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Un altro prete è stato aggredito a Roma: è il terzo caso in un mese 

prete aggredito a roma

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Don Guido, il sacerdote salesiano aggredito a Roma.

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 07/04/22 - aggiornato il 28/06/22

Dopo le coltellate al prete della Società di San Paolo e la bomba carta contro Don Coluccia, prosegue la scia di episodi di violenza contro i sacerdoti

Una violenza inaudita, un’aggressione in piena regola a Roma ad un prete che stava celebrando il sacramento della Riconciliazione: è già il terzo episodio intimidatorio nei confronti di religiosi nella Capitale nelle ultime settimane. 

Don Guido Novella, parroco della Basilica del Sacro Cuore in via Marsala a Roma, a quattro passi dalla stazione Termini, è stato aggredito da una donna, che, sotto gli occhi increduli e atterriti dei fedeli che assistevano alla messa, ha brutalmente schiaffeggiato il parroco. Proprio quest’ultimo, dopo essersela vista piombare nell’edificio sacro insieme a due uomini, ha avvisato il 112.

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L’aggressione alle 8,30

Lunedì 4 aprile mancavano pochi minuti alle 8,30. Don Guido era nel confessionale mentre un confratello celebrava la messa, scrive il Quotidiano Nazionale (4 aprile) quando tre senza fissa dimora, due uomini e una donna, sono entrati in chiesa e aggirandosi tra le navate hanno incominciato a infastire le persone presenti, una situazione molto diversa dalle tante a cui i preti si sono mai trovati difronte, tanto che il parroco ha deciso di chiamare la polizia. 

“La chiesa era piena – ricorda il prete aggredito a Roma -. Intorno a me sono tutti rimasti attoniti per l’aggressività di queste persone durante la messa”. 

“Urlavano e salivano sull’altare”

“Infastidivano tutti. Urlavano e salivano sull’altare, erano incontenibili” racconta ancora don Guido che, nell’attesa dell’arrivo della volante, ha cercato di calmare i tre. La messa è stata interrotta, ma la donna non ne voleva sapere di acquitersi, al contrario ha cominciato ad aggredire verbalmente il prete, fino a sferrargli uno schiaffo in pieno viso. 

Ecco chi era l’aggressore

La donna, somala di 53 anni, con numerose espulsioni dal territorio nazionale a suo carico, è stata immediatamente immobilizzata dai poliziotti che l’hanno accompagnata negli Uffici del commissariato Viminale per l’identificazione in quanto era priva di documenti. Nei suoi confronti il prete ha sporto denuncia. 

La coltellata al prete della San Paolo

Lo scorso 15 febbraio a Roma un’aggressione ad un prete è finita nel sangue. Un individuo armato di coltello è riuscito ad introdursi nella Casa Generalizia della Società di San Paolo, in via Alessandro Severo, all’Ostiense. Una volta all’interno del convento è salito, di notte e senza fare rumore, fino al sesto piano ed è entrato in una camera di un religioso di 89 anni che ha malmenato a scopo di rapina. Non solo, il frate sebbene molto anziano, ha reagito davanti al bandito che l’ha ferito con una coltellata alla mano. Un fendente profondo che gli ha causato una grave lesione. Il bandito probabilmente sapeva esattamente che il frate custodiva alcuni oggetti di valore e di quelli, infatti, si è impossessato (Il Messaggero, 15 febbraio). 

La bomba carta contro Don Coluccia

Altro episodio di violenza contro un prete si è verificato a inizio marzo, in un quartiere periferico della Capitale. Mentre parlava in strada di legalità gli hanno lanciato addosso bombe carta e petardi. L’ennesima intimidazione ai danni di don Antonio Coluccia, conosciuto come il prete antispaccio per il suo impegno contro la droga nei quartieri difficili di Roma, è stata compiuta sabato 5 marzo al quartiere Laurentino 38.

Don Antonio è stato costretto a interrompere il suo intervento e, aiutato dalla scorta, a mettersi al riparo. Alcuni giorni prima, sempre al Laurentino 38, il sacerdote ha preso parte a una fiaccolata a sostegno di un barista aggredito. “A intimidire il prete, mentre interveniva in solidarietà ai cittadini della zona – dichiarano dall’Associazione Noi – sono state persone che non gradiscono i suoi messaggi per la legalità” (Repubblica, 7 marzo).

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