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Narcisismo e social media: complicità o semplice convivenza?

NARCISISTA

Trismegist san|Shutterstock

Paola Belletti - pubblicato il 13/01/22

L'impatto dei social media sul comportamento e la personalità: è possibile che favorisca il narcisismo o semplicemente lo mostra?

Sull’ultimo numero di Benessere già disponibile in edicola c’è un contributo interessante utile a riflettere su un fenomeno che, volenti o meno, è sotto gli occhi di tutti noi.

Come per altre rubriche anche in questo caso l’occasione per approfondire il tema è la domanda di una lettrice.

La domanda all’esperto


Gentile dottore, sono una lettrice, da poco giunta alla soglia dei sessanta. Sono
da sempre incuriosita dai cambiamenti che osservo nel corso del tempo nella
nostra società.

La spiccata cultura dell’immagine, che oggi appare pervasiva, sembra stimolare un narcisismo crescente. Ma chi è il vero narcisista? Ed è colpa dei social?

BenEssere, gennaio 2021 p. 110

L’effetto dei social sulla vita di tutti

Se interrogarsi sull’effetto dei social con una certa diffidenza fa subito “effetto Boomer” farlo con la consapevolezza di questa lettrice è l’opposto: grazie al vantaggio di non essere nata l’altro ieri ha la possibilità di osservare i cambiamenti sociali con la curiosità e l’interesse di chi ha già una struttura personale solida e ha visto succedersi diversi fenomeni, senza probabilmente lasciarsene travolgere.

Francesco Vincelli, psicologo, psicoterapeuta e docente di psicoterapia è equilibrato e ben circostanziato nell’offrire una risposta alla lettrice e a tutti noi.

Nessuna domanda retorica alla “dove andremo a finire” o “i giovani di oggi non sanno più parlarsi”, ma innanzitutto l’osservazione che l’accesso e la frequentazione dei social media è talmente diffuso e consistente da essere per forza di cosa epocale.

L’effetto sulle nostre esistenze e su come impostiamo le giornate e viviamo le nostre interazioni è innegabile. Ora conviene capire in che modo incida sulle dimensioni interpersonali e intrapersonali, cioè su come ci guardiamo tra noi e su come guardiamo a noi stessi.

Immagine di sè: dalla cura al culto

Poiché le interazioni social avvengono principalmente per mezzo di immagini e testo, anche se pure il canale uditivo sta prendendo piede (vedi Clubhouse e i Podcast), è innegabile che la cura e la promozione dell’immagine sia diventata occupazione diffusa, fino alla teorizzazione del personal branding, concetto utilissimo che però non può debordare eccessivamente nella sfera privata pena la perdita di autenticità.

(…) i sistemi di comunicazione digitale rappresentano un luogo all’interno del quale ogni individuo può facilmente integrarsi nel gruppo virtuale, riuscendo più agevolmente a trasformare le insicurezze in certezze, i difetti in pregi e sempre di più il brutto in bello; ma anche coloro che appartengono a una cultura più individualista possono dare libero sfogo al proprio narcisismo, attraverso la vetrina virtuale, curando continuamente il proprio profilo, la propria immagine e la propria reputazione on line. Fra i tanti effetti dunque, anche quello di essere un incubatore di narcisisti.

Ibidem

Chi è il narcisista?

Il termine indica uno stile di personalità che può arrivare a una condizione patologica. Nel senso comune il narcisista è chi è preminentemente occupato nel compiacersi di sé stesso, nell’amare sé o meglio il proprio riflesso. Questa occupazione, se diventa troppo dominante, ruba energie e spazio all’empatia con ricadute importanti sulle relazioni interpersonali.

Lo sanno bene i partner di persone con un vero e proprio disturbo narcisista.

I social media apprezzano il narcisismo, ma non troppo a lungo

Se il narcisista è dunque colui che mette al centro del proprio mondo solo sé stesso è quasi inevitabile notare come i social media, tutti profilo personale e like, sono un ambiente che può favorire questo disturbo o questa “postura” esistenziale.

Se questo è vero lo è ancora di più il fatto che chi “buca” lo schermo e ottiene successo duraturo su queste piattaforme è proprio chi riesce a far intuire la propria autenticità e ad offrire gratificazioni agli altri più che continuare a cercarne mettendosi solo in mostra.

“In missione per conto di Dio”

Noi cristiani abbiamo ricevuto un mandato e un sereno incoraggiamento anche dai pontefici: i social vanno abitati, in quegli ambienti, come altrove, dobbiamo essere noi stessi e un cristiano è tale se porta con sé Cristo, se si fa il più possibile testimone di Colui che ci vuole salvare tutti.

Oltra all’incoraggiamento però non mancano le avvertenze: bisogna sempre vigilare su di sé per poter essere padroni dell’uso dei social e non banderuole che seguono il vento di passioni non sempre nobili e interessi non sempre trasparenti.

Dal tratto di personalità alla patologia

Tornando al focus dell’articolo, concentriamoci sul significato della personalità narcisistica nell’ambiente dei social media.

Possiamo immaginare un continuum dove all’estremità sana si colloca lo stile di personalità narcisistico, caratterizzato dalla capacità di essere scaltri nei rapporti con gli altri, riuscire a vendere bene se stessi, le proprie idee e progetti, l’essere competitivi.

All’estremità opposta si colloca il disturbo narcisistico di personalità, ossia un quadro pervasivo di grandiosità, sia nelle fantasie sia nei comportamenti, necessità di ammirazione e assoluta mancanza di sensibilità interpersonale, che compare entro la prima età adulta e riguarda tutti i contesti di vita: reagiscono alle critiche con collera e umiliazione, sfruttano e approfittano degli altri, sono presuntuosi, credono che i loro problemi siano unici, mancano totalmente di empatia, hanno fantasie di illimitato successo, potere e bellezza.

BenEssere, ibidem

Le radici nell’infanzia

Lo sappiamo, i mattoni della nostra personalità si appoggiano sulle fondamenta che vengono poste nella prima infanzia, in famiglia, con i nostri genitori soprattutto.

La prevenzione più importante dunque è sempre quella primaria: nutrire di amore autentico i nostri figli, mostrando il loro valore e educandoli a vedere e sentire l’altro.

La cura dell’amore e della verità

Al fine di favorire la costruzione di una personalità resiliente ed equilibrata, ricordiamo sempre di privilegiare un’educazione orientata alla fiducia e al rispetto dell’altro, nutriamo il più possibile l’autostima dei nostri figli attraverso il riconoscimento e l’elogio dei successi e la consapevolezza dei propri limiti, ma soprattutto non sottovalutiamo l’importanza di manifestare e di nutrirli con il nostro amore, la più importante fra le vitamine della nostra sana costituzione psicologica.

Ibidem

L’antidoto migliore è di nutrire i figli con il nostro amore, la più importante fra le vitamine contro certe derive attuali

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Tags:
narcisismosocial network
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