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Attenti a queste 7 forme di falsità: sono contro l’Ottavo Comandamento

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Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 03/12/21

L’obiettivo originario dell’Ottavo Comandamento era quello di proibire la “falsa testimonianza” da parte di un “teste” interrogato nel corso di un processo giudiziario

Come violare l’Ottavo Comandamento? Spesso non ce ne rendiamo conto, ma ci sono atteggiamenti nella nostra quotidianità che ci fanno venire meno ai rispetto di questo comandamento. Il cardinale Francesco Monterisi spiega quali sono nel libro “23 Cardinali commentano il Catechismo della Chiesa Cattolica” (Tau editrice). 

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) tratta dell’Ottavo Comandamento in poche ma dense pagine, e cioè nei paragrafi nn. 2464 – 2504. Fin dalla prima riga dopo il titolo, ne riferisce la formulazione con cui tale Comandamento fu dato da Dio a Mosè, in questi termini: “Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo” (Es 20,16; cfr. anche Deut. 6,20).

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La “falsa testimonianza”

Il cardinale Monterisi spiega che si parla di “falsa testimonianza” quando un testimone risponde riferendo un evento o con un’affermazione che si discosta dalla verità. Cioè che non corrisponde a quanto è accaduto o esiste nella realtà. Se si comporta in questo modo volontariamente, cioè con l’intenzione di ingannare il giudice e nuocere all’imputato o ad altri (al “prossimo”) il suo atto è colpevole. 

L’obiettivo originario 

L’obiettivo originario dell’Ottavo Comandamento era quello di proibire la “falsa testimonianza” da parte di un “teste” interrogato nel corso di un processo giudiziario. Ma tale obiettivo si è esteso poi fino a comprendere ogni genere di falsità, in situazioni e forme diverse.

Non è facile descrivere i modi con cui una persona riesce a far credere al suo prossimo un’affermazione menzognera o convincerlo con un gesto fuorviante per l’interlocutore. Un elenco di tali diverse falsità, anche se non completo, può essere questo.  

La bugia

La menzogna o bugia è la principale forma di falsità, poiché consiste nel dire il falso con l’intenzione di ingannare. È l’offesa più diretta alla verità per indurre all’errore e danneggiare il prossimo: una vera e propria opera del diavolo, come la qualifica il Signore: “Non vi è verità in lui (nel demonio). Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna”» (Gv 8,44).

Lo spergiuro 

Lo spergiuro è una menzogna fatta sotto giuramento. Il Signore, come abbiamo visto sopra, non vuole che i suoi segua- ci facciano giuramenti, chiamando Dio a “testimone” della loro dichiarazione: Gesù ha detto: “Non spergiurate …; il vostro dire sia: sì, sì; no no”.

Il giudizio temerario

Il giudizio temerario è contro la verità perché chi lo emette afferma una colpa morale nel prossimo, senza fondamento sufficiente. Inoltre, mette in cattiva luce la reputazione della persona che, come tutti gli uomini, ha diritto ad avere il suo “buon nome”.

La maldicenza

La maldicenza e la calunnia soprattutto possono ledere la reputazione delle persone e sono pertanto mancanze alla carità, oltre che alla verità. Sono quindi riprovevoli, nella misura in cui sono più o meno fondate sulla loro veridicità o riguardano l’importanza di atti, comportamenti o giudizi delle singole persone prese di mira. Ne aumentano la gravità quando rivelano, ad altri che li ignorano, i difetti e mancanze di tali persone, senza un motivo oggettivamente valido.

La lusinga 

La lusinga, l’adulazione e la compiacenza rientrano in qual- che modo nella categoria della falsità. Sono affermazioni o atti non sinceri, pronunciati o prodotti spesso per ottenere favori di ogni genere e di carattere egoistico (denaro, concessioni indebite, posti di potere, amicizie perverse, ecc.), talvolta a scapito di diritti altrui. Anche in queste forme si riscontrano peccati contro la verità ed anche contro la carità e la giustizia.

La iattanza 

La iattanza o millanteria possono avere elementi di colpevolezza, quando sono compiuti contro la verità di quanto viene messo in mostra. In genere la iattanza e la millanteria sono esagerazioni di realtà che magari esistono, ma solo parzialmente.

L’ironia

L’ironia ed il sarcasmo prendono spunto da qualche aspetto della persona messa in berlina, ma sono generalmente sproporzionati rispetto alla verità e molto spesso mancano di rispetto e di carità verso la persona dileggiata.

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23 cardinali
Tags:
catechismo
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