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Modella sull’aborto in Colombia: “Un bambino di sei mesi può già nascere”

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Pablo Cesio - pubblicato il 09/03/22 - aggiornato il 28/06/22

La modella Taliana Vargas si è espressa sulle reti sociali sulla depenalizzazione dell'aborto in Colombia fino a 24 settimane di gestazione

“Colombia, questo significa essere alla 24ma settimana di gravidanza. Sei mesi con un bambino dentro di me. Dalla settimana (non mese, ma settimana) numero 5 si può sentire il cuore del bambino. Un bambino di sei mesi può già nascere e vivere. Non riesco a immaginare il danno emotivo e psicologico per la mamma nel porre fine alla vita di un bambino alla 24ma settimana”.

Si è pronunciata così sulle reti sociali la famosa modella Taliana Vargas. Sposata con un imprenditore, non ha mai nascosto la sua fede cattolica e la sua difesa della famiglia.

“Non lasciamo che la lotta per i diritti della donna offuschi il nostro raziocinio o la nostra umanità”, ha affermato Taliana. Il commento ha accompagnato la pubblicazione di un video diventato virale che mostra la sua gravidanza di Alicia, la sua prima figlia.

Ecco il video:

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Quella di Taliana si unisce alla voce dei difensori della vita e a quella della Chiesa cattolica, che martedì 22 febbraio ha diffuso un comunicato in cui esprime “perplessità” e “profondo dolore” di fronte alla decisione della Corte Costituzionale di depenalizzare l’aborto.

“Non si può nascondere o minimizzare il fatto che ogni gravidanza implichi l’esistenza di un altro essere umano, diverso dalla madre, indifeso e vulnerabile, che ha a sua volta il diritto di far parte della famiglia umana”, indica il messaggio.

“Di fronte alla via aperta dalla Corte, ci chiediamo se non ci siano altre vie che permettano di salvaguardare la vita delle madri insieme a quella dei figli ancora non nati”, proseguono i vescovi. Il testo completo del comunicato è disponibile qui.

Dolore in Colombia

Lunedì 21 febbraio è stato un giorno triste per la Colombia e l’America Latina per la difesa della vita. La Corte Costituzionale ha deciso di depenalizzare l’aborto fino a sei mesi (24 settimane). La decisione è passata con il voto favorevole di cinque magistrati, e nonostante la Costituzione stabilisca che “la vita è un diritto inviolabile”.

La Corte ha mantenuto i tre presupposti fissati dal 2006, per i quali si può abortire senza commettere un crimine fino alla fine della gravidanza. I tre casi previsti sono malformazione del feto, abuso sessuale della donna e rischio di vita per la madre.

“La Corte Costituzionale ha dimostrato ancora una volta che ci troviamo di fronte a una tirannia dei giudici, in cui cinque persone con un profilo ideologico determinato hanno imposto arbitrariamente la pena di morte a bambini di 6 mesi, le cui madri, ingannate dalla stessa ideologia, non li desiderano. Noi Colombiani dobbiamo difendere il diritto alla vita di chi non può difendere se stesso. È urgente pregare e agire per la difesa della vita dei più vulnerabili”, ha affermato Juan Camilo Ramírez, direttore della Vita Foundation, come ricorda la cronaca di Lucía Chamat per Aleteia.

È stato senz’altro un triste giorno per la Colombia, il cui eco non verrà messo a tacere con video virali come quello di Taliana, che però servono a continuare a suscitare una consapevolezza su ciò che significa attentare contro la vita di un innocente.

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