad essere un membro del WCC finché non si allontanerà dalla falsa via del nazionalismo religioso”.

Sempre a marzo, il reverendo Rob Schenck, cristiano evangelico che guida il Dietrich Bonhoeffer Institute a Washington, D.C., ha esortato il WCC a sanzionare Kirill e si è riferito a lui come a “uno strumento di propaganda per Putin”.

Perfino l’ex arcivescovo di Canterbury Rowan Williams ha affermato che ci sono “forti motivazioni” per rimuovere la Chiesa Ortodossa Russa dal WCC.

“Quando una Chiesa sostiene attivamente una guerra di aggressione, fallendo nel condannare violazioni palesemente evidenti in qualsiasi tipo di condotta etica in tempo di guerra, le altre Chiese hanno il diritto di sollevare la questione, di sfidare quella Chiesa e dire ‘Finché non dirai… qualcosa di espressamente cristiano al riguardo, dobbiamo riconsiderare la tua partecipazione’”, ha detto Williams alla BBC.

Il mondo russo

Nel settembre 1971, quando era ancora un sacerdote, Kirill, che si pensa sia stato un agente del KGB all’epoca dell’Unione Sovietica, è stato designato rappresentante della Chiesa Ortodossa Russa presso il Consiglio Mondiale delle Chiese (WCC) a Ginevra. Da allora è stato attivamente coinvolto nell’attività ecumenica della Chiesa Ortodossa Russa. Dal 1975 al 1998 è stato membro dei Comitato Centrale ed Esecutivo del WCC.

Negli ultimi anni, Kirill ha proposto una teoria nota come Russkiy Mir, che secondo una dichiarazione elaborata dall’Orthodox Christian Studies Center della Fordham University sostiene l’esistenza di una “sfera o civiltà russa transnazionale, chiamata Santa Russia o ‘Santa Rus’, che include Russia, Ucraina e Bielorussia (e a volte Moldavia e Kazakistan), come anche i popoli etnicamente russi e russofoni di tutto il mondo. Sostiene che questo ‘mondo russo’ abbia un centro politico comune (Mosca), un centro spirituale comune (Kiev come ‘madre di tutta la Rus’), una lingua (il russo), una Chiesa comune (la Chiesa Ortodossa Russa, Patriarcato di Mosca) e un patriarca comune (il Patriarca di Mosca), che opera in ‘sinfonia’ con un presidente/leader nazionale comune (Putin) per governare questo mondo russo, sostenendo al contempo una spiritualità, una moralità e una cultura specifiche”.

“La dolorosa verità, che dobbiamo affrontare in questo periodo di pentimento, è che la nostra leadership, e specificatamente la leadership della Chiesa Ortodossa Russa, ha sviluppato e promosso un falso insegnamento noto come ‘Russkiy Mir’ o ‘Mondo Russo’, offrendo al Signor Putin la ‘carta bianca’ religiosa che sottoscrive questa invasione odiosa e l’annnessione del vicino pacifico e democratico della Russia, l’Ucraina”, ha affermato il Fordham Study Center.

Anche se la Chiesa Ortodossa leale a Mosca coesiste in Ucraina fianco a fianco con la Chiesa Ortodossa Autocefala d’Ucraina, leale a un primate a Kiev, la guerra di Putin e il suo apparente sostegno da parte di Kirill hanno suscitato ira in molti sacerdoti e fedeli della Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Mosca (UOC-MP). Dall’inizio dell’invasione, 17 delle 43 eparchie dell’UOC-MP hanno smesso di pregare per Kirill nominandolo durante la Divina Liturgia, secondo quanto ha scritto il docente dell’Università Cattolica Ucraina Anatolii Babynskyi su The Pillar.

“Il 10 aprile, p. Andrii Pinchuk, dei sobborghi di Dnipro, nell’Ucraina orientale, ha iniziato a raccogliere firme di sacerdoti dell’UOC-MP per un appello che richieda che i primati delle antiche Chiese Ortodosse convochino un tribunale per il sostegno del Patriarca Kirill di Mosca all’invasione, che Pinchuk e altri firmatari ritengono un’eresia”, ha scritto Babynskyi. 

“È molto difficile entrare nella sua testa, ma penso che creda davvero ad alcuni di questi casus belli della Russia”, ha detto Babynskyi ad Aleteia a marzo. “Penso che creda realmente che ci siano dei neonazisti in Ucraina, e che si debba ripristinare il mondo russo e liberare gli Ucraini dalla colonizzazione occidentale o cose del genere. Penso che creda in questa propaganda che la Russia sta diffondendo nel mondo”.

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