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Perché i Russi si accaniscono tanto contro Mariupol?

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Azov Regiment CC BY-SA 4.0 / mrp.travel

Karol Wojteczek - pubblicato il 20/04/22 - aggiornato il 28/06/22

Da vari giorni, arrivano da Mariupol resoconti di morte per fame e disidratazione. Il 90% degli edifici della città ha subìto danni

Secondo stime delle autorità locali, dei circa 430.000 di Mariupol prima della guerra, oggi ne restano in città circa 100.000.

Dopo molti tentativi falliti, interrotti dagli attacchi russi, i corridoi umanitari hanno funzionato nella città per circa una settimana.

Grazie a questi, circa 50.000 civili sono stati finora evacuati, e agli altri sono stati forniti prodotti di base.

Oltre 6.000 abitanti russi sono stati reinsediati a forza nei territori occupati dal 2014.

Il bilancio delle vittime fornito dal Municipio di Mariupol (finora impossibile da verificare per l’ACNUR) dice che più di 3.000 persone sono state assassinate per via di spari, bombardamenti ed esecuzioni in strada.

Il 25 marzo, la direttrice della missione di osservazione dell’ONU in Ucraina, Matilda Bogner, ha confermato il ritrovamento di fosse comuni in città. Circa 200 persone sarebbero state sepolte in una sola di queste.

Dagli inizi di marzo, praticamente tutta la città si è vista privata di elettricità, gas, acqua, cibo e medicinali.

Nella prima settimana di assedio, la temperatura notturna a Mariupol è scesa a -5°.

Secondo il Municipio, circa il 90% degli edifici della città è stato interessato, e di questi il 30% si trova in condizioni che rendono impossibile la ricostruzione.

Ma perché ai Russi non importa tanto conquistare ma distruggere Mariupol?

Alessandro Magno e la questione ucraina

Per via della sua ubicazione costiera, l’area dell’attuale Mariupol, come la Crimea, era abitata già in epoca ellenistica.

I commercianti greci erano attivi nella conca del Mar Nero, portando le loro merci in Romania, Bulgaria, Ucraina e Turchia.

Il nome greco della città, Μαριούπολη, significa “la città di Maria”. Altri dicono che derivi da Maria Fedorovna, moglie dello zar Paolo I.

Curiosamente, ancora oggi vive in città una piccola diaspora greca, composta dai discendenti dei commercianti del XIX secolo, ma anche da emigrati di sinistra e comunisti che hanno abbandonato la Grecia dopo la guerra civile del 1946-1949.

I 10 civili greci morti nel bombardamento vicino a Mariupol il terzo giorno di guerra sono stati probabilmente le prime vittime straniere.

Non stupisce allora che il 25 marzo siano apparse informazioni sul fatto che la Grecia (insieme alla Turchia, che tradizionalmente è in conflitto con lei, ma che ha anch’essa una diaspora nel sud dell’Ucraina) ha l’intenzione di presentare il proprio piano di evacuazione per gli abitanti della città assediata.

Una situazione che è stata una salvezza…

La moderna Mariupol è stata fondata nel 1778 dallo spagnolo José de Ribas sul sito della postazione cosacca di Zaporizhzhya, esistita per due secoli.

In onore del figlio della zarina Caterina la Grande, che governava la Russia in quel momento, la città eretta da poco venne chiamata Pawłowska. Due anni dopo, però, venne ribattezzata con il nome attuale.

Nel 1789, Mariupol fu la prima città dell’attuale Óblast di Donetsk a ricevere i diritti di città.

L’epoca di speciale prosperità della città risale al XIX secolo.

Il porto stabilito nel 1809, e poi la linea ferroviaria costruita nel 1882, che permise il trasporto del carbone di Donetsk, trasformò Mariupol nel principale centro commerciale, insieme a Odessa, nella parte russa della conca del Mar Nero.

Va menzionato che in base a dati del 1897 nella città vivevano 218 Polacchi, e dopo la guerra vi venne aperto un ufficio consolare polacco.

… e una maledizione

Il XX secolo è trascorso per Mariupol sotto il giogo del regime comunista (con una pausa di due anni – 1941-1943 – per via dell’occupazione tedesca). La città si chiamava allora Zhdanov, in onore di uno degli attivisti stalinisti.

