Vai al contenuto principale

L’aborto nella Carta dei Diritti UE: parlano i Vescovi d’Europa 

2 min di lettura
MACRON-EUROPEAN-PARMIAMENT-068_AA_19012022_580336.jpg

Credito: AGENCY / Anadolu Agency via AFP

A fronte della volontà di Emmanuel Macron di iscrivere un “diritto all’aborto” nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, la Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (Comece) ha espresso, in data 8 febbraio 2022, la sua viva inquietudine e la propria opposizione. I Vescovi europei hanno pure ricordato che l’integrazione europea deve evitare ogni “imposizione ideologica”.

Condividi su :

La volontà dichiarata di Emmanuel Macron, di attualizzare la Carta Europea dei Diritti Fondamentali per includervi il riconoscimento di un “diritto” all’aborto suscita viva inquietudine tra i Vescovi europei. 

«Fin dal principio, il processo d’integrazione europea è sempre stato sostenuto e accompagnato da vicino dalla Chiesa», ricorda la Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (Comece), presieduta dal cardinale lussemburghese Jean-Claude Hollerich. 

Se i vescovi europei sono concordi sull’importanza di difendere e di promuovere i valori dell’Unione europea, essi tengono a sottolineare che 

Da un punto di vista giuridico, precisa la Comece, 

Andando un poco oltre, la Comece ricorda che 

Dal dicembre 2009 e dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, la Carta dei Diritti Fondamentali ha la medesima forza giuridica dei trattati. Essa è dunque cogente, per gli Stati membri, e ogni cittadino può appellarvisi in caso di non-rispetto di questi diritti in un testo europeo. Per modificare questa Carta è necessaria l’unanimità degli Stati membri. 

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]