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Intellettuali ortodossi russi: “Perdonateci per quello che la Russia sta facendo!”

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KAI - Katolicka Agencja Informacyjna - pubblicato il 09/03/22

Andrey e Karina Chernyak denunciano l'aggressione russa in Ucraina e rivelano la comunità ortodossa russa che si oppone alla guerra di Putin

di Marcin Przeciszewski

“Proviamo dolore, amarezza, paura, vergogna e rabbia per quello che la Russia sta facendo oggi in Ucraina”, hanno affermato Karina e Andrei Chernykh, attivisti ortodossi e intellettuali attualmente a Vilnius (Lituania), in un’intervista all’agenzia di notizie cattolica polacca KAI. “Siamo molto addolorati per gli Ucraini che muoiono, soprattutto i bambini, e anche per i Russi che vengono guidati senza senso verso la morte da un pazzo. È una tragedia per entrambe le Nazioni, l’Ucraina e la Russia”.

KAI: Come percepite, come cristiani ortodossi russi, l’attacco dell’esercito russo allo Stato indipendente ucraino?

Karina e Andrei Czerniakow: Proviamo dolore, amarezza, paura, vergogna e rabbia per quello che sta accadendo. Sembra quasi impossibile da credere. Non sappiamo come aiutare gli Ucraini in questa situazione, se non con la preghiera. Tutti i nostri pensieri sono con l’Ucraina, e ci rendiamo conto che è una tragedia per entrambe le Nazioni, l’Ucraina e la Russia. Le nostre Nazioni sono sorelle, e questa tragedia ci divide e continuerà a dividerci per molti decenni, forse per generazioni. Siamo molto spiacenti per coloro che devono soffrire in questa carneficina, questi raid aerei. Siamo molto addolorati per gli Ucraini che muoiono, soprattutto i bambini, e anche per i Russi che vengono guidati senza senso verso la morte da un pazzo.

Come interpretate i discorsi di Vladimir Putin, in cui non solo nega il diritto dell’Ucraina all’indipendenza, ma sostiene che l’Ucraina è una parte inseparabile della Russia ed è governata da nazisti che devono essere eliminati?

Per noi i discorsi di Vladimir Putin sono quelli di un uomo ignorante. Sono grandi paroloni gonfiati dalla propaganda, propaganda che non offre alla Russia un cammino chiaro da seguire. La propaganda ha un effetto molto forte sul cervello delle persone. Molti Russi, purtroppo molti, ci credono. È come nella Germania di Hitler, in cui la propaganda ha inculcato un gergo ideologico nella testa delle persone. Oggi sta accadendo lo stesso in Russia.

Cos’è l’Ucraina per voi? Quale dev’essere il suo ruolo in questa zona dell’Europa?

L’Ucraina è un Paese che ci sta a cuore. Abbiamo molte persone care lì, che sono state importanti per noi nel corso della vita. Dobbiamo loro molto, perché sono stati i nostri maestri e professori. È un Paese meraviglioso con una cultura meravigliosa, indipendente e ricca. L’Ucraina ha assolutamente il diritto di determinare il proprio destino, incluso il diritto di entrare nella NATO o nell’Unione Europea. L’Ucraina può svolgere un ruolo molto importante nella cultura di tutta l’Europa e nella politica europea. Ha solo bisogno di essere autorizzata a farlo.

Come si può valutare l’atteggiamento del Patriarcato di Mosca e dello stesso Patriarca Kirill in relazione all’aggressione dell’Ucraina?

È molto doloroso per noi, perché la Chiesa Ortodossa, a cui apparteniamo, non ha protestato contro l’aggressione. Non l’ha fatto né la Chiesa nel suo insieme né il Patriarca Kirill. Questa aggressione è una violazione di tutti i comandamenti di Dio.

Cosa spiega la mancanza di condanna dell’aggressione da parte dei vescovi ortodossi russi?

La fusione tra Chiesa e Stato in Russia. Paura di sanzioni della Chiesa o mancanza di interesse personale. Questo, comunque, non si applica a tutti i vescovi e a tutti i sacerdoti. Molti, soprattutto sacerdoti, hanno espresso il proprio dissenso. Alcuni vescovi, poi, non concordano con quello che sta accadendo, anche se non lo dicono pubblicamente. Questi dissidenti stanno guidando preghiere solenni (novene) per la riconciliazione e la fine di questa terribile guerra.

