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Suor Gloria Cecilia ad Aleteia: “Il mio miglior psicologo è Gesù”

GLORIA CECILIA

ACN

Lucía Chamat - pubblicato il 08/02/22

Dopo quattro anni di prigionia, la religiosa colombiana parla della sua esperienza dopo la liberazione e dice di voler continuare ad essere missionaria

“Dio mi ha dato l’opportunità di vivere, la mia vita è nelle Sue mani, e prego costantemente finché non arriverà il momento di tornare in missione”.

Ribadendo la sua vocazione, suor Gloria Cecilia Narváez ha riferito ad Aleteia che vuole continuare a servire i più bisognosi in uno dei Paesi in cui è presente la sua congregazione, le Francescane di Maria Immacolata.

“Il Signore mi ha dato questo coraggio per mantenere la speranza nonostante le catene, il silenzio e la solitudine che ho vissuto durante il sequestro. Le preghiere mi hanno sicuramente sostenuta”, ha affermato.

Il 7 febbraio 2017, mentre era in missione nel villaggio di Karangasso (Mali, Africa), la religiosa colombiana è stata sequestrata da un gruppo jihadista legato ad Al Qaeda.

Grazie alle sua fede e alle preghiere, suor Gloria Cecilia ha sopportato quattro anni e otto mesi di prigionia nel deserto africano, fino alla liberazione il 9 ottobre 2021. Sono trascorsi quattro mesi da quando ha recuperato la libertà, e in questo periodo è tornata nel suo Paese, ha ritrovato familiari e amici e le sue sorelle di comunità.

GLORIA CECILIA

Amore per l’Eucaristia

Suor Gloria Cecilia è tranquilla. Parla in modo cadenzato e non si stanca di ringraziare le migliaia di persone che, anche senza conoscerla, hanno chiesto la sua liberazione mentre lei subiva le inclemenze del deserto.

Aleteia ha parlato con lei pochi giorni fa mentre faceva visita ai cugini nel municipio di Buesaco (Nariño), nella zona sud-occidentale della Colombia.

GLORIA CECILIA

Carmen Esperanza Cabrera, una delle sue cugine, ha raccontato che il paese l’ha accolta con una gioia immensa:

“La portano da una parte all’altra, tutti vogliono vederla e il tempo vola. La nostra emozione è enorme, lei è una testimonianza di vita, un miracolo di Dio”.

GLORIA CECILIA

La religiosa è arrivata in Colombia dopo aver trascorso varie settimane in Italia, dove ha incontrato Papa Francesco, il sacerdote Pier Luigi Maccalli, sequestrato nello stesso periodo in Africa, e due delle tre suore che erano con lei al momento del sequestro, le colombiane Sofía e Clara, mentre Adelaide è in Benin.

Una volta a Pasto (capoluogo del dipartimento di Nariño), la suora si è recata al Santuario Eucaristico di Maridiaz, affidato alle Francescane di Maria Immacolata. Quello che le ha dato più gioia è stato il fatto di poter ricevere nuovamente l’Eucaristia:

“È stato qualcosa di splendido, la ricevo con sempre più fervore. Mi mancava molto, anche se nella sabbia del deserto disegnavo un calice, un tabernacolo e una candela per unirmi spiritualmente alle mie sorelle, in un atto di fede, e ripetevo ogni giorno la stessa preghiera: ‘È veramente cosa buona e giusta rendere grazie, sempre e in ogni luogo, a Te Signore, Padre Santo…’”.

Oltre a condividere con la sua gente e ad accogliere molti inviti, suor Gloria ha gustato i piatti tipici della sua regione e si è emozionata ascoltando i canti del folclore locale. Ha anche confessato che non cessa di ammirare la natura, soprattutto le tante sorgenti d’acqua, dopo la siccità e la sede che ha patito durante la prigionia.

È stata anche “un’esperienza dura” affrontare al suo ritorno la morte della madre, venuta a mancare mentre lei era sequestrata.

“È stato difficile tornare e trovare quel vuoto così grande, ma mi conforta l’affetto della mia famiglia, delle consorelle e dei miei concittadini”.

La signora Rosita recitava ogni giorno il Rosario per chiedere la liberazione di sua figlia, e non c’è dubbio sul fatto che le sue preghiere siano state ascoltate.

GLORIA CECILIA

Lo psicologo di suor Gloria Cecilia

Per guarire tutto il dolore e i ricordi di questi anni, suor Gloria Cecilia prega nel silenzio e nella solitudine. Per un mese, come terapia, la mattina scriveva le sue esperienze. Poi le leggeva davanti al Santissimo, nella cappella dell’adorazione perpetua, dalle tre alle sei del mattino.

“Ho lavorato molto facendo terapie di preghiera per la guarigione, e quando tornerò, dopo essere stata un po’ con la mia famiglia, continuerò a fare questo esercizio. So che mi servirà perché ho il miglior psicologo, che è Gesù”, ha riferito ad Aleteia.

Suor Gloria Cecilia continuerà a prepararsi per tornare a portare lo spirito francescano nelle comunità di cui si prenderà cura. “Nel frattempo, renderò sempre grazie a Dio per il miracolo della vita, e donerò a tutti una parola di libertà”.

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