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Vescovo cattolico: “Noi Ucraini siamo le vittime della guerra, i Russi sono vittime della propaganda”

URKRAIN CONFLICT

Sergey BOBOK | AFP

Maria Lozano - pubblicato il 04/04/22 - aggiornato il 28/06/22

Il vescovo cattolico di Odessa ha riferito ad Aiuto alla Chiesa che Soffre che l'Ucraina sceglierà la “Via Crucis” piuttosto che sacrificare la sua indipendenza

Per il vescovo cattolico romano di Odessa, Stanislav Schyrokoradiuk, una delle ragioni principali dell’invasione dell’Ucraina è il modo in cui la popolazione trussa è stata disinformata:

“Noi Ucraini siamo le vittime della guerra, i Russi sono vittime della propaganda”. Martedì scorso, il vescovo ha preso parte a una conferenza online nel quartier generale internazionale della fondazione cattolica Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS).

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ACN’s online conference with Bishop Stanislav Szyrokoradiuk

Secondo il vescovo Schyrokoradiuk, la guerra “non è un conflitto tra i nostri due popoli”. I Russi, inoltre, non hanno accesso a un’informazione completa, e quindi “molti di loro sostengono il Governo russo”, il che rinfocola l’aggressione. “Spero che aprano gli occhi così che possa venire la pace”, ha dichiarato il presule.

“Continuare a percorrere la via della libertà, anche se è per tutti noi una Via Crucis”

Il vescovo ha sottolineato che il suo Paese non ha alternative all’indipendenza, alla libertà e all’orientamento verso l’Europa. “È questa la via che abbiamo scelto. Vogliamo continuare a percorrerla, anche se per tutti noi è una Via Crucis”.

Il presule sostiene che la città di Odessa si trova attualmente all’“epicentro della guerra”. Ogni giorno ci sono sirene che annunciano raid e attacchi. “Tante rovine, tante lacrime, tanto sangue nel nostro Paese”.

Nel primo mese di guerra, centinaia di bambini sono stati uccisi o feriti in modo grave. “I bambini hanno perso mani o piedi nei bombardamenti, è terribile!” Il porto di Odessa è attualmente bloccato, ma l’esercito ucraino è stato in grado di respingere l’avanzata della Marina russa.

Edifici ecclesiali distrutti

La situazione è tesa negli altri due porti di Kherson e Mykolaiv, a nord-est. Kherson è stata completamente occupata, e anche se l’esercito russo si è ritirato da Mykolaiv, ci sono raid aerei ogni giorno.

Nella notte tra il 28 e il 29 marzo, durante un attacco è stato distrutto anche un edificio appartenente alla parrocchia cattolica. “Ad ogni modo, molte persone vogliono rimanere a Mykolaiv, e questa è una mia grande preoccupazione”. Tutti i sacerdoti nelle zone di conflitto sono rimasti. “I sacerdoti viaggiano di paese in paese portando alla gente beni di prima necessità. Sono molto impegnati nella loro missione, anche se è molto pericoloso”.

Aiuti umanitari ampiamente assicurati

Visto che lo sbocco al mare è bloccato, la diocesi di Odessa-Simferopol si è organizzata con i propri veicoli, che prendono cibo e medicinali da Leopoli, nella zona occidentale del Paese, spesso mettendo a rischio la propria vita. Leopoli è il punto di distribuzione principale per i beni che arrivano dalla Polonia e da altri Paesi.

Gli aiuti umanitari nella regione di Odessa sono stati ora ampiamente assicurati, dice il vescovo: “Aiutiamo indipendentemente da religione o nazionalità – a Odessa vivono persone di 120 Nazioni”. La cooperazione con altre denominazioni cristiane, anche quella con le Chiese ortodosse ucraine e i Protestanti, nell’aiutare la popolazione sofferente sta procedendo molto bene.

Anche ACS è un’importante fonte di sostegno. La fondazione non solo è stata la prima a offrire aiuto, ma si è anche impegnata a finanziare altri veicoli di modo che possano essere assicurati i rifornimenti ai paesi situati nelle zone più remote. “Siamo rimasti molto toccati dalla solidarietà”, ha sottolineato l’arcivescovo Schyrokoradiuk.

Tutto sommato, la gente nella zona di guerra rimane salda, e c’è perfino ottimismo, confida il vescovo. “Non si è perso il senso dell’umorismo, e si cerca di vedere il bello della vita. Odessa è così!”

Dopo l’inizio della guerra in Ucraina, ACS ha inviato aiuti d’emergenza per 1,3 milioni di euro, e sono in programma altri progetti. Il sostegno aiuta i sacerdoti e i religiosi che lavorano in tutto il Paese con i rifugiati, negli orfanotrofi e negli ospizi per anziani.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente da Aiuto alla Chiesa che Soffre, ed è ripubblicato in questa sede per gentile concessione. Per conoscere meglio la missione di ACS in aiuto alla Chiesa sofferente, visitate il sito https://acs-italia.org/.

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