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Nigeria: sacerdote assassinato dopo aver celebrato la Messa di mezzanotte

Padre Luke Adeleke é assassinado

Ugochukwu Ugwoke, ISch | Twitter

Francisco Vêneto - pubblicato il 30/12/21 - aggiornato il 30/12/21

Padre Luke Adeleke è morto in un tentativo di rapimento mentre tornava a casa dopo la Messa

Padre Luke Adeleke, 38 anni, è stato assassinato subito dopo aver celebrato la Messa di mezzanotte in una parrocchia della periferia di Ogunmakin Obafemi Owode, nella diocesi di Abeokuta, in Nigeria. Stava tornando a casa quando si è imbattuto nei malviventi.

“Padre Luke è stato vittima di un atto di violenza, crediamo fosse un tentativo di rapimento, un sequestro a scopo di riscatto”, ha riferito all’agenzia Fides don Gregory Fadele, Direttore delle Comunicazioni sociali della diocesi di Abeokuta.

“I colpi sparati dai banditi erano probabilmente puntati alle gomme del veicolo su cui viaggiava, invece sono entrati nella macchina e lo hanno colpito prima ad una gamba e poi all’altra. Padre Luke ferito, con le forze rimaste, ha provato a guidare fino al più vicino ospedale ma si trovava a circa 50 km dal luogo dove è stato colpito. Così, poco prima di arrivarci ha perso tutte le forze, ha perso conoscenza ed è spirato”, ha aggiunto. “A bordo con lui viaggiava un ragazzo di 11 anni che per fortuna è rimasto illeso”.

La Nigeria, il Paese più popoloso del continente africano, soffre un’ondata di violenza anticristiana almeno dal 2009, quando si sono intensificate le azioni terroristiche del sanguinoso gruppo di fanatici islamici Boko Haram, che vuole trasformare il Paese in un califfato retto dalla sharia, la legge islamica.

I sequestri dei religiosi cattolici sono in parte motivati dalla persecuzione anticristiana, ma sono anche dettati dalla mera aspettativa di un lucro facile con il pagamento dei riscatti. Nel tentativo di frenare questo fenomeno, l’episcopato nigeriano è arrivato ad annunciare pubblicamente che non avrebbe più pagato riscatti per i chierici rapiti.

17 cristiani assassinati al giorno

La violenza è tale che i radicali islamici uccidono in media 17 cristiani al giorno in Nigeria. Solo nei primi 200 giorni del 2021, sono stati circa 3.400 i cristiani assassinati dal fanatismo terrorista nel Paese.

La fonte di questi dati terribili è l’organizzazione nigeriana Intersociety, o Società Internazionale delle Libertà Civili e dello Stato di Diritto, ente che dal 2010 studia e documenta la persecuzione religiosa e altre forme di violenza perpetrate in Nigeria da organi sia statali che non statali.

I sondaggi vengono realizzati a contatto diretto con le vittime e i testimoni e affiancati all’analisi di altri rapporti credibili, nazionali e internazionali.

Prima del 2021, il triste record degli omicidi di cristiani in Nigeria per via della persecuzione religiosa era stato raggiunto nel 2014, con più di 5.000 casi. Oltre 4.000 di questi sono stati provocati da Boko Haram, ma anche i pastori nomadi islamici Fulani hanno ucciso deliberatamente almeno altri 1.200 cristiani.

La situazione è così grave che l’arcivescovo di Kaduna, monsignor Matthew Man-oso Ndagoso, l’ha riassunta nel 2019 in una dichiarazione al portale cattolico LifeSiteNews che ha fatto il giro del modo e resta purtroppo attuale ancora oggi:


“Stanno uccidendo i cristiani come polli”.

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