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Vergine consacrata: “Dio mi ha chiamata durante la pandemia e ho accettato di essere la Sua sposa”

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Ramón Antonio Pérez - pubblicato il 10/12/21

Dopo la sospensione delle lezioni per il Covid-19 in Venezuela, Mariela Astudillo si è immersa nella preghiera e ha potuto discernere la chiamata di Dio. “Quell'incontro così personale ti fa cambiare la vita”, ha spiegato

Questa forma di donazione a Dio esiste fin dai primi tempi del cristianesimo. Non sono state poche le vergini martiri che hanno dato la propria vita per la fede. Tra queste, figurano Agata di Catania, Lucia di Siracusa, Agnese e Cecilia di Roma, Tecla di Iconio, Apollonia di Alessandria, Restituta di Cartagine e Giusta e Rufina di Siviglia.

Col tempo, questa forma di vita consacrata è scomparsa, ma sotto l’impulso del rinnovamento ecclesiale ispirato dal Concilio Vaticano II è risorta con forza, tanto che l’8 giugno 2018 Papa Francesco ha approvato l’istruzioneEcclesiae Sponsae Imagoper stabilire le basi dell’Ordine delle Vergini Consacrate.

Tra le caratteristiche, sottolinea che le aspiranti devono essere ammesse dal vescovo diocesano, appartenere all’Ordine delle Vergini e conservare la condizione secolare.

Attualmente nel mondo esistono circa 5000 vergini consacrate, 27 delle quali vivono in Venezuela. La più recente, Suor Isabel Campo Toussent, è stata consacrata il 16 ottobre 2021 da monsignor Helizandro Terán nella diocesi di Ciudad Guayana.

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Prima di lei, in questa diocesi del Venezuela Mariela Lucía Astudillo Moreno, docente nata il 29 settembre 1975, si è consacrata come sposa di Dio. La sospensione delle lezioni nel 2020 a causa della pandemia l’ha portata a concentrarsi maggiormente sulla preghiera e a discernere ciò che Dio le stava chiedendo.

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Mariela, “chiamata” durante la pandemia

Mariela ha descritto ad Aleteia l’esperienza che ha vissuto il 13 marzo 2019, quando è stata avvisata della sospensione delle lezioni a causa della pandemia. Per lei è stato un detonatore vedere i corridoi della scuola vuoti, “senza le grida, i sorrisi, i saluti, gli abbracci degli alunni, senza vederli correre”. È riuscita solo a salutare pochi di loro.

“Cos’è successo?”, si chiedeva. “In pochi secondi ti è cambiata la vita, nell’arco veramente di secondi. Ieri eri a lezione e ora non più. È qui che si misurano la fede e la speranza; è qui che si mette alla prova il vero cristiano”.

“Stando a casa mi sono dedicata di più alla preghiera, e in uno di quegli incontri ho sentito una forte pressione nel petto e una grande voglia di piangere… Ho sentito una voce: ‘Sposa mia, che aspetti?’ Ho risposto: ‘Sai che ho sempre voluto, ma questo ‘Sì’ è quello definitivo’”.

Non c’erano più dubbi, perché fin da bambina ha accarezzato l’idea di dedicarsi alla vita religiosa, ma questo non era ciò che cercava. “Questo era un ‘Sì’ che cambiava la mia vita”, ha riferito nella sua testimonianza. E come Maria davanti all’angelo Gabriele, ha pronunciato le parole di accettazione: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga in me secondo la tua parola”, citando Luca 1, 38.

Dopo questa esperienza, Mariela ha parlato con la sua guida spirituale e con monsignor Helizandro Terán. Erano i passi che doveva compiere per completare la decisione.

“Entrambi mi hanno aiutata e accompagnata nel mio processo di consacrazione. Ho conosciuto l’ordine delle vergini consacrate attraverso la Ecclesiae Sponsae Imago, ed era quello che avevo sempre voluto, essere sposa di Cristo, stare nel mondo ma senza essere del mondo, offrendo una testimonianza del Suo amore, della Sua misericordia, ed essendo la luce di Cristo per gli altri”.

Mariela ha affermato che il 5 luglio 2020 è stata ammessa nell’Ordine delle Vergini Consacrate da monsignor Terán, e giovedì 25 marzo 2021, solennità dell’Annunciazione del Signore, è stata consacrata. “È nella preghiera costante che si ascolta la voce di Dio, che si contempla quel mistero di amore infinito e quell’incontro personale che ti fa cambiare ogni giorno la vita”, ha riflettuto il 6 dicembre.

