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I vescovi incontrano i rifugiati: “Vi accolgono il cuore e le mani del Papa”

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Cristian Gennari | Agenzia Romano Siciliani

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 28/02/22

L'incontro si è svolto a Firenze durante la convention di sindaci e vescovi del Mediterraneo, in cui è stata firmata la “Carta di Firenze”

I vescovi italiani tendono la mano ai rifugiati. Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, hanno incontrato in forma privata alcune famiglie di rifugiati e profughi accolti dalla Fondazione Solidarietà Caritas, dalla Diaconia Valdese, dall’associazione Cinque pani e due pesci e dalla cooperativa sociale Il Girasole. 

“Vita dignitosa”

L’incontro si è svolto nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio. Il cardinale Giuseppe Betori ha detto ai rifugiati che «il Papa non c’è, ma sono il cuore e le mani del Papa ad accogliervi attraverso le mani e il cuore di chi vi ha aperto la porta. Il Papa afferma che però non basta accogliere, ma anche accompagnare e dare strumenti per vivere una vita dignitosa» (La Repubblica, 27 febbraio).

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“Integrare in amicizia”

«Occorre integrare – aggiunge Betori – vale per noi per farvi capire il nostro mondo, a voi per comprendere il nostro mondo. Non per cancellare identità, ma inserire la vostra identità dentro la nostra storia e città. Accogliere, accompagnare integrare, in amicizia»

In Caritas i primi rifugiati ucraini

Il cardinale Gualtiero Bassetti ha aggiunto, a nome dei vescovi italiani, una quarta parola «presa dalla parabola del buon samaritano che si prese cura del ferito. Noi abbiamo questo dovere: prenderci cura di voi. Nella mia Caritas stanno arrivando rifugiati ucraini – ha evidenziato il presidente dei vescovi italiani – L’accoglienza diventa sempre più urgente in un momento pieno di guerra». 

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La “Carta di Firenze”

I sindaci e i vescovi del Mediterraneo riuniti a Firenze per l’incontro organizzato dalla Cei hanno lanciato un appello perché «i negoziati per la pace» tra Russia e Ucraina. È quanto si legge nella “Carta di Firenze” firmata il 27 febbraio. «In questi giorni è in corso la guerra contro l’Ucraina. Un senso di dolore ha colto i vescovi e i sindaci, che insieme sperano che la violenza e l’uso delle armi possano fermarsi, si evitino grandi sofferenze al popolo ucraino e si comincino immediatamente negoziati per ricostruire la pace» (Avvenire, 27 febbraio).

“E’ un grande evento”

L’appello è stato poi ribadito personalmente dal cardinale Bassetti, e dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, nella conferenza stampa che ha concluso la sessione comune di lavori nel Salone dei 500 a Palazzo Vecchio. La ‘Carta’ «non è una legge» ma «profeticamente è qualcosa di più» perché sottolinea «l’aspirazione dei popoli alla pace, alla giustizia, all’uguaglianza dei diritti, alla libertà intesa che sottolinea un bene comune». 

I sindaci musulmani 

«Era la prima volta che un gruppo di vescovi che rappresentano tutti i Paesi bagnati dal Mediterraneo e un gruppo di sindaci degli stessi Paesi – molti di questi sindaci di religione musulmana – hanno firmato insieme un’intesa». Una Carta, ha quindi sottolineato Bassetti, che «contiene quella che è l’aspirazione dei popoli alla pace, alla libertà, all’uguaglianza dei diritti, alla giustizia».

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