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Quella stella che continua a condurre a Gesù anche i lontani

STARRY NIGHT, MAN, ROAD

KIDSADA PHOTO | Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 05/01/22

La festa dell'Epifania ci parla della straordinaria attrazione che Gesù esercita su tutti, anche di chi comincia a fidarsi di un viaggio guidato da una luce che vince il suo buio interiore.

Vangelo di giovedì 6 Gennaio

Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
E tu, Betlemme, terra di Giuda,

non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele
».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

(Matteo 2,1-12)

La festa dell’Epifania è accompagnata dal racconto del vangelo di Matteo che fa emergere bene non solo la straordinaria attrazione che Gesù esercita su tutti, anche sui lontani, ma soprattutto ciò che accade nella vita di una persona quando si eclissa il desiderio che lo ha sempre guidato.

La stella cometa infatti, che siamo abituati a piazzare nei nostri presepi o sui nostri alberi di Natale, ha la sua origine proprio in questa storia. È guardando la stella che i Magi si raccapezzano nel loro viaggio. Se dovessimo uscire fuori da metafora dovremo dire che ognuna delle nostre vite è sempre guidata da un motivo, da un desiderio di fondo che ci spinge ad andare avanti, a rischiare, a metterci in cammino. Ma se malauguratamente si perde di vista questa stella allora, come i Magi, rischiamo di prendere strade pericolose. La loro deviazione per la corte di Erode nasce proprio dall’assenza della stella.

Non sanno che Erode vuole uccidere il bambino e la loro presenza allerterà il sovrano a tal punto che farà uccidere tutti i bambini del contado nella speranza di far fuori anche Gesù. C’è però una lezione da imparare anche da questa esperienza negativa: quando perdiamo di vista la nostra stella possiamo anche fare cose sbagliate, e farle non perché siamo cattivi ma solo perché siamo disperati. Persino in quel buio il Signore ci aiuta a ritrovare la strada:

Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.

Mi piace sempre pensare che la carità più grande che si possa fare a qualcuno è aiutarlo a ritrovare una gioia per cui valga la pena benedire anche il buio che si è attraversato.

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