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Cattolici radicali? Una riflessione da non perdere

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Philippe Lissac / GODONG

Messe selon le rite tridentin en la Chapelle Notre-Dame du Carmel.

Catholic Link - pubblicato il 14/01/22

di Silvana Ramos

Oggi vi presento un video molto interessante di fra’ Abel de Jesús. So che toccherà corde sensibili a più di qualcuno. Come dice l’autore, il video è stato realizzato nel più profondo rispetto e amore del prossimo.

Cattolici radicali?

Non sono un segreto le divisioni e le posizioni appassionate che si vivono nella Chiesa. Ci sono i cattolici radicali, i moderati, i progressisti… Ci siamo tutti, e tutti in qualche modo rappresentiamo una di queste posizioni o una miscela di esse.

Personalmente credo che trovare le cause di queste divisioni sia importante, e valorizzo molto il fatto che all’interno della Chiesa si mettano sul tavolo questi temi. Tentiamo di promuovere un dialogo che cerchi di ascoltare, comprendere e tendere ponti.

Le posizioni radicali e le passioni che si riscontrano sembrano essere piene più di amor proprio che di amore per il prossimo. Spesso ci trascendono, e cadiamo in risposte piene di sdegno che ci portano a peccare anziché a comprendere e correggere in modo fraterno.

Questi fondamentalismi di cui parla fra’ Abel si verificano, tra le altre cose, perché ci aggrappiamo a criteri personali, alle regole, alla legge e alle nostre paure, e tralasciamo Dio.

La fede inizia a diventare una specie di bastione da difendere a ogni costo. Non mi fraintendete, è ovvio che si debba difendere la fede, innanzitutto la propria.

È una missione personale costruire la fede sulla roccia salda, e la roccia salda è Cristo. Quando perdiamo di vista Cristo, siamo perduti.

12 criteri per identificare e comprendere, non per indicare e separare

I 12 criteri che ci presenta il video non servono per definire fondamentalista chiunque ci si presenti davanti.

Sono certa che l’intenzione è innanzitutto comprendere, per amare, e partendo dall’amore tendere ponti e annunciare.

Annunciare chi? Cristo vivo. Un Cristo che è venuto per tutti. Che non è venuto per chi è perfetto, né per chi metteva in pratica la legge alla lettera.

Cristo è venuto specialmente per i peccatori, che ha accolto con pazienza, comprensione, tenerezza e tempo.

Cristo ha formato e trasformato il cuore degli uomini.

Amare sempre di più e meglio, radicalmente

Amare il prossimo, sempre di più e meglio, è una missione per il cristiano. E in questo c’è spazio per essere radicali.

Amare l’altro non è facile. Per amare bisogna conoscere. Per conoscere ci si deve formare nella fede, dobbiamo conoscere noi stessi.

La conoscenza personale ha bisogno di lavoro intenso per riconoscere le proprie ferite e lavorare per accettarle e guarirle.

Per tutto questo lavoro abbiamo bisogno di aiuto. In primo luogo di quello di Dio, coltivando una vita spirituale sana, e in secondo luogo dell’aiuto degli altri a vari livelli (consiglieri, insegnanti, formatori, psicologi, medici…)

Quando ci troviamo di fronte a scontri di fede, ricordiamo questi consigli di fra’ Abel, e anziché cadere nelle occasioni di peccato rispondendo con ira, rispondiamo con l’amore, la pazienza e la tenerezza di Cristo.

«Gesù stabilisce due cardini essenziali per i credenti di tutti i tempi, due cardini essenziali della nostra vita. Il primo è che la vita morale e religiosa non può ridursi a un’obbedienza ansiosa e forzata, ma deve avere come principio l’amore. Il secondo cardine è che l’amore deve tendere insieme e inseparabilmente verso Dio e verso il prossimo. Questa è una delle principali novità dell’insegnamento di Gesù e ci fa capire che non è vero amore di Dio quello che non si esprime nell’amore del prossimo; e, allo stesso modo, non è vero amore del prossimo quello che non attinge dalla relazione con Dio” (Papa Francesco).

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

Tags:
cattolici
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