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È morto Desmond Tutu, simbolo della lotta contro l’apartheid

DESMOND TUTU

Tinseltown - Shutterstock

Aleteia - pubblicato il 26/12/21

Insieme a Nelson Mandela è stato uno dei pilastri della lotta contro la segregazione dei neri in Sudafrica. Arcivescovo anglicano aveva ricevuto il Nobel per la pace nel 1984

 Dopo Nelson Mandela nel Pantheon dei leader anti-apartheid c’è lui: Desmond Tutu, per tutti negli anni ’80 “il reverendo”, colui checonfortava le masse oppresse e le esortava a non perdere la speranza. Tutu si è spento a 90 anni indossando la veste di arcivescovo anglicano sudafricano, ma soprattutto icona della lotta per l’emancipazione dei neri e premio Nobel per la pace.

Ad annunciarlo in una nota è stato il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, che ha espresso “unaprofonda tristezza a nome di tutti i sudafricani”.

“Il decesso dell’arcivescovo emerito Desmond Tutu è un altro capitolo di lutto nell’addio della nostra nazione a una generazione di sudafricani eccezionali che ci hanno lasciato in eredità un Sudafrica liberato”, aggiunge Ramaphosa (AGI).

Dopo la fine dell’apartheid, dopo che Nelson Mandela era stato eletto presidente del nuovo Sudafrica, Desmond Tutu ideò e presiedette la Commissione per la Verità e la Riconciliazione (Trc), creata nel 1995, che in un doloroso e drammatico processo di pacificazione fra le due parti della società sudafricana, mise in luce la verità sulle atrocità commesse durante i decenni di repressione da parte dei bianchi (ANSA).

Il tribunale fu un importante momento per la transizione del Sudafrica al termine dell’apartheid, ma ricevette qualche critica per i metodi impiegati. Durante il periodo a capo della TRC, Tutu fu duramente attaccato dai membri di estrema destra della minoranza bianca, ma anche da alcuni componenti dell’ANC. Le testimonianze spesso molto dure e crude di chi aveva subito violenze durante la segregazione ebbero un forte impatto anche su Tutu, che non nascose mai la propria sofferenza e costernazione (Il Post)

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