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Perché le monache non vanno in pensione?

DeClausura

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Matilde Latorre - pubblicato il 12/03/22

La consacrazione a Dio è per sempre, senza tener conto delle condizioni di salute o dell'età. In molti monasteri ci sono monache anziane che continuano a offrire una testimonianza preziosa

Quando una donna o un uomo si consacra a Dio, lo fa per sempre. Per questo motivo, le monache e i monaci non vanno in pensione.

È una delle testimonianze più eloquenti che offrono molti monasteri di clausura, in cui religiose o religiosi molto anziani continuano a offrire il suo proprio umile servizio alla loro comunità e alla società.

Nel monastero di Santa Clara di Carrión de los Condes, nella provincia spagnola di Palencia, abbiamo incontrato esempi di questa perseveranza e soprattutto di amore per il prossimo, nonostante età e malattie.

Le veterane del convento

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Suor Dominga Martín Martín, a 88 anni, continua ad essere la guardarobiera del convento. Oggi sistema e cura gli abiti delle consorelle clarisse.

Accade lo stesso a suor María Isabel Pérez Villasur, che per decenni è stata alla guida delle cucine del convento. Oggi, a 83 anni e con metà del corpo paralizzata per un ictus, chiede alla sua madre badessa di affidarle qualsiasi lavoro possa svolgere.

Senza alcuna intenzione di desistere, suor María Isabel va ogni mattina in cucina, dove ora funge da aiutante. Con la mano paralizzata tiene le patate, con l’altra le taglia.

Suor María Micaela Velón, la badessa di questa comunità di Clarisse, l’ha nominata campanara. L’incarico ha richiesto un piccolo cambiamento nel convento: sistemare la corda perché suor María Isabel possa afferrarla per poi richiamare le consorelle alla preghiera.

Questo atteggiamento si allinea perfettamente alla Regola di San Benedetto, in cui si legge: “Ai monaci infermi o cagionevoli si assegni un lavoro o un’attività che non li lasci nell’inazione e nello stesso tempo non li sfinisca per l’eccessiva fatica, spingendoli ad andarsene” (RSB 48,24).

Al servizio del mondo

Le dodici religiose del convento hanno la nobile missione, nonostante la loro apparente semplicità, di “condurre una vita dedicata al Signore. Una vita di preghiera per pregare sia per noi che per tutti nel mondo”.

“Siamo al corrente di quello che accade nel mondo, ad esempio ora stiamo pregando molto per l’Ucraina”, ha aggiunto suor María Micaela.

Suor Dominga e suor María Isabel vivono questa missione pienamente anche superati gli ottant’anni.

Oggi sono diventate “testimonials” della campagna di Quaresima a favore dei monasteri lanciata dallaFundación DeClausura, offrendo con la loro presenza in questo video la propria testimonianza al mondo: 

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