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La chiesa in cui un ebreo si convertì dopo l’apparizione della Madonna (FOTO)

SANTANDREA

María Paola Daud | ALETEIA

Maria Paola Daud - pubblicato il 30/11/21

Odiava la fede cattolica, ma la Vergine Maria gli apparve e tutto cambiò

In questa chiesa del centro di Roma, la Vergine Maria apparve con la postura della Medaglia Miracolosa ad Alfonso Ratisbonne, un ebreo che odiava la fede cattolica.

La storia di Ratisbonne commosse Massimiliano Kolbe, che celebrò la sua prima Messa nella cappella dell’Apparizione.

Senza sapere bene perché, Ratisbonne entrò nella basilica di Sant’Andrea delle Fratte. All’improvviso si ritrovò nella cappella di San Michele Arcangelo inginocchiato davanti a una “Bella Signora”, come l’immagine che portava sul petto solo per una scommessa con un amico.

Era l’immagine della Medaglia Miracolosa, e dopo che il suo amico lo trovò in preda a una crisi di pianto, Alfonso ebbe la conoscenza miracolosamente acquisita in pochi secondi dei dogmi della Santa Chiesa.

In poco tempo, la chiesa divenne un santuario, luogo di fervida devozione mariana. Papa Benedetto XV la chiamava la “Lourdes romana”, per i tanti miracoli che la Vergine concedeva ai fedeli, come si può vedere dai tanti ex voto collocati intorno alla cappella in segno di ringraziamento per la grazia ricevuta.

La chiesa

La chiesa nacque nel XII secolo dedicata a Sant’Andrea, chiamata “delle fratte” perché all’epoca la zona era piena di erba.

Nel XVI secolo, Papa Sisto V affidò la chiesa ai Minimi di San Francesco di Paola.

Nel XVII secolo la chiesa subì un consistente restauro ad opera di Borromini, che la trasformò in un gioiello architettonico, come si può vedere dallo splendido campanile.

I romani lo chiamano “campanile ballerino”, perché oscilla leggermente a ogni scampanio.

A poco a poco la chiesa, elevata da Papa Pio XII a basilica il 25 aprile 1942 (centenario della conversione di Ratisbonne), divenne come tante chiese un piccolo museo di importanti opere artistiche.

Lì si trovano due degli angeli originali di Ponte Sant’Angelo, scolpiti dal Bernini su commissione di Papa Clemente IX. Si trovano in questa chiesa perché erano considerati troppo belli per essere lasciati alle intemperie sul ponte.

La Cappella della Madonna del Miracolo

La cappella ospitava inizialmente un grande quadro con l’immagine di San Michele Arcangelo, che dopo l’apparizione venne sostituito da un’immagine della Vergine, opera di Marcello Piacentini.

Maria è rappresentata com’è apparsa a Ratisbonne, in piedi, sola senza il Bambino. I raggi della grazia partono brillanti dalle punte delle dita, e la Vergine è sopra le nubi a piedi scalzi.

L’altare con il dipinto è decorato con alabastro e marmo bianco venato di nero, ed è racchiuso tra quattro colonne corinzie in marmo verde.

Alla sua destra si trova un busto di Massimilano Kolbe, alla sinistra uno di Alfonso Ratisbonne.

San Giovanni Paolo II

Il 28 febbraio 1982, la chiesa è stata visitata da Papa Giovanni Paolo II.

Ricordiamo alcune delle sue parole in quell’occasione:

“Mi piace qui ricordare due avvenimenti, che hanno felicemente contrassegnato la storia della Basilica: l’improvvisa conversione di Alfonso Ratisbonne nel secolo scorso, in seguito alla misteriosa apparizione della Vergine Immacolata, e la celebrazione della prima Messa del Beato Massimiliano Kolbe all’altare della Madonna miracolosa. Questi fatti del passato pongono a tutti i parrocchiani di oggi l’esigenza di una vita cristiana sempre più impegnata e gioiosa”.

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