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Svelato un documento segreto di Don Amorth sull’autenticità di Medjugorje

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ChiccoDodiFC via Shutterstock | AFP

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 15/01/22

I Servizi Segreti avrebbero condizionato il giudizio dell’allora vescovo di Medjugorje e creato dossier per screditare gli esponenti del clero vicini ai veggenti

Servizi Segreti della ex Jugoslavia all’opera per creare dossier denigratori nei confronti delle apparizioni mariane di Medjugorje? Un’ipotesi complottistica o reale? 

Il giornalista di Tv 2000 e scrittore David Murgia, ha pubblicato, in esclusiva, nel libro “Processo a Medjugorje” (Rubettino), alcuni documenti della Commissione internazionale d’inchiesta su Medjugorje. In una riunione della Commissione vaticana, si citano proprio alcuni report dei Servizi Segreti della ex Jugoslavia. Questi documenti sono stati visionati da un membro della stessa Commissione.   

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Le persone seguite dai Servizi Segreti

«Negli Archivi Segreti di Sarajevo – dice Omissis nel verbale della Commissione – non esiste una documentazione sul fenomeno di Medjugorje bensì si trova del materiale su certe persone che sono coinvolte nel fenomeno di Medjugorje. Discreditare tali persone era il modo con cui i Servizi Segreti tentavano di distruggere il fenomeno di Medjugorje». Le persone erano: 

1. Mons. Pavao Žanić, il Vescovo di Mostar (diocesi in cui rientra Medjugorje).

2. Fra Jozo Zovko (il parroco di Medjugorje).

3. Fra Slavko Barbarić (il parroco di Medjugorje).

4. Fra Tomislav Vlašić (tutti i documenti su di lui sono spariti dagli Archivi).

5. Fra Ferdo Vlašić (editore della rivista «Naša ognjišta»).

6. Fra Jozo Križić (editore della rivista «Naša ognjišta»).

“Sotto osservazione continua”

Questo componente della Commissione d’Inchiesta spiega che queste persone sono state «sotto osservazione continua dai Servizi Segreti e considerate persone pericolose per lo Stato della Jugoslavia e per il regima comunista. Questa conclusione si trae dai documenti su di loro che si trovano negli Archivi. Loro sono stati sotto osservazione dal 1971 fino al 1990». 

Operazione CRNICA

Cosa avevano in comune queste persone? Sono stati i primi esponenti della Chiesa slava a diffondere quello che nel 1981 stava capitando a Medjugorje: cioè un’apparizione mariana ad alcuni piccoli veggenti. 

«Nei documenti – si legge ancora nel verbale della Commissione – esiste la documentazione sulla operazione dagli Servizi Segreti chiamata “CRNICA”. (Si usano i seguenti pseudonimi: PIO=Pavao Žanić; LUJO=Jozo Zovko; OTTO=Tomislav Vlašić). Lo scopo primario di questa operazione era di screditare fra Tomislav Vlašić e secondariamente anche fra Jozo Zovko e il Vescovo, Mons. Pavao Žanić, nelle proprie comunità, sia nella Chiesa locale ma anche nella Chiesa universale. Così loro hanno scritto lettere su di Tomislav Vlašić, Jozo Zovko e su di Vescovo Mons. Pavao Žanić…».

MEDJUGORJE

Il manoscritto di Don Amorth

Un curioso documento, in tal senso, porta la firma del famoso esorcista don Gabriele Amorth. Si tratta di un manoscritto di nove pagine senza data dal titolo “Un aspetto di Medjugorje”, in cui padre Amorth riporta un evento poco conosciuto: le minacce da parte della polizia nei confronti del Vescovo, Mons. Žanić, che avrebbe causato la svolta decisiva nell’atteggiamento del Vescovo, prima vicino ai veggenti e alle apparizioni, e poi, contrario e scettico.  

“Mi hanno minacciato”

Ecco il documento di don Amorth: 

Abbiamo descritto in altra occasione quale ci è sembrata la linea evolutiva di Mons. Žanić. Non possiamo fare a meno di riassumere queste linee di atteggiamento. In un primo tempo era pienamente favorevole. Era stato cinque volte a Medjugorje, aveva parlato con i “veggenti”, si dichiara convinto. Il 25 luglio 1981, festa patronale (S. Giacomo, titolare della chiesa di Medjugorje), ha tenuto l’omelia (registrata) ripetendo più volte: «I ragazzi sono sinceri; i ragazzi dicono la verità». Contro gli scritti di certa stampa governativa, difese la possibilità delle apparizioni, difese i pellegrinaggi, e soprattutto si dimostrò coraggioso nel difendere il parroco, p. Jozo Zovko, quando venne arrestato. Ma poi, cosa accadde? Fu convocato dal Consiglio esecutivo di Sarajevo. In seguito disse: «Mi hanno minacciato di mettermi in carcere; io per Medjugorje non sono pronto ad andare in carcere». Fu la prima svolta, improvvisa e completa.

“Non dicono bugie”

Per quanto riguarda il fenomeno di Medjugorje nei documenti su Mons. Pavao Žanić esiste una trascrizione di una telefonata avvenuta il 8 Agosto 1981 con una signora (Omissis). In questa conversazione il Vescovo dice che due cose su Medjugorje sono sicure: 

«Prima, che i veggenti di Medjugorje non dicono bugie e, secondo, che i veggenti non sono costretti da nessuno. Questa dichiarazione si deduce dal fatto che i veggenti soffrono molto a causa di questa esperienza (sono stati perseguitati dai carabinieri, dai medici, dalle famiglie, ecc…). Sulla autenticità dell’esperienza dei veggenti, per ora, la Chiesa non può pronunciarsi».

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