È abitudine che le persone compiano una valutazione della propria vita alla fine di ogni anno civile, per ricordare le tante cose buone accadute loro negli ultimi 12 mesi, ma anche le lotte e le difficoltà che hanno dovuto affrontare.
Per San Giovanni Paolo II, questa valutazione dev'essere effettuata alla luce della famiglia, sia della nostra che della famiglia umana in generale. Il Pontefice ha spiegato questo tipo di sguardo critico che bisogna avere nella sua prima omelia da Papa in occasione del Te Deum del 1978.
Promuovere la fraternità nella “famiglia umana”
Questo tipo di valutazione esamina criticamente la nostra vita e serve a indicare come aiutiamo a seminare la fraternità nella nostra comunità o se seminiamo discordia nella famiglia umana.
Proteggendo la vita e l'amore coniugale
Oltre alla “famiglia umana”, San Giovanni Paolo II menzionava in quell'omelia anche due settori che dobbiamo esaminare nella nostra vita personale, esortando tutti a verificare come si sono protette la vita e la santità dell'amore coniugale:
E allora, guardiamo alla nostra vita e vediamo come abbiamo sostenuto la dignità di ogni persona umana dal suo concepimento. Oltre a questo, esaminiamo come abbiamo promosso il valore della fedeltà nella vita coniugale, riconoscendo l'importanza della famiglia e la sua connessione con il tessuto della società.
In vista dell'arrivo dell'anno nuovo, guardiamo indietro e ringraziamo per tante cose, ma chiediamo anche perdono a chiunque possiamo aver ferito.
