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La veggente Caterina Labouré è nota per le sue “amnesie”. Di cosa si tratta?

SISTER CATHERINE LABOURE

Public Domain

Santa Catherina Laboure

don Marcello Stanzione - pubblicato il 06/04/22

La fondatrice del culto della Medaglia Miracolosa fece scena muta durante il processo ecclesiastico in cui le si chiedevano notizie sulle apparizioni della Madonna. Perché questo comportamento?

Caterina Labouré (Fain-lès-Moutiers, 2 maggio 1806 – Parigi, 31 dicembre 1876) fu una veggente diversa dalle altre del suo tempo. La fondatrice del culto della Medaglia Miracolosa, infatti, seppe sfuggire alla notorietà. E riuscì ad evitare i rischi del “personaggio”, potendo in tal modo conservare il suo equilibrio umano, e continuare la sua vita ordinaria al servizio dei poveri nella sua comunità, le Figlie della Carità

CUDOWNY MEDALIK
Una facciata della Medaglia Miracolosa.

Prudenza contadina

In ciò, fu di aiuto alla veggente francese la capacità di difesa dovuta alla padronanza di sé e del suo istinto di prudenza contadina. Vi si aggiunge poi un fenomeno provvidenziale ai veggenti. Ed è ciò che gli storici chiamano “l’amnesie” de Catherine. 

Le amnesie davanti alla commissione

Il veggente può infatti dimenticare in un secondo tempo, ciò che gli è accaduto durante l’apparizione, tanto da esserne turbato. Il dubbio, allora, di essersi sbagliato, lo induce a ritrattare la sua deposizione circa il fatto, al fine di sgravare la coscienza. Quando Padre Aladel, studioso del culto della Medaglia Miracolosa, nel 1836 all’apertura della inchiesta sulle presunte apparizioni della Madonna a Caterina Labouré, le chiese di comparire davanti ad una commissione ecclesiastica, ella rifiutò allegando una scusa. 

“I risultati saranno inutili”

Così la espresse la veggente: “Questa suora non si ricorda pressoché nessuna circostanza della visione e di conseguenza tutti i tentativi per ottenere risultati saranno completamente inutili” (“Rapport Quéntin après l’enquette”).

Il paradosso: gli scritti sono molto precisi

Tale fenomeno studiato da Padre Laurentin fu riscontrato anche in altre veggenti: Jeanne – Marie Leboussé, in Bernardette de Soubirous, in Teresa di Lisieux.

Ciò che stupisce in Caterina è il fatto che, mentre accusò questo oblio al momento dell’inchiesta, nei suoi autografi il ricordo degli eventi è preciso fino all’ultimo anno della sua morte. Il fatto rimane tuttora inspiegabile. Non si sa quanto sia dovuto alla dimenticanza o alla sua politica contadina e quale ruolo hanno avuto la grazia o gli ordini ricevuto nelle apparizioni. 

Nessuna forzatura

La veggente Labouré realizzò la sua missione nell’unico modo allora possibile ad una donna. In un tempo in cui si parlava poco di carismi, ella seppe, attraverso la mediazione di persone maschili e grazie all’istituzione della Chiesa, mantenere l’incognito e diffondere il messaggio ricevuto. Gli stessi superiori rispettarono il suo carisma e nulla fecero per forzarla diversamente.

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