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4 consigli e una preghiera per non morire di insoddisfazione

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Strahil Dimitrov | Shutterstock

Catholic Link - pubblicato il 12/03/22

Se non conosciamo Dio e non comprendiamo che tutto è un dono, vivremo lamentandoci e sognando sempre qualcosa di più

di Sandra Estrada

Insoddisfazione. Arriva sempre il momento in cui niente ci riempie. Qualche giorno fa mi sono resa conto che stavo vivendo di malumore la quotidianità, come annoiata da tutti e da tutto, e ho scoperto che in me questo sintomo significa che c’è qualcosa che non stava andando bene. È capitato anche a voi?

Ho provato varie cose: dormire di più, dormire di meno, fare più esercizio, farne meno… A volte non abbiamo idea di cosa dobbiamo fare per migliorare.

Ho deciso di chiedere aiuto e mi sono rivolta a un terapeuta, gli ho raccontato cosa mi accadeva e ho concluso con una frase che mi ha sorpreso:

“Grazie a Dio non sto male… ma non sto nemmeno bene. Sento che nulla mi riempie, è come morire di insoddisfazione”.

“E cosa puoi fare per cambiare questa situazione?”, mi ha chiesto il medico.

“Non so, mi piacerebbe viaggiare di più, o andare in missione, provare un altro stile di vita…”, ho risposto.

“Sandra, inizia dalle piccole cose che hai bisogno di risolvere oggi: vedo che hai molte cose in sospeso e molti sogni, e tutto questo ti agita. La soddisfazione non cade dal cielo, si costruisce con i piccoli passi quotidiani”.

“Ma come fa la gente? A me costa moltissimo”.

“Fallo. Non ci pensare, stai male prima di farlo. Fallo e basta. Una cosa per volta”.

Dopo quell’incontro, ho avuto il tempo per digerire quello che avevo imparato e cominciare a lavorare su quella sensazione di vuoto e insoddisfazione che all’improvviso mi coglie di sorpresa. Vorrei condividere con voi 4 insegnamenti:

Dio non vuole che stiamo male

Dio vuole che stiamo bene, che ci godiamo la vita, ma viviamo come il figlio maggiore della parabola che vive nelle comodità ma non è felice perché non si rende conto del tesoro che ha. Se non conosciamo Dio e non comprendiamo che tutto è un dono, vivremo lamentandoci e sognando sempre qualcosa di più.

Discernere i nostri desideri

Sant’Ignazio avverte che dobbiamo discernere i desideri che arrivano all’improvviso per verificare che non siano tentazioni. Anche se sono santi e ammirevoli come andare in missione, forse non è quello che ci aiuta a crescere, che serve a noi e alla nostra comunità. La nostra vocazione si costruisce nei piccoli passi, non nel correre da una parte all’altra.

Bisogna essere fedeli nel poco

“Chi è fedele nel poco è fedele nel molto”. Cadiamo anche nella tentazione silenziosa di disprezzarci e di disprezzare il quotidiano perché “sembra poco”, ma nulla è poco per il Signore! Ed è nel poco che costruiamo le nostre virtù. Quello che oggi vi sembra niente è il vostro cammino di santità. Quel bicchiere d’acqua che servite a vostro fratello, quel cibo che preparate ogni giorno alla vostra famiglia… tutto fa parte del vostro cammino di santità.

Ogni cosa al suo posto

“Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”. Vari santi e autori di spiritualità dicono che chi è più “spirituale” non è necessariamente chi vive in montagna, ma chi trova Dio nel momento presente. Non pensiamo di dover fuggire dalla vita e dalle sue responsabilità. Bisogna affrontare ogni cosa e farlo al momento opportuno.

Vi lascio questa preghiera, che mi sta aiutando molto in questo periodo:

“Signore, Ti chiediamo di aiutarci a completare quello che dobbiamo fare con la Tua forza e la Tua semplicità: rispondere a una chiamata, consegnare un documento, rifare il letto o realizzare un sogno. Non come sacrificio, ma con umiltà, come un’opportunità che ci permette di crescere.

Facci sentire la Tua presenza da quando ci svegliamo a quando ci addormentiamo, in ciascuna delle nostre azioni, per comprendere che possiamo offrire tutto per il Tuo amore, per la Tua missione. Nulla è poco per Te.

Insegnaci ad essere pazienti con la nostra vita, confidando ne fatto che a poco a poco con Te tesseremo, modelleremo e getteremo le radici del nostro futuro”. 

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

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