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Sant’Antonio Abate, gli animali e la leggenda del porcellino (FOTO)

PIG

Pethrus-(CC BY-SA 4.0)

Maria Paola Daud - pubblicato il 17/01/22

Il 17 gennaio, in tutte le chiese dedicate al santo vengono portati animali domestici e da fattoria perché siano benedetti

Quando vediamo un’immagine di Sant’Antonio Abate, viene in genere rappresentato come un uomo anziano con la barba lunga, povere vesti e un bastone in mano a forme di T o di croce, a cui è appesa una campanella.

Il santo, protettore degli animali, fu un eremita egiziano vissuto nel IV secolo d.C. ed è il precursore del monachesimo cristiano, motivo per il quale è vestito in modo modesto. Il suo bastone rappresenta la croce di Cristo, e la campanella è associata al porcellino che in genere viene sempre rappresentato insieme a lui.

Perché un porcellino?

La presenza di questo animale nelle rappresentazioni del santo ha dato luogo a varie interpretazioni nel corso degli anni. Una di esse si riferisce al fatto che il demonio, che tentava Antonio nella sua solitudine, gli si sarebbe presentato un giorno sotto forma di porcellino.

Il demonio, però, gli appariva anche sotto forma di leone, capra, cani enormi e perfino un centauro.

La rappresentazione del porcellino nacque quando sorsero chiese, oratori e ospedali dedicati a Sant’Antonio Abate.

Il santo era invocato spesso contro la peste, le malattie contagiose e il cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio” (herpes zoster).

Chi era afflitto da questo male si recava all’abbazia di Saint-Antoine del Viennois, dove si trovano le sue reliquie. I malati erano talmente tanti che fu necessario costruire un ospedale, sostenuto dai religiosi.

Per assicurare il mantenimento della struttura e la sussistenza dei malati si allevavano maiali, che venivano lasciati liberi perché la gente del villaggio li nutrisse e portavano una campanella al collo per essere riconosciuti.

Tra leggende e tradizioni

Nacque così la leggenda del maialino di Sant’Antonio, che serviva per nutrire i malati dell’ospedale e con il suo grasso permetteva di realizzare un unguento per curare le piaghe dell’herpes zoster.

In Occidente il santo viene invocato come protettore degli animali, e pare che aiuti a ritrovare le cose perdute.

In Italia il giorno della sua festa, il 17 gennaio, in tutte le chiese dedicate al santo vengono portati animali domestici e da fattoria perché siano benedetti.

In queste occasioni si benedicono non solo gli animali, ma anche i mezzi di trasporto. La tradizione è nata quando si è iniziato a portare gli animali sui veicoli agricoli.

Anche il Vaticano si unisce a questa tradizione. Per la festa del santo, Piazza San Pietro si riempie in genere di animali, e i membri delle Forze Armate italiane si vestono a festa portando i propri cavalli per farli benedire.

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Antoine Mekary | Aleteia

Tags:
animalibenedizionesant'antoniosanti e beati
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