Il 24 agosto 1991, Mariupol è diventata parte dello Stato ucraino indipendente.

Quando è scoppiata una ribellione ispirata dai Russi in Crimea e nelle province di Donetsk e Lugansk nell’aprile 2014, Mariupol è diventata l’unica grande città di quella zona che dopo vari mesi di lotta si è difesa dai separatisti.

Nonostante la stabilizzazione della linea del fronte nell’autunno 2014, le forze russe e separatiste continuavano a bombardare la città.

L’attacco del 24 gennaio 2015, quando i missili Grad hanno raggiunto una zona abitata e hanno ucciso 30 persone e ne hanno ferite quasi 100, ha avuto un’eco speciale.

La scala di questo attacco è tuttavia esigua rispetto a quello che i Russi hanno commesso contro Mariupol nell’ultimo mese.

Il genocidio si fermerà?

“Hanno bombardato con potere diabolico soprattutto perché è una città mariana che il demonio sta cercando di distruggere completamente. La seconda ragione è che nel 2014 la gente ha espulso i Russi da Mariupol”.

“Si vendicano del fatto che questa città quasi completamente russofona non vuole la cosiddetta ‘myr russa’”.

Lo ha detto di recente padre Paweł Tkaczyk, un paolino polacco evacuato dalla città, in una corrispondenza.

I Russi ucraini rappresentano più del 40% della popolazione di Mariupol.

Possiamo sicuramente aggiungere un altro motivo a quelli menzionati dal religioso. Mariupol ha un’importanza strategica estremamente importante per il Cremlino, come grande porto commerciale e la città più grande di un potenziale corridoio terrestre che collega la Crimea con la Russia continentale.

Attualmente, il traffico nella zona si realizza attraverso il ponte che collega le rive dello stretto di Kerch.

La conquista di Mariupol significa che l’Ucraina è completamente isolata dal Mare di Azov.

LA PARTE SUCCESIVA DEL TESTO CONTIENE FOTO E VIDEO NON DESTINATI A MINORI E PERSONE PARTICOLARMENTE SENSIBILI

***

Negli ultimi giorni, possiamo vedere molte foto di edifici di Mariupol in rovine e demoliti. Come città industriale e commerciale, forse non era famosa per la sua architettura sofisicata o i suoi monumenti centenari.

Vale tuttavia la pena di dare uno sguardo al volto della città prima della guerra per comprendere la portata delle perdite che ha subìto e per chiarire che la pace è la forza che costruisce e per la quale dobbiamo lottare.

1 Ospedale municipale n° 3 di Mariupol

Il 9 marzo sono stati bombardati il reparto maternità e infantile. 4 persone sono morte nell’attacco e altre 17 sono rimaste ferite. Le immagini di madri in avanzato stato di gravidanza evacuate dall’edificio sono diventate iconiche. Una di loro, purtroppo, è morta per le ferite. Appena due anni fa era stato completato il rinnovamento generale delle strutture dell’ospedale.

2 Teatro Drammatico Accademico dell’Oblast di Donetsk a Mariupol

È stato fondato nel 1878 e ricostruito nel 1960. Nell’edificio si sono rifugiati 1000-1300 civili che avevano perso la casa a seguito dei bombardamenti. Nella piazza, da entrambi i lati, hanno collocato la parola “BAMBINI” visibile dall’alto. Il 16 marzo, una bomba da mezza tonnellata è caduta sull’edificio, riducendolo in macerie. Secondo il Municipio di Mariupol, 300 persone sarebbero morte nell’attacco.

Perché i Russi si accaniscono tanto contro Mariupol?
CC BY-SA 4.0 / Oleksandr Malyon

3 Piscina “Neptun”

È stata bombardata durante lo stesso attacco subìto dal Teatro Drammatico. Dopo un restauro generale di tre anni, l’edificio doveva entrare in funzione alla fine di febbraio. I civili vi si erano nascosti. Non si conosce il numero delle vittime.

4 Scuola di Belle Arti di Mariupol

Inaugurata nel 1953, è stata bombardata il 20 marzo. Anche al suo interno si erano rifugiati dei civili, e non si conosce il numero delle vittime.

Alcune fotografie aeree di Mariupol prima dell’invasione russa e attuali.

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