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“Die Zeit”: Ratzinger coprì gli abusi di un prete. Mons. Gänswein: falso

BENEDICTUS XVI

Mazur-catholicnews.org.uk-(CC BY-NC-SA 2.0)

Benedetto XVI - "Nell'Eucaristia Cristo è realmente presente tra noi. La sua non è una presenza statica. E' una presenza dinamica, che ci afferra per farci suoi, per assimilarci a sé. Cristo ci attira a sé, ci fa uscire da noi stessi per fare di noi tutti una cosa sola con Lui. In questo modo Egli ci inserisce anche nella comunità dei fratelli e la comunione con il Signore è sempre anche comunione con le sorelle e con i fratelli. E vediamo la bellezza di questa comunione che la Santa Eucaristia ci dona".

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 10/01/22

Il Papa Emerito "non aveva conoscenza della storia precedente - le accuse di violenza sessuale - quando prese la decisione di ammettere il sacerdote"

Joseph Ratzinger è stato accusato di «non aver messo fine agli abusi di un sacerdote della sua diocesi» nel 1980: il caso è stato rilanciato dal settimanale tedesco Die ZeitIl segretario del Papa emerito ha smentito categoricamente le accuse, peraltro già archiviate dal Vaticano nel 2010. 

Il decreto del 2016 che rilancia il caso

In un decreto extragiudiziale del tribunale ecclesiastico dell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga, datato 2016, si legge la critica al «comportamento di alti prelati che non avrebbero fermato l’operato di un ecclesiastico accusato di abusi sessuali su minori». Tra questi prelati, anche il Papa emerito.

Il decreto del tribunale ecclesiastico riguarda un certo Peter Hullermann, un sacerdote accusato di 23 casi di abusi sessuali di minori tra gli 8 e i 16 anni, tra il 1973 e il 1996. Joseph Ratzinger era all’epoca arcivescovo di Monaco e Frisinga (dal 1977 al 1982). 

ABUSE

Il trasferimento da Essen a Monaco

Padre Hullermann, proveniente dalla diocesi di Essen, fu trasferito nell’arcidiocesi di Monaco nel gennaio 1980 dopo essere stato accusato di diversi abusi sessuali su minori: nel capoluogo della Baviera doveva seguire un percorso terapeutico di riabilitazione. 

La versione dell’accusa

Il futuro Benedetto XVI «conosceva la situazione del sacerdote – si afferma nell’inchiesta – e nonostante ciò, lo accettò come chierico nella sua diocesi, a condizione che si sottoponesse a una terapia in Baviera».

La smentita del segretario 

Il segretario personale del Papa emerito, mons. Georg Gänswein, interpellato dal settimanale Die Zeit ha assicurato «che le accuse sono false», rilevando che il Papa «non aveva conoscenza della storia precedente – le accuse di violenza sessuale – quando prese la decisione di ammettere il sacerdote» (Rainews, 8 gennaio). 

Il mea culpa di Padre Gruber

La vicenda di Hullermann, infatti, non fu mai seguita da Ratzinger, ma da padre Gerhard Gruber, che all’epoca era vicario generale dell’arcidiocesi di Monaco. Gruber si è assunto la piena responsabilità della decisione di riammettere Hullermann al lavoro pastorale, nonostante fosse in terapia, sottolineando di aver preso questa decisione da solo, senza consultare l’allora cardinale Ratzinger. Quest’ultimo diede un assenso formale, fidandosi di Gruber, e senza conoscere la storia di Hullermann, che avrebbe necessitato di ben altra prudenza.

Lo stesso Gruber ha poi ammesso, nel 2010, che «il ripetuto impiego di [Hullermann] nel ministero parrocchiale è stato un grave errore (continuò a commettere abusi ndr). Me ne assumo la piena responsabilità» (Catholic Herald). 

Vicenda archiviata dal Vaticano già nel 2010

La vicenda di ‘Padre Hullermann’ era già stata portata alla luce oltre 10 anni fa dal settimanale Der Spiegel. Che, parlando di «omissioni», sostenne che il coinvolgimento dell’allora arcivescovo Ratzinger – rispetto agli abusi commessi dal prete pedofilo – fosse stato “più forte” di quanto emerso.

Ma nel novembre del 2010 la Santa Sede fece sapere che sul caso non c’era «nessuna vera novità» (La Stampa, 6 gennaio). 

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