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Perché gli studi sacerdotali includono ora un anno di “disintossicazione”

Seminaries

wideonet | Shutterstock

Philip Kosloski - pubblicato il 17/12/21

Sia San Giovanni Paolo II che Papa Francesco hanno esortato i seminari a offrire un anno di “disintossicazione” prima dell'inizio degli studi sacerdotali

Gli ultimi 50 anni hanno dolorosamente rivelato molti punti deboli nel programma di preparazione della Chiesa cattolica per formare gli uomini nella loro vocazione sacerdotale. Moltissimi uomini hanno seguito la formazione del seminario e sono stati ordinati al sacerdozio per poi cadere sotto l’influenza delle tentazioni mondane.

Questo ha spinto San Giovanni Paolo II a scrivere nell’esortazione apostolica Pastores dabo vobisdella necessità di offrire un anno aggiuntivo di formazione:

“È utile che ci sia un periodo di preparazione umana, cristiana, intellettuale e spirituale per i candidati al Seminario Maggiore. Questi candidati devono però presentare determinate qualità: la retta intenzione, un grado sufficiente di maturità umana, una conoscenza abbastanza ampia della dottrina della fede, una qualche introduzione ai metodi di preghiera e costumi conformi alla tradizione cristiana. Abbiano anche attitudini proprie delle loro regioni, mediante le quali viene espresso lo sforzo di trovare Dio e la fede”.

La richiesta di Giovanni Paolo II è stata messa in pratica in un documento pubblicato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 2016, sostenuto da Papa Francesco.

Questo periodo di formazione in seminario è chiamato ufficialmente “anno propedeutico”, e viene adattato da diocesi e seminari di tutto il mondo.

Ad esempio, il Seminario di San Giovanni Maria Vianney di Denver (Colorado, Stati Uniti) offre un “Anno di Spiritualità”, che include una totale “disintossicazione” spirituale per preparare il futuro seminarista alla sua possibile vocazione. Un articolo di Mary Farrow della Catholic News Agency riassume brevemente questo anno speciale di formazione:

“Oltre a digiunare da telefono e Internet, i seminaristi digiunavano anche dalle attività commerciali, non avendo il permesso di fare acquisti. L’unico giorno in cui non osservavano questi digiuni era il sabato, quando potevano chiamare familiari e amici o comprare le cose di cui avevano bisogno”.

Questi sacrifici vogliono eliminare qualsiasi influenza mondana negativa che possa incidere sul seminarista. Nella cultura odierna, molti uomini sono dipendenti dalla pornografia, un’abitudine che dev’essere sradicata prima che un seminarista possa progredire sulla via che conduce al sacerdozio.

L’Anno di Spiritualità contiene inoltre opportunità per “direzione e consulenza spirituale, come anche ritiri spirituali, che culminano in un ritiro ignaziano di 30 giorni. C’erano lezioni, ma niente voti. Venivano assegnati dei libri, ma non si dovevano svolgere lavori al riguardo”.

Il Seminario di San Paolo di St. Paul (Minnesota, Stati Uniti) offre un anno simile, concentrandosi sul discepolato. Il professor Jeff Cavins è tra i membri della facoltà coinvolti in questo anno, per aiutare gli uomini a sviluppare un rapporto con Gesù prima di proseguire gli studi.

Si spera che questo nuovo anno di “disintossicazione” promuova la santità personale dei candidati, assicurando che gli errori del passato non si ripetano.

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