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Pediatra per vocazione: “Ogni mattina prego per i bambini che devo curare”

ANDREA CAMPANA

YouTube | RaiPlay

Silvia Lucchetti - pubblicato il 09/02/22

Andrea Campana, responsabile del reparto Covid dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma, era predestinato a diventare pediatra: "A due mesi mi avevano dato per morto (...) se la fai per vocazione, è la professione più bella che si possa immaginare".

Il pediatra? La professione più bella al mondo. Questa affermazione piena di entusiasmo non viene pronunciata da un giovane specializzando in pediatria, ma dal responsabile del reparto Covid del Bambin Gesù di Roma, dislocato a Palidoro e chiamato a rispondere alle esigenze dell’intera regione Lazio.

Il bresciano Andrea Campana è un medico 52enne che nei quasi trenta anni di professione ha curato migliaia di piccoli, e tante volte si è dovuto confrontare con i limiti dell’arte sanitaria, quando non si hanno più armi per salvare le giovanissime vite che ti sono state affidate.

Come pediatra vedo anche tanti bambini morire

Nell’intervista realizzata da Credere, dichiara:

Come pediatra curi i bambini, in sala parto li fai nascere a 25 settimane e li rianimi. Senti  che stai salvando una vita, accade tutti i giorni. Ma vedi anche tanti bambini morire.

(Ibidem)

“A due mesi mi avevano dato per morto”

Andrea era predestinato a svolgere questa professione che ama così tanto, pur non provenendo da una famiglia di medici. Infatti racconta che:

A due mesi mi avevano dato per morto, a causa di un malassorbimento intestinale. Il primario di Parma mi ha tenuto ricoverato due mesi e mezzo. Dal dottore Imperato, così si  chiamava, è nato tutto. E non mi sono mai pentito: se la fai per vocazione, è la professione più bella che si possa immaginare.

(Credere)

Il mito del professor Carlo Imperato, un gigante della scuola di pediatria italiana, è stato quindi il faro che ha illuminato il percorso del giovane, che ha studiato e iniziato la professione in neonatologia nella sua città natale.

Un paziente che non dimenticherà mai

Proprio qui, con Michele, un bambino di appena 10 anni, ha fatto la sua prima esperienza  di capitolazione davanti la malattia incurabile. A lui il giovane specializzando regalava ad ogni incontro un pezzo della Lego per il castello che stava costruendo durante il ricovero.

Ma quel giorno fu lui a darmi un mattoncino: “Adesso lo finisci tu”, mi disse. Aveva capito che era arrivata la fine.

(Ibidem)

Lavorare all’Ospedale del Papa

All’inizio del 2004 è approdato all’Ospedale del Papa, e non è stato soltanto un cambiamento di sede professionale. Il bagaglio di esperienze che ha potuto fare da quel momento è aumentato esponenzialmente per due condizioni straordinarie:

La prima è il numero di bambini che vediamo, e la casistica del Bambin Gesù credo sia unica al mondo. Un anno qui equivale a 5-6 anni altrove. L’altra cosa che fa la differenza è la capacità di approcciarsi al paziente. Questo ospedale ci permette di essere noi stessi, di occuparci a 360 gradi dei bambini.

(Credere)

In missione in Africa

Da un primo matrimonio ha avuto un figlio ormai quindicenne, mentre dal secondo sono nate due bambine di 7 e 4 anni, che gli ha “regalato” Francesca, anche lei medico al Bambin Gesù, ma che ha incontrato durante una missione svolta in Africa dove è stato più volte per scopi umanitari.

Sono stato tante volte in Africa. Ho incontrato persone eccezionali, come suor Incoronata che a Itigi, in Tanzania, ha creato un centro di eccellenza che tratta tutte le problematiche pediatriche. Quell’anno ci arrivavo devastato dalla fine del matrimonio. Ero in missione umanitaria ma, a differenze delle altre volte, non sentivo di fare qualcosa per gli altri, piuttosto per me.

(Ibidem)

Vaccino contro il Covid: parlo da pediatra e da papà

La prima figlia ha già ricevuto la vaccinazione contro il Covid, mentre per la seconda i genitori attendono quanto prima il via libera delle autorità regolatorie europea ed italiana. Ai papà e le mamme che ritengono che il vaccino non sia stato sufficientemente testato si sente di dire:

quello della pertosse lo hanno sperimentato su 3 mila bambini prima di lanciarlo; questo Covid, solo negli Usa, è stato somministrato oramai a quasi 9 milioni di bambini… è un vaccino super sperimentato.

(Credere)

E a quanti di loro temono gli effetti a lungo termine del vaccino sottolinea come, a causa della bassissima immunizzazione in molti paesi del Terzo Mondo:  

le varianti si moltiplicheranno lì, arriveranno da noi, e colpiranno i non vaccinati, cioè i più piccoli.  

(Ibidem)

Dall’inizio della pandemia nel suo reparto: circa 1000 bambini

E il Covid non è una banale influenza nemmeno per i minori, come molti ancora credono. Dall’inizio della pandemia nel suo reparto sono passati circa 1000 bambini, e di essi uno su 25-30 è andato in rianimazione.

Adesso ho due neonati ricoverati, 4 in rianimazione…  L’età media è sotto i 5 anni.  

(Credere)

Ne ha parlato anche qualche mese fa su Rai1 nel programma Porta a Porta condotto da Bruno Vespa.

Un terzo dei bambini dimessi è ancora seguito in day hospital per vari problemi: sindrome da dolore cronico, fibromialgia, disturbi addominali o articolari, cefalea, tosse stizzosa, difficoltà di concentrazione e scarso rendimento scolastico. I più piccoli hanno manifestato sintomi regressivi: non riescono a dormire da soli, hanno dovuto rimettere il pannolino e manifestano frequenti accessi di pianto.

La mattina prego per chi dovrò curare

Andrea confida di avere una forte religiosità, ereditata in primis dalla nonna terziaria francescana, e di pregare al mattino con il pensiero rivolto alle persone che incontra sul suo cammino, comprese quelle che non ci sono più.

Faccio il pediatra per occuparmi dei più deboli

E termina con questo pensiero:

Non è il percorso che fai ma le persone che incontri lungo il cammino che aiutano a formare la tua spiritualità. Ci sono frasi del Vangelo che ti toccano, ma poi devono essere tradotte in comportamenti nella quotidianità. Per me vuol dire essere disponibile verso le persone deboli, coloro che hanno bisogno. È il motivo per cui faccio il medico. 

(Ibidem)
Tags:
ospedale pediatrico bambino gesupediatra
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