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Come l’estremismo ideologico può portare a teorie della cospirazione

PŁASKA ZIEMIA

AuntSpray | Shutterstock

Octavio Messias - pubblicato il 08/02/22

Una ricerca con più di 100.000 partecipanti mostra che più si è distanti dal centro nello spettro politico, più alte sono le possibilità di credere a informazioni prive di fondamento

Nel suo tradizionale messaggio Urbi et Orbi in occasione dell’ultimo Natale, Papa Francesco ha lamentato lo scenario di polarizzazione ed estremismi in cui viviamo oggi, e in appena due pagine di discorso ha usato la parola “dialogo” ben 11 volte, ricordando anche come la pandemia abbia aumentato l’intolleranza nel mondo. “A livello internazionale c’è il rischio di non voler dialogare, il rischio che la crisi complessa induca a scegliere scorciatoie piuttosto che le strade più lunghe del dialogo; ma queste sole, in realtà, conducono alla soluzione dei conflitti e a benefici condivisi e duraturi”, ha affermato.

Oltre ai conflitti, alle tensioni e alle crisi citate dal Papa, dalla Siria all’Ucraina, la pandemia ha anche intensificato il radicalismo politico e ha mostrato come questo tenda a portare alla disinformazione e a credere a teorie che non corrispondono alla realtà. È quanto prova una ricerca quantitativa – condotta con 104.253 persone di 26 Paesi – pubblicata di recente sulla rivista Nature Human Behaviour.

Spettro ideologico

Il questionario chiedeva ai volontari di collocarsi nello spettro politico (sinistra e destra, da moderata a estrema, oltre al centro), di rivelare per chi pensavano di votare alle elezioni successive e di esprimere la propria posizione in relazione ad affermazioni come “Credo che eventi apparentemente scollegati siano spesso il risultato di attività nascoste” o “Esistono organizzazioni segrete che hanno grande influenza nelle decisioni politiche”. Sulla base delle risposte, i ricercatori hanno osservato che più i partecipanti erano lontani dal centro, più alta era la probabilità a credere a teorie della cospirazione – il che non è mancato nella pandemia.

Teorie per cui l’ex cancelliere tedesco Angela Merkel sarebbe un alieno rettiliano, come anche gli ex Presidenti statunitensi George W. Bush e Barack Obama, il terrapiattismo, il movimento QAnon e informazioni deturpate o fittizie relative agli effetti del vaccino (mettendo a rischio la vita di milioni di persone) hanno circolato molto più del ragionevole. Lo studio sottolinea che la maggior parte delle persone che credono a queste teorie della cospirazione è di estrema destra, anche se ciò non vuol dire che le fake news non circolino anche nell’altro estremo.

Nel libro La Natura delle Teorie della Cospirazione di Michael Butter, dell’Università di Tubinga (Germania), l’autore spiega come questo tipo di teorie circoli fin dall’antica Grecia e abbia oggi acquistato forza e diffusione grazie a Internet e ai social media.

Come gli algoritmi, programmati per mostrare solo pubblicazioni corrispondenti al nostro spettro ideologico, questa ricerca dimostra che, anche se molti ricorrono alla ragione al momento di collocarsi a livello politico in una certa posizione, spesso il lato emotivo parla più forte.

Come se fossimo costantemente alla ricerca di una conferma di quello che vogliamo già credere, il che costituisce un atteggiamento pericoloso, che genera solo conflitto e disinformazione, diminuendo considerevolmente la possibilità di qualunque dialogo. Come sostiene Papa Francesco, il dialogo è fondamentale per una convivenza sociale armoniosa, come anche attenersi ai fatti e non a deliri, per quanto possano sembrare fonte di tentazione.

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