Cosa fanno altri circoli ortodossi in Russia, come quello degli ex discepoli di p. Aleksandr Mien, a cui appartenete?

Non possiamo parlare di tutti i circoli ortodossi in Russia. C’è tutta una serie di opinioni diverse. Possiamo parlare solo del nostro circolo, vicino a noi, e anche in questo purtroppo esistono opinioni divergenti, anche se la maggior parte dei nostri amici, fratelli e sorelle cristiani, condanna la guerra, prega per la pace e fa ciò che può per la riconciliazione e l’aiuto a chi soffre in Ucraina.

Ci sono cristiani ortodossi in Russia che assumono iniziative per fermare la guerra, aiutare l’Ucraina o offrirle gesti di solidarietà?

Seimila Russi sono già stati arrestati per aver partecipato a manifestazioni e azioni di protesta contro la guerra. Ogni tentativo, anche senza segnali esterni di protesta, viene sempre frustrato, e i partecipanti vengono arrestati. Non so cos’altro si possa fare. È stato del tutto diverso negli Stati Uniti quando migliaia di persone hanno manifestato contro la guerra del Vietnam. Nessuno le ha arrestate.

Nel nostro Paese, molte persone, anche se non concordano con la politica di Putin, hanno paura di scendere in strada a protestare, ma pregano perché nel cuore vogliono la fine della guerra, vogliono la pace. Provano vergogna, simpatia per gli Ucraini e senso di colpa.

So che questi Russi vorrebbero aiutare materialmente gli Ucraini, ma non è possibile inviare denaro. Vorrebbero accogliere i rifugiati, ma non fuggono in Russia. Vorrebbero inviare aiuti umanitari, ma anche questo non si può fare. Non vediamo quindi la possibilità di assisterli. Si può fare solo fuori dalla Russia. Persone di tutto il mondo stanno raccogliendo cose, vestiti pesanti, denaro e cibo per aiutare gli Ucraini nel loro Paese e quelli che sono stati costretti a fuggire all’estero.

Come cristiani in Russia, quale messaggio vorreste mandare agli altri cristiani in Europa e nel mondo?

In primo luogo, Putin e il suo circolo più vicino non rappresentano tutta la Russia. Per favore, non pensate che si tratti di un’aggressione di tutta la Russia. Ricordiamo le parole di un sacerdote italiano, p. Romano Scalfi, fondatore e direttore di Russia Cristiana e che ha fatto tanto per restaurare il cristianesimo, l’ortodossia in Russia. Poco prima della sua morte (nel 2016), padre Romano ha detto: “Nonostante tutto, ama la Russia”.

Non so quanto avesse previsto tutto l’incubo che si sta verificando oggi e quello che la Russia può ancora provocare nel mondo, ma quella frase, “Nonostante tutto, ama la Russia”, per me è un segno del fatto che potrebbe aver previsto questa possibilità. La Russia non è solo Putin, ma anche Pushkin, Tolstoj, musicisti, pittori, la vasta cultura russa e molte persone semplicemente buone e dignitose, come anche cristiani ortodossi credenti. Immagino che se p. Aleksandr Mien fosse vivo oggi, le sue parole risuonerebbero a voce alta: “Niet war!” Vorremmo anche aggiungere che auspichiamo che qualcosa del genere non accada mai più in Europa o nel mondo.

Perdonateci!

Andrey Chernyak era un costruttore di space shuttle sovietico che si è convertito all’Ortodossia negli anni Ottanta e in seguito è diventato uno dei più stretti collaboratori di padre Aleksandr Mien, ucciso nel 1990. In seguito ha lavorato per molti anni come esperto di computer, ed è stato coinvolto in varie opere evangelizzatrici e nel dialogo ecumenico. Sua moglie Karina è la fondatrice del club di Mosca “Hosanna”, che guida attività di evangelizzazione tra i giovani. Entrambi sono stati coinvolti per anni nella parrocchia di S. Aleksandr Nevskij di p. Aleksandr Borisov, che riunisce l’élite intelletuale e artistica di Mosca. Attualmente vivono a Vilnius, in Lituania.

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