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Gli archeologi hanno trovato la più antica iscrizione del nome ebraico di Dio

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Michael C. Luddeni | Associates for Biblical Research

J.P. Mauro - pubblicato il 30/03/22

La scoperta suggerisce che gli antichi Israeliti fossero più istruiti di quanto si pensava

Una scoperta archeologica incredibilmente rara potrebbe cambiare tutto ciò che sappiamo sull’alfabetizzazione degli antichi Israeliti. Una piccola tavoletta risalente al XV secolo a.C. con inciso un testo ebraico proto-alfabetico è stata dissotterrata sul monte Ebal. L’oggetto, che precede i Rotoli del Mar Morto di più di un millennio, rappresenta la menzione più antica a noi nota del nome ebraico di Dio.

Il Nome di Dio

The Times of Israeldescrive l’artefatto come una tavoletta di 2 cm x 2 cm, ripiegata. È chiamata “tavoletta della maledizione”, e per alcuni aspetti è simile a un documento legale. La tavoletta ricorda a chi la porta che sarà maledetto se non rispetterà qualche tipo di obbligo. L’iscrizione recita:

Ruth Schuster di Haaretzspiega che le 40 lettere inscritte sulla tavoletta sono state illuminate attraverso l’uso di scannerizzazione e analisi high-tech. La parola “maledetto” appare 10 volte, e il nome ebraico di Dio, “YHW”, due. È l’esempio più antico a noi noto del tetragramma, che su artefatti successivi appare come “YHWH”.

Alfabetizzazione israelita

In un’intervista alloHouston Chronicle, l’archeologo che ha guidato l’équipe, il dottor Scott Stripling, ha affermato che la scoperta sfata le ipotesi per cui la Bibbia sarebbe stata scritta molto dopo che gli eventi che descrive avevano avuto luogo. L’autore della tavoletta, ha aggiunto, era notevolmente istruito per l’epoca.

“Non si può più sostenere seriamente, come hanno fatto molti critici di spicco, che il testo biblico non sia stato scritto fino al periodo persiano o a quello ellenistico, visto che qui siamo chiaramente di fronte alla capacità di scrivere l’intero testo in un momento molto, molto precedente”, ha dichiarato.

È uno sviluppo fondamentale per comprendere come gli antichi Israeliti tenessero i loro registri. In precedenza si pensava che tutti i resoconti biblici fossero stati tramandati attraverso un’ampia tradizione orale, e in seguito trascritti per essere preservati. Questa scoperta apre invece alla possibilità che gli Israeliti avessero dei documenti propri fin dalla tarda Età del Bronzo.

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