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Il sindaco di Kiev invita il Papa nella capitale ucraina. Lui risponde così 

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Antoine Mekary | ALETEIA

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 15/03/22 - aggiornato il 28/06/22

La Sala Stampa Vaticano ha pubblicato una risposta di Papa Francesco in cui il pontefice ribadisce la sua linea dura contro l’ “inaccettabile aggressione” della Russia. Ecco le parole di Francesco

Il sindaco di Kiev, Vitaly Klitschko, ha invitato papa Francesco a recarsi in visita nella capitale ucraina. «Crediamo che la presenza di persona dei leader religiosi mondiali a Kiev sia la chiave per salvare vite umane e aprire la strada alla pace nella nostra città, nel nostro Paese e oltre», ha scritto in una lettera inviata al Pontefice e datata 8 marzo (TgCom, 15 marzo). 

«Se un viaggio a Kiev non è possibile – continua Klitschko -, chiediamo gentilmente una videoconferenza congiunta, da registrare o trasmettere in diretta».

Ślub na wojnie
Soldati ucraini nei pressi di Kiev.

La conferma del nunzio apostolico

Il nunzio apostolico in Ucraina, monsignor Visvaldas Kulbokas, ha confermato l’invio dell’invito al Papa da parte del sindaco di Kiev. «Ci appelliamo a Lei, come leader spirituale – si legge ancora nella lettera -, perché mostri la Sua compassione, e stia con il popolo ucraino diffondendo insieme l’appello alla pace», conclude il sindaco .

La risposta del Papa

«Il Santo Padre ha ricevuto la lettera del sindaco della Capitale ucraina ed è vicino alle sofferenze della città, alla sua gente, a chi ne è dovuto fuggire e a chi è chiamato ad amministrarla», ha detto il Direttore della Sala Stampa Vaticana, Matteo Bruni.

«Prega il Signore che siano protetti dalla violenza – ha proseguito Bruni -. E per loro e per tutti ribadisce l’appello fatto domenica scorsa con la Preghiera dell’Angelus: “Davanti alla barbarie dell’uccisione di bambini, di innocenti e di civili inermi non ci sono ragioni strategiche che tengano: c’è solo da cessare l’inaccettabile aggressione armata, prima che riduca le città a cimiteri».

Modlitwa za Ukrainę

Il vescovo di Kiev invoca la diplomazia 

In una lettera pubblicata da Avvenire (14 marzo), il vescovo di Kiev, mons. Sviatoslav Shevchuk ha sottolineato che «chi tace, chi non condanna, diventa complice del crimine, diventa complice dell’aggressione». 

«In questi giorni – ha aggiunto – incoraggio tutti coloro che ci ascoltano a pregare per chi cerca le vie diplomatiche per porre fine alla guerra in Ucraina. Possa il Signore Dio dare saggezza, saggezza a coloro che cercano questa soluzione. Saggezza a coloro che cercano, in modo diplomatico, di trovare occasioni di dialogo e porre fine a questa aggressione. Vi esorto tutti: “Non tacete, non fatevi da parte, non siate complici di questo delitto!”». 

Preghiera e digiuno in Quaresima

Mons. Shevchuk ha lanciato un appello per la Quaresima: «Siamo figli dell’Ucraina, figli della Chiesa ucraina, stiamo attraversando il tempo di Quaresima. Ricordiamo come una volta Gesù Cristo disse ai Suoi discepoli che questo tipo di spiriti maligni viene scacciato con la preghiera e il digiuno.

Quindi incoraggio tutti a pregare e a digiunare per espellere dall’Ucraina lo spirito malvagio della guerra e tutti coloro che lo portano. Digiuniamo e preghiamo per la fine della guerra in Ucraina». 

Papa Francesco e Mariupol

«Vorrei anche ringraziare – ha concluso il vescovo di Kiev – il Santo Padre, Papa Francesco, che ieri ancora una volta ha parlato in difesa delle città dei martiri ucraini, la città dei martiri di Mariupol, dove questa notte e nel corso della giornata di ieri sono morte più di cento persone».

Kobieta w ciąży nie żyje
Mariupol, la città assediata dai russi.
Tags:
ucraina
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