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La curiosità di suor Isabel

Anche suor Isabel Campo Toussent, 27 anni, è insegnante e vergine consacrata. Ha studiato Lingua e Letteratura all’Universidad Experimental di Guayana e lavora come coordinatrice della pastorale alla scuola Iqbal Masih. La sua inquietudine vocazionale, come ha scritto ad Aleteia, è iniziata quando aveva 13 anni.

A quell’età si chiedeva se Dio la chiamava ad essere religiosa. Dentro di sé sapeva che “di me sarebbe stato qualcosa di diverso, considerando che la vita religiosa missionaria era la cosa più comune nel mio ambiente”.

Viveva in una zona rurale assistita dalla Congregazione dell’Immacolata Concezione di Castres. “Allora conoscevo già da alcuni anni María Teresa Cáceres, una vergine consacrata missionaria del Movimento Culturale Cristiano (MCC). Non comprendevo totalmente quello stile di vita, anche se suscitava la mia curiosità”.

Col passare degli anni, Gesù le ha mostrato la Sua volontà. “Ha conquistato il mio affetto e ha inviato segnali attraverso alcune persone”. La decisione è avvenuta durante un incontro con le suore dell’Ordo Virginum del Venezuela, in cui ha compreso la richiesta di Dio.

“L’ultimo incontro che ho avuto con loro mi è servito per conoscere ancor di più questo stile di vita e pensare con maggior chiarezza a questa forma di vita consacrata così antica e al contempo tanto rinnovata nella Chiesa”, ha descritto suor Isabel.

“Non volevo smettere di servire Cristo nei poveri, nei miei alunni; di lottare per la giustizia, e volevo dedicarmi completamente a Lui. Ho capito che questa è la forma di vita consacrata che assomiglia di più ai desideri che Gesù ha posto nel mio cuore”.

Suor Isabel ha confermato la sua decisione quando monsignor Terán l’ha ammessa nell’Ordo Virginum il 19 agosto 2019. Il 16 ottobre 2021 è stata consacrata al suo “Amato Sposo”, secondo il canone 604 del Codice di Diritto Canonico.

“Spero con la grazia di Dio di poter perseverare fino alla fine dei miei giorni in questo mondo e di potere, insieme al coro delle vergine sagge, cantare le nozze eterne dell’Agnello”, ha riferito la giovane. “Per questo chiedo le vostre preghiere non solo per me, ma per tutte le donne che vengono chiamate a questo sposalizio mistico con Cristo”.

Donne che lavorano in ogni campo

L’Istruzione Ecclesiae Sponsae Imago riconosce che queste donne sono “radicate nella comunità diocesana riunita intorno al vescovo, secondo la modalità dell’antico Ordo Virginum, senza essere ascritte a un Istituto di vita consacrata”.

Per questo vivono come secolari lavorando in vari campi: ospedali, scuole, e assumendo anche la responsabilità di cappelle o opere missionarie, come Yesenia Arellano, della diocesi di Puerto Cabello.

Per Yesenia, la festa dell’Immacolata Concezione è molto speciale. Non è solo il giorno in cui la Chiesa ricorda la madre di Gesù, concepita senza peccato originale, ma anche quello in cui si è donata a Dio come vergine consacrata, ovvero ha celebrato le sue nozze mistiche con Gesù Cristo per servire la Chiesa come opzione di vita.

La consacrazione di Yesenia ha avuto luogo l’8 dicembre 2008 ad opera di monsignor Ramón Viloria, all’epoca vescovo di Puerto Cabello. Quest’anno lo ricorda nello stesso luogo in cui è stata consacrata: la cappella San Vicente Ferrer di Alpargatón, a Puerto Cabello. In quella comunità aiuta gli anziani e i malati.

In base al suo impegno missionario, ritiene che non tutti i cristiani partecipino allo stesso modo, “come nel caso di malati e anziani, per via dell’età avanzata e delle limitazioni fisiche”. Yesenia è stata responsabile del Gruppo di Malati e Anziani Missionari, e per 14 anni ha motivato i giovani nella pastorale vocazionale della diocesi di Puerto Cabello.

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Importanza per la Chiesa

Durante la consacrazione di una delle vergini della sua diocesi, monsignor Helizandro Terán ha affermato cosa significa questo stile di vita per la Chiesa.

“È un atto che per la Chiesa significa moltissimo, è un atto che per la diocesi è una benedizione, perché il Signore esorta, il Signore cerca, il Signore aspetta cuori consacrati, cuori verginali che diano tutto per la causa del Regno; che diano tutto per amore, per l’esercizio della carità nei confronti dei fratelli”.

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