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Il Papa: con Gesù sul mare della vita, senza paura

PAPA FRANCESCO

VINCENZO PINTO/AFP/East News

Vatican News - pubblicato il 06/02/22

Dio vuole salire sulla barca della nostra vita, anche quando non abbiamo nulla da offrirgli, e aprire nuove possibilità. Così il Papa all’Angelus questa mattina in piazza San Pietro. Quando viviamo la “notte delle reti vuote” e la delusione di non vedere i risultati sperati il Signore ci chiede di salire sulla nostra barca per annunciare il Vangelo al mondo.

“Dio non vuole una nave da crociera, gli basta una povera barca sgangherata, purché lo accogliamo”. Commentando il Vangelo odierno sulla pesca miracolosa, quando Gesù sale sulla barca e invita Pietro a prendere il largo e gettare le reti dopo una notte di pesca andata male, il Papa all’Angelus invita a non cedere al pessimismo e alla sfiducia, ma ad ospitare Gesù nella barca della vita senza paura.

La notte delle reti vuote

Spesso, come Pietro, viviamo la ‘notte delle reti vuote’, la delusione di impegnarci tanto e di non vedere i risultati sperati. Quante volte anche noi restiamo con un senso di sconfitta, mentre nel cuore nascono delusione e amarezza. Due tarli pericolosissimi.

Come duemila anni fa Gesù sale sulla barca tornata a riva vuota dopo una notte di fatiche e delusione. É la barca della nostra vita – ricorda Francesco – che quotidianamente lascia le rive di casa per inoltrarsi nel mare delle attività, quando “ogni giorno cerchiamo di portare avanti progetti e vivere l’amore delle nostre relazioni, ma restiamo con un senso di sconfitta e nel cuore nascono delusione e amarezza”.

La barca vuota, cattedra di Gesù

Proprio quella barca vuota, simbolo delle nostre incapacità, diventa la “cattedra” di Gesù, il pulpito da cui proclama la Parola. Questo ama fare il Signore: salire sulla barca della nostra vita quando non abbiamo nulla da offrirgli.

“Gesù – aggiunge il Papa – vuole entrare nei nostri cuori e riempirli con la sua presenza, servirsi della nostra povertà per annunciare la sua ricchezza, delle nostre miserie per proclamare la sua misericordia. É il Dio della vicinanza che vuole salire sulla barca della nostra vita, così com’è. Da qui l’invito a non cedere al perfezionismo:

A volte ci sentiamo indegni di Lui perché siamo peccatori. Ma questa è una scusa che al Signore non piace, perché lo allontana da noi!

Con Gesù si può sempre ricominciare

Quella mattina sulle rive del lago di Galilea non era un ora adatta per pescare, ma Pietro si fidò di Gesù:

Se ospitiamo il Signore sulla nostra barca, possiamo prendere il largo. Con Gesù si naviga nel mare della vita senza paura, senza cedere alla delusione quando non si pesca nulla e senza arrendersi al “non c’è più niente da fare”.

“Sempre nella vita personale come in quella della Chiesa e della società possiamo ricominciare, il Signore ci invita a rimetterci in gioco, apre nuove possibilità”:

Allora accogliamo l’invito: scacciamo il pessimismo e la sfiducia e prendiamo il largo con Gesù! Anche la nostra piccola barca vuota assisterà a una pesca miracolosa.

Al termine dell’Angelus nell’odierna Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili il Papa ha condannato questa “pratica che umilia la dignità della donna”. Francesco ha anche ricordato la Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone che si celebra martedì prossimo nella memoria liturgica di Santa Giuseppina Bakhita e la Giornata per la vita promossa oggi dalla Chiesa italiana. Infine ha evidenziato il valore di due testimonianze di “santità della porta accanto” venute alla luce nelle ultime ore: quella del popolo del Marocco che  non ha risparmiato energie per salvare il piccolo Rayan, che purtroppo non ce l’ha fatta; e quella degli abitanti del Monferrato dove è stata raccolta una somma di denaro per consentire ad un giovane migrante ghanese malato terminale di tumore di tornare nel suo paese per morire tra le braccia del padre.

L’originale su Vatican News

Tags:
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