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Il ruolo dei bambini nell’immunità di gruppo

CHILDREN, HUNGRY, MEAL

Zurijeta | Shutterstock

Ospedale Bambino Gesù - pubblicato il 22/03/22

L’immunità di gruppo consiste nell’avere in una popolazione una quantità di individui che ha sviluppato immunità contro l’infezione, perché vaccinata o guarita dall’infezione naturale, tale da impedire la circolazione dell’infezione stessa.

Di Alberto Eugenio Tozzi

In questi mesi di pandemia abbiamo sentito parlare spesso di immunità di gregge o di gruppo come un possibile obiettivo per interrompere la circolazione del virus SARS- CoV-2.
L’immunità di gruppo consiste nell’avere in una popolazione una quantità di individui che ha sviluppato immunità contro l’infezione, perché vaccinata o guarita dall’infezione naturale, tale da impedire la circolazione dell’infezione stessa.

Cos’è l’immunità di gruppo?

Si tratta di un concetto molto importante sul quale si basa la maggior parte delle strategie vaccinali che hanno lo scopo di interrompere la circolazione dell’infezione. Secondo la capacità di diffusione dell’infezione, per interrompere la circolazione dell’infezione bisogna raggiungere una certa quota di persone immuni, una quota molto alta, ma non necessariamente pari al 100%.

D’altra parte nessun vaccino tra quelli che abbiamo a disposizione può vantare un’efficacia del 100%, né è possibile vaccinare il 100% della popolazione. Ciononostante è stato possibile eradicare una malattia come il vaiolo, cioè farla letteralmente scomparire, vaccinando la maggior parte della popolazione mondiale.

L’infezione da SARS-CoV-2 non lascia un’immunità permanente

Nel caso dell’infezione da SARS- CoV-2 che è responsabile della pandemia in corso, esiste una serie di problemi che rende difficile raggiungere questo risultato. Il primo riguarda il fatto che l’infezione naturale, contrariamente ad altre malattie infettive, non lascia un’immunità permanente. È noto infatti che, anche se raramente, le persone che hanno sviluppato un’infezione da SARS-CoV-2 possono infettarsi nuovamente anche se con sintomi lievi.

Il secondo problema è che, negli adulti, due dosi di vaccino inducono un’immunità che decresce nel tempo. Questa protezione migliora nettamente con la somministrazione di una dose di richiamo, la cosiddetta terza dose. Infine, le varianti del virus emerse recentemente, in particolare delta omicron, hanno una maggiore capacità di diffusione e quindi necessitano di una maggiore proporzione di persone immuni perché la loro circolazione venga interrotta.

Inoltre, i vaccini a disposizione possono avere un’efficacia leggermente ridotta nei confronti di alcune delle cosiddette varianti, soprattutto negli individui che hanno ricevuto due sole dosi.

I risultati dell’Italia

L’Italia ha raggiunto risultati lusinghieri in termini di persone vaccinate con due dosi nella popolazione generale, che ammontano attualmente a circa l’85% della popolazione con età superiore ai 12 anni.

Questo risultato ci ha permesso di rallentare la progressione dell’infezione più che in altri Paesi Europei. Tuttavia, l’aumentata circolazione dell’infezione che stiamo vivendo nelle ultime settimane deve essere rallentata quanto più è possibile ed è per questo che la somministrazione delle terze dosi ha subito un’accelerazione.

La popolazione dei bambini dai 5 agli 11 anni finora non è stata vaccinata e di conseguenza rappresenta un gruppo nel quale la circolazione dell’infezione è vivace più che in altri gruppi di età. Anche se l’obiettivo principale della vaccinazione SARS-CoV-2 del bambino è quello di prevenire la malattia grave da COVID-19, avere più persone immuni attraverso la vaccinazione anche in questo gruppo di età può contribuire a rallentare la circolazione dell’infezione nella popolazione generale.

La vaccinazione previene conseguenze gravi

Il raggiungimento dell’immunità di gruppo consente per altre infezioni di ottenerne l’eliminazione o addirittura l’eradicazione, quando le strategie vaccinali raggiungono l’immunità della maggior parte della popolazione in qualunque Paese del mondo.

Per l’infezione da SARS-CoV-2 questo obiettivo è difficilmente realizzabile per i motivi sopra esposti. Tuttavia, anche se è difficile raggiungere l’immunità di gruppo, la vaccinazione è utile a rallentare la velocità con la quale l’infezione si propaga e, soprattutto, a prevenire le conseguenze gravi che possono comportare il ricovero ospedaliero o in terapia intensiva.

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