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L’estrema generosità che propone Gesù

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Andrei Korzhyts | Shutterstock

padre Carlos Padilla - pubblicato il 01/12/21

Che dia finché fa male, che non tenga le cose per me, che non mi centellini pensando alle battaglie, che offra tutto nella lotta quotidiana

Gesù si è concentrato sulla vedova che offriva la sua elemosina. Era seduto nel tempio e osservava quello che la maggior parte dei fedeli lasciava come offerta.

“Sedutosi di fronte alla cassa delle offerte, Gesù guardava come la gente metteva denaro nella cassa; molti ricchi ne mettevano assai. Venuta una povera vedova, vi mise due spiccioli che fanno un quarto di soldo. Gesù, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico che questa povera vedova ha messo nella cassa delle offerte più di tutti gli altri: poiché tutti vi hanno gettato del loro superfluo, ma lei, nella sua povertà, vi ha messo tutto ciò che possedeva, tutto quanto aveva per vivere»”.

A volte posso valorizzare di più chi dà di più, in genere è perché è quello che ha di più. Molti danno tanto e Gesù li guarda. Non li giudica, non li critica. Valorizza quanto hanno da dare. Perché è molto prezioso che chi ha molto possa offrire molto.

I ricchi generosi sono una testimonianza di questo, un esempio. Perché a volte chi ha tanto è quello che dà meno.

Tiene tutto per sé e conserva ciò che ha guadagnato, non lo perde. È questa la mentalità che viene condannata da Gesù – quando tengo per me i miei talenti, i miei doni, quello che Dio ha fatto crescere tra le mie mani.

Essere generosi con quello che si ha non è una cosa evidente, che sia poco o molto.

Ho paura di perdere, che vengano tempi più difficili. E mi spavento, non confido e voglio avere di più.

Cerco sempre il mio interesse e non guardo a chi mancano le cose. Non mi preoccupa.

Un bisognoso che aiuta, modello per Gesù

E allora, davanti agli occhi di Gesù appare una vedova. Le vedove sono sopravvissute. Devono andare avanti nella vita in situazioni molto avverse.

Hanno bisogno di aiuto per vivere con tranquillità. Vivono della carità della società che le guarda con misericordia. Sono sole e hanno bisogno di aiuto.

Anche Maria è rimasta vedova. Giuseppe è morto prima. Una vedova in Israele ha bisogno dell’aiuto del prossimo.

Dà non quello che le avanza, ma quello che le serve. Forse offre ciò che aveva per vivere. E Gesù si stupisce.

La donna ha donato tutto ciò che aveva. Gesù sottolinea la sua generosità, e anni dopo gli evangelisti lo ricordano.

Quelle parole sono rimaste impresse nel cuore dei discepoli. La donna aveva donato tutto quello che aveva, e per questo era meritevole di ammirazione.

Dare senza calcolare, senza paura

Io tengo le cose per me. Povo una profonda insicurezza. Non voglio perdere nulla di quello che possiedo ora. Non voglio dipendere dagli altri, solo da me stesso.

Questa insicurezza mi rende diffidente e geloso. Non mi lascio donare e non dono, non do.

Forse do quello che mi avanza, ma non quello che mi serve per vivere. Non sono disposto ad essere tanto generoso con la mia vita. Do solo quello di cui non ho bisogno.

Questa generosità estrema è quella che mi chiede Gesù. Che dia finché non fa male. Che non mi riservi, che non mi centellini pensando alle battaglie successive.

Che dia tutto nella lotta quotidiana per vivere. Che non viva facendo i conti per vedere quanto posso rischiare.

La vita è esigente, ma non devo vivere con la paura del vuoto, dell’abbandono, del disprezzo.

Ci sarà sempre qualcuno che potrò accompagnare

Anche quando sembra che tutto possa andare male, mi alzo e continuo a lottare e ad accompagnare chi non ha, colui a cui manca più che a me.

Ci sarò sempre una vedova, qualcuno più debole di me, da poter aiutare, soccorrere, accompagnare. Ci sarà sempre un dolore più profondo.

Quello sguardo ampio e aperto fa sì che smetta di pensare a me. Smetto di guardarmi continuamente, smetto di pensare al mio dolore, alla mia malattia, alla mia perdita.

E penso a quello di cui ha bisogno l’altro. Allora posso donargli il mio tempo, la mia vita, la mia allegria, il mio denaro, quello che mi serve per vivere.

Lo stesso cibo che ho preparato per sopravvivere, come la vedova che soccorre il profeta Elia.

Dio ripaga in abbondanza

Quando sono generoso con le mie cose, Dio non si lascia battere in generosità. Questo mi rallegra il cuore.

Quando dono il mio tempo, ricevo cento volte tanto. L’anima resta in pace guardando avanti. Dio ha molto di più riservato per me. Il cuore si rallegra fiducioso.

Quando sono egoista e meschino, mi chiudo alla grazia di Dio e chiudo anche la mia anima a chi mi chiede aiuto. Passo oltre queste persone, e non do loro neanche quello che mi avanza.

Oggi Gesù mi invita ad essere generoso fino all’estremo. A non misurare. A dare senza aspettarmi di ricevere nulla in cambio.

Svuoto la mia anima aspettando che solo Dio la riempia. Egli è più generoso e mi ama molto più di quanto io abbia mai potuto amare.

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