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Pinocchio è un libro “cristiano” e racconta storie di fede e Vangelo

PINOCCHIO

The Walt Disney Company

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 11/02/22

Da Geppetto a Lucignolo, da Mangiafoco alla Fata Turchina: una nuova lettura dell'opera dell'anticlericale Collodi

Pinocchio è un libro che racconta storie di fede? Silvio Mengotto nel libro “Pinocchio – Le potenzialità dei pezzi grezzi” (Tau editrice) racconta che l’opera di un autore anticlericale come Collodi, può avere una lettura teologica totalmente inedito. E ce la fa scoprire. 

Dopo la Bibbia e il Corano 

La rilettura di “Le avventure di Pinocchio”, un classico al terzo posto nella letteratura mondiale dopo la Bibbia e il Corano, scrive l’autore, «mi ha suscitato l’inaspettato rimando al Vangelo che ho raccolto in diversi capitoli. Avverto il lettore che non c’è nessuna visione, o interpretazione profetica, dell’autore Carlo Collodi che scrive in  un contesto sociale, culturale, profondamente diverso dal nostro. Alla fiaba di Collodi fa da sfondo una Toscana contadina, dove la fame e l’analfabetismo sono realtà del quotidiano». 

PINOCCHIO

L’anticlericale Collodi e la teologia

Babbo Geppetto e Pinocchio «sono sempre alla ricerca di cibo e l’istruzione è una delle preoccupazioni principali di Geppetto. La povertà, nella  fiaba viene raccontata costantemente. rappresenta il tratto reale di una Italia da pochi anni unificata. Credo “che anche una fiaba scritta da un anticlericale come Collodi può dire molto sull’uomo e su Dio. Solo perché è sincera, più di molti trattati di teologia”». 

La rottura del peccato originale 

Geppetto dà vita ad un ciocco di legno. «Questa creazione di un burattino vivente, rimanda alla creazione della Genesi – spiega Silvio Mengotto nel libro -. La ribellione di Pinocchio alla rottura del peccato originale. Mangiafoco che si commuove per la generosità di  Pinocchio, ci dice che anche il peggiore degli uomini può essere redento. Il Gatto, la Volpe, Lucignolo, l’Omino di burro, ricordano i falsi maestri, tentatori, consolatori stucchevoli che, con scioltezza, indossano le virtù corrotte». 

La crocifissione di Cristo

Il Grillo parlante e la Fata turchina «sono i maestri di vita, ricchi di esperienze ma, come nella fiaba,  ripetutamente inascoltati. Nel ventre del Pescecane, Pinocchio ricorda Giona nel ventre della Balena. L’impiccagione di Pinocchio e la sua trasformazione in ragazzo, rimandano alla crocifissione e risurrezione di Cristo». Anche in questo caso, la fiaba di Pinocchio si incrocia con fede e Vangelo.

PINOCCHIO

Generoso e leale

Nei trentasei capitoli Pinocchio, si legge in “Pinocchio – Le potenzialità dei pezzi grezzi”, «è un burattino pensato da Collodi per correre. La sua rapidità di spostamento è folle. Rapido nel vagabondaggio, nell’avventura, con chi incrocerà nel suo cammino. Come un adolescente non sopporta vincoli, catene o tagliole che limitano la mobilità. Oltre le bugie, colpisce la sua curiosità, la generosità la lealtà. La sua corsa attraversa terre, acque e persino cieli, quando vola sulle ali maestose di un gigantesco Colombo».

Gli animali domestici di Pinocchio

Colpisce, ancora evidenzia Silvia Mengotto nella sua rilettura teologica dell’opera di Collodi, «la padronanza linguistica di Pinocchio con il diversificato mondo degli animali che conosce e frequenta. L’Italia contadina del tempo era ricca di animali domestici nei cortili, nelle stalle e nei campi»

È lungo l’elenco degli animali di terra, mare e cielo, con i quali Pinocchio parla la stessa lingua: il Grillo parlante, il Gatto e la Volpe, un corvo e una civetta, un pappagallo, la Scimmia giudice, un Serpente  gigante, i due cani Melampo e Alidoro, la Fata turchina nelle vesti di Chiocciola, Lucciola e di una piccola Capretta, un grande e ospitale Colombo, asini con i quali imparerà il linguaggio “asinino”, un Pescecane e un Tonno».  

PINOCCHIO

La fede del “ciocco di legno”

Di fatto Pinocchio, conclude l’autore di “Pinocchio – Le potenzialità dei pezzi grezzi”, «instaura una comunicazione interessante, quanto necessaria, per la narrativa del libro. Attraverso una libera riflessione ho cercato di mettere in luce suggestioni, richiami e domande. Un viaggio dove un ciocco di legno – icona delle potenzialità creative di una fede grezza – si trasforma in una fede più matura e pronta ad attraversare l’avventura della vita».

PINOCCHIO SILVIO MENGOTTO
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