Aleteia logoAleteia logoAleteia
venerdì 30 Settembre |
San Girolamo
Aleteia logo
Cultura
separateurCreated with Sketch.

Il “Coro di schiavi ebrei” nelle strade di Odessa (VIDEO)

Questo articolo è riservato ai membri di Aleteia Plus
UKRAINE

Nina Lyashonok / NurPhoto / NurPhoto via AFP

Angeles Conde Mir - pubblicato il 21/03/22

Nella città ucraina nota come “la Perla del Mar Nero”, i cantanti dell'Opera cittadina hanno intonato in piazza il famoso pezzo dell'opera di Giuseppe Verdi “Nabucco”

Man mano che passano i giorni, le immagini e le testimonianze che giungono dall’Ucraina indicano che Vladimir Putin non sta attaccando obiettivi militari, ma sta massacrando la popolazione civile, con atti che secondo il Diritto Internazionale e la Convenzione di Ginevra si possono qualificare crimini di guerra.

L’avanzata russa conquista sempre più territorio ucraino, e missili e bombe distruggono luoghi popolati come Mariupol, che Papa Francesco ha definito “città martire” nell’Angelus di domenica 13 marzo.

Insieme alla capitale, Kiev, una delle enclavi strategiche che si prepara a ricevere l’attacco russo è la città marittima di Odessa, nota come “la Perla del Mar Nero”. È la terza città per importanza dell’Ucraina e il principale porto marittimo del Paese. Per questo è ambita da Putin, che conquistandola priverebbe l’Ucraina di buona parte dello sbocco sul mare.

Si stima che i primi insediamenti umani nella zona risalgano all’Età della Pietra, circa 30.000 annni prima di Cristo. Da allora, sono state molte le civiltà che vi hanno abitato, dai Greci ai Goti e agli Unni, fino alla popolazione attuale, formata al 70% da Ucraini e al 30% da Russi e appartenenti ad altre nazionalità. Odessa è ricca per la sua diversità etnica e religiosa, e vista la sua ubicazione è sempre stata una città cosmopolita. 

Ne è prova, o almeno lo era, la sua vibrante vita culturale, con esempi come il teatro dell’Opera. Nella calma tesa in vista di un possibile attacco russo, probabilmente dal mare, i cantanti dell’Opera di Odessa non si sono rassegnati a far dominare il silenzio in quelle che una volta erano vie vivaci e affollate, e hanno quindi intonato il loro inno nazionale.

Anche un altro dei brani interpretati da questi artisti davanti al bell’edificio dell’Opera ha un forte significato ed è simbolo di resistenza. Si tratta di quello noto come “Coro di schiavi ebrei” dall’opera Nabucco di Giuseppe Verdi. Fa parte del terzo atto dell’opera, e in realtà si intitola “Va’ pensiero”. Il libretto del Nabucco narra la storia del popolo ebraico mandato in esilio da Nabucodonosor II, re di Babilonia, che conquistò Gerusalemme e ne distrusse il tempio nel VI secolo a.C..

Dopo la prima del Nabucco nel 1842, il “Coro di schiavi ebrei” è diventato un inno contro la dominazione straniera. Per questo i cantanti di Odessa lo intonano, per ricordare al mondo che il loro Paese, sovrano, libero e indipendente affronta in questi giorni un Nabucodonosor moderno.

Il resto dell'articolo è riservato ai membri di Aleteia Plus

Sei già membro? Per favore, fai login qui

Gratis! - Senza alcun impegno
Puoi cancellarti in qualsiasi momento

Scopri tutti i vantaggi

Aucun engagement : vous pouvez résilier à tout moment

1.

Accesso illimitato a tutti i nuovi contenuti di Aleteia Plus

2.

Accesso esclusivo per pubblicare commenti

3.

Pubblicità limitata

4.

Accesso esclusivo alla nostra prestigiosa rassegna stampa internazionale

5.

Accedi al servizio "Lettera dal Vaticano"

6.

Accesso alla nostra rete di centinaia di monasteri che pregheranno per le tue intenzioni

Sostieni i media che promuovono i valori cristiani
Sostieni i media che promuovono i valori cristiani
Tags:
musicaucraina
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

IT_3.gif
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Affida le tue intenzioni di preghiera alla nostra rete di monasteri


Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni