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Tra pandemia, guerra e crisi economica, l’unica certezza è Gesù

ALPHA ET OMEGA

© Pascal Deloche / GODONG

Don Fortunato Di Noto - pubblicato il 19/03/22

Una riflessione di don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter, sulla situazione attuale, le sue contraddizioni, la sua ansia, ma con uno sguardo fisso verso il Signore

Era solo una influenza. Niente più. Risultammo impreparati e abbiamo (e stiamo ancora) soffrendo per il Covid-19. Ne stiamo uscendo? Notizie e informazioni sempre contrastanti. Comunque ne stiamo uscendo, si spera, e lo sottolineiamo, questo si spera, per non perdere la forza della vita, anche se è stata una vera e propria strage: più di 6 milioni di vittime nel mondo e ancora ne muoiono ogni giorni, tanti. Per non pensare agli strascichi del long covid e delle conseguenze psicologiche gravi che i bambini, adolescenti e adulti stanno vivendo.

E’ solo una guerra tra Russia e Ucraina. Niente più. Ci stanno dicendo e ripetendo. Noi, Europa e altri Stati (in primis USA) forniamo le armi per difendersi da un ingiusto aggressore. Non viviamo direttamente questa guerra, tra incitamento alla resistenza (giusta!) alla accoglienza (più che giusta!!) dei profughi. Sottovoce, lo sussurriamo, le industrie degli armamenti si arricchiscono sempre più, anche loro oligarchi di guerre sempre ingiuste e devastanti. Non credete? La guerra è sempre ingiusta, grave, omicida. Una vergogna. Chi pensa alla guerra, è fallito e fallisce.

Piange il cuore e per quello che ognuno di noi opera nella carità e nella solidarietà, è sempre poco, ma un segno di umanità oltre i confini dell’inferno devastante che i malvagi scelgono per e a servizio del male.

C’è una guerra per tutti e in noi. Fino ad oggi, lo auspichiamo tutti, non si permetta alla follia del dominio e del potere interessato, di bombardare le nostre civili e democratiche città europee. Non dovrebbe accadere neanche per i 46 conflitti sparsi in tutto il mondo. La libertà è una conquista, come anche la democrazia.

C’è la guerra del pane. Dacci il pane quotidiano e aiutaci a condividerlo. C’è stato sempre, ma ora si fa sempre più incalzante, questa fame. Dicono che non siamo in guerra, eppure gli scaffali sono già vuoti. Non puoi fare benzina. Psicosi? Esagerazione di un allarmismo ingiustificato?

Durerà anni questa crisi, i politologi della strategia delle guerre, ci dicono.

Degli anziani, coloro che veramente hanno vissuto i conflitti, tremano solo al pensiero delle sirene che richiamano i bombardamenti. Conoscono la fame e la deportazione nei campi di concentramento. Il pane duro e nero lo hanno veramente mangiato. Hanno sperato e agito. Con un’arma che è la preghiera e con la forza della vita che è coesione e non divisione. Il pane che abbraccia, condivide, nutre e sostiene.

Siamo tutti afflitti e fortemente preoccupati. Da dove ci verrà l’aiuto? Il nostro aiuto viene dal Signore. Chissà se la fede nel Dio rivelato nel Figlio Gesù, imponeva un cambiamento, e non ci riusciamo perché paralizzati di rassegnazione e di inquietudine globale.

Non possiamo rassegnarci, non permettiamo che il noi venga bombardato dall’esaltazione dell’io. Rischio sempre presente. Via pericolosa e nemica.

Liberaci, o Signore, dai malvagi. Vieni in nostro aiuto. Abbiamo perso Te ma Tu non volgi lo sguardo altrove.

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