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La preghiera cristiana, il dialogo con Colui che sappiamo ci ama

Woman Praying

© JEFFREY BRUNO | ALETEIA

Ateneo Pontificio "Regina Apostolorum" | 22/12/21

Corso semestrale per la vita consacrata alla Regina Apostolorum di Roma dal 1 febbraio fino al 31 maggio 2022: la preghiera cristiana dal suo fondamento teologale all’esperienza incarnata

di Angela Tagliafico, S.T.D.*

L’attuale e sempre crescente attenzione alle tematiche religiose e a quelle spirituali che si esprime anche nell’interesse per la preghiera cristiana, porta sempre in sé possibilità contraddittorie. Può divenire una via a Dio, ma si può anche perdere in forme sbagliate. Per tale motivo pare opportuna una parola di chiarificazione sulla preghiera cristiana che è sempre, fede, speranza e carità in atto. Infatti la preghiera senza fede, speranza e carità diviene cieca, limitata e vuota, e le tre virtù senza la preghiera si disgregano.

La preghiera cristiana è un incontro tra due libertà personali: la libertà e la persona di Dio che si incontra con la libertà e la persona dell’essere umano, da Lui creato e chiamato alla comunione con Sé. La struttura della preghiera cristiana è personalistica: il Noi di Dio, l’Amante, l’Amato e l’Amore, incontra il Tu della persona. Dato la fede cristiana parte dal presupposto che Dio è libertà, la preghiera suscita la libertà nell’incontro dell’Amore.

Quanto affermato presuppone che la preghiera cristiana richieda sempre un esodo, un uscire da sé stessi, senza il quale l’Amore non può compiersi. Ecco perché essa implica come primo passo, il raccogliersi, rientrando in sé stessi, non in vista di un dissolvimento di sé stessi, ma per disporsi all’incontro con l’alterità Trinitaria che conduce all’Amore di Dio e del prossimo.

La preghiera è primariamente ascolto della Rivelazione di Dio che si è manifestata in Cristo e ci ha donato il suo Spirito, ed è altresì risposta personale al fine di entrare nella comunione divina. Essa è trinitaria: comunione donata dal Padre, per Cristo nello Spirito santo e invito alla risposta dell’essere umano che mosso dallo Spirito, per Cristo invoca il Padre.

La preghiera cristiana è impregnata dall’amicizia che Dio ha offerto agli uomini e alle donne già nell’Antico Testamento e che Cristo, il Figlio di Dio, ha riconfermato nel suo dialogare con l’umanità. In tal senso si fonda la nota definizione della preghiera donataci da Teresa di Gesù: “l’orazione mentale non è altro che un rapporto di amicizia, un frequente trattenersi nella solitudine con Colui da cui sappiamo di essere amati” (Vita 8,5).

A questo punto possiamo delineare “quattro caratteristiche” della preghiera cristiana: 1. Essa presuppone un rapporto di amore che è originato da Dio che ci ha amato e ci ama per primo e che ha sempre l’iniziativa nei nostri confronti 2. Pregare è anzitutto e soprattutto ascoltare 3. L’essere umano è chiamato a trasformare in preghiera ogni realtà che costituisce la sua vita 4. La preghiera cristiana è dialogo rivolto verso Dio e non monologo ricondotto verso un vago antropocentrismo.

Ciò che è importante è imparare a vivere la preghiera come momento privilegiato per personalizzare il rapporto di salvezza e di amicizia che Dio dona a ciascuno di noi, un rapporto unico, che richiede una adesione libera e personale, in parole e opere, e in momenti intensi di ascolto nel quale accogliamo la Sua parola e gli rispondiamo in quella concretezza che si prolunga anche oltre il tempo dell’orazione, nella vita di tutti i giorni.

La preghiera cristiana si fonda dunque su tale invito alla comunione con Dio offerta in Cristo, e nel suo Spirito partecipa della presenza che Dio ha rivelato e donato in Cristo. Il Dio della Rivelazione cristiana è Amico e anche Presente, Egli rende il cuore umano la sua dimora e ci invita a cercarlo nell’interiorità profonda del nostro essere.

Per questo la preghiera cristiana non è sterile intimismo o vana illusione, ma consenso ad una offerta di amicizia, attenzione ad una Presenza, unitamente essa è dono e impegno, e richiede la necessaria apertura alla percezione del mistero di Dio nell’ascolto, che costituisce lo spazio necessario entro il quale la sua Parola può comunicarsi.

prayING

Il cristiano sa che questa Presenza non è il risultato di nessuna tecnica di concentrazione: Dio è Altro da noi e personalmente rivolto a ciascuno di noi. Pertanto la preghiera cristiana non consiste in nessun nostro assorbimento in Lui, perché:

  1. siamo chiamati alla comunione nella diversità e all’umile accoglienza di Dio che è l’Amico che vive in noi;
  2. siamo chiamati all’ascolto della sua Parola che si esprime pienamente in Cristo, alla docile apertura all’azione dello Spirito santo, e al discernimento del disegno di Amore del Padre nei nostri confronti.

La preghiera quindi, attualizza e celebra la Rivelazione rivolta a noi nella comunità ecclesiale e per questo si pone al cuore stesso della vita cristiana, divenendo lo schiudersi dell’essere umano al mondo di Dio, accogliendo ilSuo sguardo dentro le cose che compongono il mondo, cercandolo e trovandolo in tutto quello che ci circonda e amandolo e servendolo in tutto, concretamente più nelle opere che nelle parole.

Ed ecco come la preghiera cristiana unisce: Rivelazione e ascolto, interiorità e risposta, contemplazione e azione. Essa ci aiuta e ci guida ad approfondire il Mistero che ci è stato donato in Cristo, sotto la guida dello Spirito santo, orientandoci al Padre.

L’esempio di questo è la grande orante del Nuovo Testamento, Maria, che ci attesta come l’approfondimento della Rivelazione si compie sempre mediante il “serbare tutte le cose meditandole nel cuore” (Lc 2,19).

Per questo oggi, la ripresa e il rinnovamento della preghiera cristiana deve essere ricercato non nelle vie esoteriche, ma nella fedeltà all’ascolto della Parola e alla sua personale risposta in noi, chiamati a divenire uomini e donne della lode di Dio e fratelli e sorelle di tutti.

Clicca qui per approfondimenti ulteriori al Corso semestrale per la vita consacrata “ a viso scoperto” la preghiera, respiro della fede dell’APRA

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*Angela Tagliafico, S.T.D., è docente stabile dell’Istituto superiore di scienze religiose presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.