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Qual è il segreto della Chiesa custodito meglio?

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Jaime Septién - pubblicato il 17/01/22

Perché è tanto importante scoprirlo? Sapere qual è vi sorprenderà

Il segreto custodito meglio della Chiesa non è il Santo Graal, né la Sacra Sindone. È una cosa che molti conoscono ma ben pochi di noi che siamo cattolici concepiscono come una ricchezza o un tesoro: la dottrina sociale della Chiesa (DSC).

Lo riferisce in un suo articolo recente, pubblicato sulla rivista Angelus, l’arcivescovo di Llos Angeles (California) e presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, José H. Gómez.

L’arcivescovo Gómez lo ha affermato dopo aver riflettuto sul Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace di quest’anno e sulle sfide che affrontiamo per via della pandemia.

Le minacce che si presentano all’orizzonte non sono solo economiche o relative alla salute pubblica, avendo a che vedere anche con condizioni sociali preoccupanti, ingiustizie e minacce contro la pace.

Come cattolici, dice il presule statunitense, dobbiamo avere una comprensione corretta di queste sfide e minacce, e il Papa consiglia di cercare la risposta nei “sicuri orientamenti della dottrina sociale della Chiesa”.

Il Pontefice ha ragione.

“L’insegnamento sociale cattolico può essee il segreto meglio custodito della Chiesa. Mi sorprende la frequenza con cui incontro persone, anche buoni cattolici, che non sanno che la Chiesa ha i propri insegnamenti su quello che costituisce una buona società”, scrive l’arcivescovo Gómez.

La DSC include un’analisi morale dell’obiettivo dei Governi e delle economie, e una visione su chi sia la persona umana e su cosa contribuisca alla felicità dell’uomo.

Nel Catechismo e nel Manuale di DSC si include poi un elemento fondamentale: “l’esigenza che i credenti lavorino non solo per la salvezza dell’anima del prossimo, ma anche per un mondo che protegga diritti e dignità”.

La guida dell’arcidiocesi con il più alto numero di cattolici negli Stati Uniti riferisce che gli insegnamenti della DSC non sono un “extra”, né un “addendum” alle convinzioni cattoliche su Trinità, incarnazione, resurrezione e la nostra redenzione in Cristo.

Professare e vivere il cattolicesimo

“Quello che professiamo nel Credo porta a una concezione della vita che abbraccia il benessere di tutta la persona, intesa come creatura formata da corpo e anima, creata come uomo o donna, nata sulla Terra, ma destinata al cielo”, dice Gómez nel suo articolo.

Per l’arcivescovo, l’insegnamento sociale deriva dalla verità di base per cui il Padre ha amato talmente il mondo da inviare il Suo unico figlio a vivere sulla Terra in forma umana e per il potere dello Spirito Santo.

È a partire da questa grande verità che comprendiamo che la persona umana è amata da Dio e creata a Sua immagine, e che è chiamata a un destino celeste, a vivere in comunione con la Santissima Trinità.

La salvezza in cui crediamo è personale, ma come dice il Catechismo riguarda anche tutta la comunità umana nel suo insieme. Da questa prospettiva, è chiaro che la dottrina sociale cattolica è parte della missione che Gesù ha affidato alla Sua Chiesa.

Un antidoto all’indifferenza

“Esortando i credenti a seguirlo, Gesù ci chiama ad amare gli altri come Egli ci ama e a esprimere quell’amore mediante opere pratiche di misericordia, di guarigione e di liberazione degli altri dalla sofferenza e dal male”, riflette l’arcivescovo Gómez.

Più avanti segnala che in termini pratici la chiamata che ci rivolge Gesù significa che nessuno che dica di amare Dio può restare indifferente quando uno dei figli di Dio sta soffrendo. È questo il messaggio della famosa parabola del Buon Samaritano di Gesù, e anche della parabola su come Dio ci giudicherà alla fine della nostra vita. Il nostro amore per Dio, ci dice, si misurerà in base all’amore che avremo mostrato al nostro prossimo, soprattutto ai più vulnerabili, ai poveri, ai prigionieri, ai malati, agli stranieri.

Bisogna ricordare che l’arcivescovo Gómez è stato uno di coloro che hanno lottato maggiormente negli Stati Uniti per una riforma migratoria integrale e per il rispetto senza riserve dei diritti umani dei migranti, senza trascurare la sicurezza delle frontiere della Nazione.

La Chiesa non è un partito politico

Quanto al tema della sfera d’azione particolare della Chiesa e della sfera d’azione della politica, monsignor Gómez è molto chiaro nel ripetere che la Chiesa cattolica non vuole avere un programma economico, né un’agenda interna o una politica estera.

“Quello che abbiamo è una prospettiva del mondo come Dio vuole che sia e un dovere che Gesù ci dà da compiere per realizzare la volontà di Dio sulla Terra. Ciò significa che non potremo mai tollerare condizioni sociali che degradino o disumanizzino le persone”, afferma.

L’epoca attuale è caratterizzata a livello culturale da un’urgenza: la preoccupazione per la giustizia sociale. In questo senso, la DSC può apportare molte cose a queste conversazioni e dibattiti. Il vero contributo che offriamo come cattolici è “semplicemente quello di essere cattolici, quello di essere fedeli seguaci di Gesù Cristo”.

“Dobbiamo aiutare il nostro prossimo a vedere la prospettiva più elevata del Vangelo, a riconoscere la gloriosa verità della persona umana e a lavorare per un mondo in cui ciascuno di noi possa vivere come il nostro Creatore ci esorta a vivere”.

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